Così ridevamo....----

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Questi affascinanti signori-ne sono Paolo, Vittorio e Emanuele! I bellissimi della serata

Un passerotto casual!                                                 

 La tristezza di un pagliaccio. Ciao Teresa!

"Io son contadinella.....con le efelidi (finte!")


Ognuno si disseta come preferisce! E quelli sopra sono quattro pagliacci felici! Ciao Fede, Bobola, Vale e Chiara (amici per la....Pelle!)
Un'altra Chiara simpaticissima!

Ragazzi: questo è Plutino detto Pluto (l'animatore del mio gruppo di catechismo)
Sì, sì c'è da fidarsi!












Una scenetta che vede coinvolto il nostro (allora) don Zeno Coadiutore della Parrocchia!!!
Un bellissimo balletto "Brasil" Costumista, coreografa e regista: Lucia

Era un Lunedì di Domenica

Era una limpida notte d’estate, i fiocchi cadevano a grandi falde.
eravamo seduti in due su un fascio di legna io lui e te, quando ad un tratto vedi comparire un cadavere che pareva morto, e con il coraggio della mia paura presi il coltello senza manico a cui mancava la lama e glielo conficcai nel petto dicendo: muori scellerato!
Ve la ricordate? L'avevamo imparata bene e poi risate a chi non comprendeva i controsensi!
Anna e Andrea: chi direbbe che sono madre e figlio?


Rivedendoci ci complimentiamo con il nostro spirito carnevalesco...e anche la pagina del post ha fatto un po' di scherzetti! Accettatelo così. E' carnevale ogni scherzo vale!
Bacioni a tutti e leggete un po' questa filastrocca che arlecchino recitava con Pulcinella in una scenetta:

Basta aprire la borsa e cuore
quando passa un poveretto,
e sentire un po' d'amore
per chi soffre senza un tetto
senza cibo e senza affetto.
Basta sol saper donare
con silenzio e carità
per poter poi provare
cosa sia felicità.
Per sentir la gioia piena,
quella vera e più serena!

Non occorre del baccano
per la gioia, ve lo dico:
basta stringere la mano
ferma e forte d'un amico,
e tra noi volerci bene
nelle gioie e nelle pene.
Quella sola è la sorgente
della gioia più potente!



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povertà

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Povertà. E' una tristezza del cuore. E' riconoscere nella persona che cerca nel cassonetto, una persona che andava fiera del suo lavoro che sosteneva dignitosamente la sua famiglia. Oggi se mi fermo a parlare con un'amica, la prima cosa che mi dice è: "come faremo ad andare avanti di questo passo?"

Non è che voglio ignorare questa situazione drammatica, lo so che il mio buon Dio non può aiutarci, dobbiamo pensarci noi, con il Suo aiuto. Cosa facevamo nei tempi delle così dette "vacche grasse?"

La nostra, da sempre, è una povertà come destino.
Mio Dio sono certa che mi consegnerò a Te, così come sono, "con le mani vuote". Vuote per offrirti la mia piccolezza perchè non ho altro da offrirTi
A me, a noi, in questo momento, viene chiesto di accettare questa povertà in tutti i sensi. Le spiegazioni le avrò molto più in là, dopo la morte. Posso solo immaginare che, per riempirmi di Dio, devo essere molto vuota.
San Giovanni Battista diceva "Non sono io, dopo di me viene Colui che era prima di me. Io non mi appartengo. Io sono il senza patria; sono la terra di nessuno, l'arrivo ancora atteso del mistero della mia origine. Io sono "la sentinella perduta". Io non ho niente con cui farmi ricco e forte; tutto in me è scoperto ed esposto; in me tutto è profeticamente avanti a se stesso, verso un futuro che non riesco a stringere, dove troverò la patria, la terra amata dai miei padri".

La povertà ci si presenta attraverso infinite forme. Ogni vero atto d'amore ci rende apparentemente poveri, perchè amare significa darsi gratuitamente.
Questa sera ho pensato a due persone, un sacerdote e un laico che sono costantemente nel mio cuore e sono testimoni veri d'amore e dell'Amore vero: il dr. Gino Strada e don Luigi Ciotti.  
All'improvviso ci siamo imbattuti in Dio con le storie di queste due persone.

