un passerotto che vi dice "grazie"

domenica 23 febbraio 2014

Ci sono dei momenti nella vita di ciascuno che non si vorrebbero raccontare, perchè sono nostri, momenti in cui parla solo il cuore.  
 Questa sera ho deciso di raccontarvi il perchè dei passerotti nel mio blog.

Nella saletta adiacente alla rianimazione, seduta su di una sedia avevo in una mano il rosario e nell'altra l'orologino di Valeria, regalo della cresima, e un fazzoletto. Ogni tanto entrava il medico di turno e mi chiamava. "Signora, venga a parlarle". Io tremavo, non sapevo cosa dire. Mi avvicinavo a quel letto e guardavo mia figlia. Gli occhi chiusi, un leggero rossore sulle guance.Valeria è bellissima. Non un graffio, nulla che giustificasse la sua presenza in quel letto e tutti quei tubicini.... Sottovoce,  timidamente ho incominciato a chiamarla. Sì, proprio così. Solo "Valeria!, Valeria, sono la mamma!" 

Poi le ho preso la mano e in quel momento siamo diventate una cosa sola. Spesso mi diceva: " Mamma ti piacciono le mie mani? "Sì, amore, sono proprio belle! Te le scaldo un po?" 

LAllora le ho preso la bella mano dalle dita lunghe e dalle  unghie curate, una mano abbandonata vicino al corpo e ho incominciato a canticchiare "Passerotto non andare via, senza i tuoi capricci che farò".... Era una delle nostre canzoni. E' rimasta la nostra canzone.

Quando ho pensato al Blog, ho pensato a lei, come sempre, come tutti i giorni, e ho voluto un passerotto (anche se poi è un pettirosso) che volava, come se n'è volata lei.....

Dopo alcuni giorni mi sono ricordata che un altro passerotto se n'era volato via, il mio piccolo Luca, il primo figlio di Enrico. Un Luca che non ho potuto neanche baciare, neanche sapere di che colore erano i suoi occhi. Nella stanzina dell'obitorio, vestito d'azzurro, Paolo ed io siamo rimasti lì a guardarlo. Poi abbiamo detto il rosario. 

Finalmente grazie ad una blogghista ho potuto avere anche Luca. Ora sono contenta.

Che questi miei cari piccoli Angeli, a cui dedico il meglio del mio cuore, veglino sempre su di noi tutti. E se un giorno la malattia o magari la perdita di una persona cara, ci porteranno altro dolore, vorrei che ci ricordassero di fare   una sosta davanti al Tabernacolo, dove c'è il Martire più grande e splendente, e uno sguardo a Maria ai piedi della croce, perchè solo Loro sapranno far cadere sulle nostre spalle una goccia di balsamo per le nostre ferite, le più profonde e dolorose.

Buonanotte