Con loro scendiamo in Dio definitivamente: questa è la grande forza della nostra povertà: la preghiera.















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Preghiera

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Ho letto questa preghiera che Papa Francesco ha scritto perchè la facessi mia.
"Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come una figlia, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il Suo Spirito nella mia vita fino a farmi sorridere e condurmi fino al regno eterno della vita.
Credo nella mia storia che è stata trapassata dall'Amore di Dio.
Credo in Maria, mia madre, che mi ama e non mi lascerà mai sola e aspetto la sorpresa di ogni giorno in cui si manifesteranno l'amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all'incontro definitivo con quel volto meraviglioso che non conosco ancora e da cui fuggo di continuo, ma che desidero conoscere ed amare.Amen"

E' una nuova giornata di pioggia. 
Non c'è in me lo stupore di qualcosa di eccezionale, perchè l'eccezionale sta in questo:
al Profeta Geremia, Dio si presenta con queste parole: "Sono un ramo di mandorlo". Il mandorlo, quando si affaccia la primavera, è il primo albero che fiorisce.
Giovanni ci dice che "Dio ci ha amati per primo, in questo consiste l'amore: che Dio ci ha amati per primo"
Se non ci stupiamo nella nostra esperienza di figli di Dio, per l'amore e la misericordia che ci vengono donate siamo un mandorlo che non fiorisce....
La fotografia che ho postato l'ho scelta di proposito. Il Papa, (allora  era ancora Vescovo, ma aveva  gli stessi sentimenti di adesso), sta cercando di alleviare il dolore di quel bimbo con la sua presenza e questo gesto mi parla di umiltà e del dono di comprendere e di vivere il  dolore, nostro, come quello di chi incontriamo,  nella pienezza della fede in Dio fatto uomo: Cristo. Vivere in pienezza è un grande regalo.
Il dolore non fa parte della nostra vita, diviene virtù se lo viviamo in modo eroico. Perchè la nostra vita è fatta per la gioia e la felicità e purtroppo il dolore è un limite.
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un passerotto che vi dice "grazie"

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Ci sono dei momenti nella vita di ciascuno che non si vorrebbero raccontare, perchè sono nostri, momenti in cui parla solo il cuore.  
 Questa sera ho deciso di raccontarvi il perchè dei passerotti nel mio blog.

Nella saletta adiacente alla rianimazione, seduta su di una sedia avevo in una mano il rosario e nell'altra l'orologino di Valeria, regalo della cresima, e un fazzoletto. Ogni tanto entrava il medico di turno e mi chiamava. "Signora, venga a parlarle". Io tremavo, non sapevo cosa dire. Mi avvicinavo a quel letto e guardavo mia figlia. Gli occhi chiusi, un leggero rossore sulle guance.Valeria è bellissima. Non un graffio, nulla che giustificasse la sua presenza in quel letto e tutti quei tubicini.... Sottovoce,  timidamente ho incominciato a chiamarla. Sì, proprio così. Solo "Valeria!, Valeria, sono la mamma!" 

Poi le ho preso la mano e in quel momento siamo diventate una cosa sola. Spesso mi diceva: " Mamma ti piacciono le mie mani? "Sì, amore, sono proprio belle! Te le scaldo un po?" 

LAllora le ho preso la bella mano dalle dita lunghe e dalle  unghie curate, una mano abbandonata vicino al corpo e ho incominciato a canticchiare "Passerotto non andare via, senza i tuoi capricci che farò".... Era una delle nostre canzoni. E' rimasta la nostra canzone.

Quando ho pensato al Blog, ho pensato a lei, come sempre, come tutti i giorni, e ho voluto un passerotto (anche se poi è un pettirosso) che volava, come se n'è volata lei.....

Dopo alcuni giorni mi sono ricordata che un altro passerotto se n'era volato via, il mio piccolo Luca, il primo figlio di Enrico. Un Luca che non ho potuto neanche baciare, neanche sapere di che colore erano i suoi occhi. Nella stanzina dell'obitorio, vestito d'azzurro, Paolo ed io siamo rimasti lì a guardarlo. Poi abbiamo detto il rosario. 

Finalmente grazie ad una blogghista ho potuto avere anche Luca. Ora sono contenta.

Che questi miei cari piccoli Angeli, a cui dedico il meglio del mio cuore, veglino sempre su di noi tutti. E se un giorno la malattia o magari la perdita di una persona cara, ci porteranno altro dolore, vorrei che ci ricordassero di fare   una sosta davanti al Tabernacolo, dove c'è il Martire più grande e splendente, e uno sguardo a Maria ai piedi della croce, perchè solo Loro sapranno far cadere sulle nostre spalle una goccia di balsamo per le nostre ferite, le più profonde e dolorose.

Buonanotte
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La Memoria vale un tesoro

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 Il piumone è ancora sul letto. Ricordate il mio piumone di stelle? Ora le finestre sono ancora chiuse e si sta ancora bene là sotto. Spesso succede che il sonno tarda ad arrivare e ecco i momenti magici della memoria. I tesori che non si perdono se non perdi lei,la memoria, la tua compagna della mente e del cuore. 
Non occorre aprire il cassetto delle fotografie: se chiudiamo gli occhi ecco: lampi d'istanti. Lampi di vita vissuta. Sono pezzi della  vita che col passare degli anni,ci plasma e ci definisce....  Raccontano la nostra storia e noi li rincorriamo per fermarci un po' su quel tale profumo, su quel sorriso che ricorderemo sempre con, forse, un battito più forte del cuore.

C'è un altro tipo di Memoria: la vita cristiana è memoria.  Se non fosse memoria di Cristo che senso avrebbe la mia vita?
"Ma tu chi sei?" In ogni personaggio dei Vangeli, toccato dallo sguardo di Cristo, vibra questa domanda.
 Vorrei poter avere gli occhi di quelle persone che camminavano lungo le strade della Palestina per poter incontrare Gesù, mi piacerebbe poter guardare quello che credo di sapere già.

 Sì,guardarLo e sorridendoGli pregarLo di prendere per mano i miei figli e i miei nipoti. 
Invadere la vita di tutti per poi sentirsi chiamare per nome. Come Pietro quando, sulla spiaggia del lago di Tiberiade, riconosce il Signore risorto.

Col cuore triste ricordiamoci di pregare per quelle persone, e sono tante, che ci guardano con occhi vuoti,e sembra che ci chiedono che nome abbiamo, che vita facciamo e che cosa ci ha portato accanto al loro letto!

La memoria vale un Tesoro!


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Santa Teresa D'Avila

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Per comprendere il pensiero di Teresa in materia di orazione bisogna sentirla pregare.


«O bontà infinita del mio Dio, vedo chi siete Voi e chi sono io; e nel vedervi da me così diverso, o delizia degli angeli, vorrei consumarmi tutta in amarvi! Oh, come sopportate chi vi permette di stargli vicino! Che buon amico dimostrate di essergli, Signore! Come lo favorite, e con quanta pazienza sopportate la sua condizione aspettando che si conformi alla vostra! Tenete in conto ogni istante ch'egli trascorre in amarvi, e per un attimo di pentimento dimenticate le offese che vi ha fatto. Questo io so per esperienza, e non capisco, o mio Creatore, perché il mondo non corra tutto ai vostri piedi per intrecciare con Voi questa particolare amicizia»
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Una fede incrollabile

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Alla fine della guerra, dopo la liberazione di un campo di sterminio, in una delle baracche è stato trovato un pezzo di carta da imballaggio sul quale c'era scritto:

"Signore, quando verrai nella Tua gloria, non ricordarTi soltanto degli uomini di buona volontà, ma anche di quelli di cattiva volontà. Non ricordarTi della loro crudeltà, delle loro sevizie e delle loro violenze.
RicordaTi dei frutti che sono germogliati in noi a causa di ciò che hanno fatto. Ricordati della pazienza degli uni, del coraggio di altri, della solidarietà, dell'umiltà, della grandezza d'animo, della fedeltà che hanno risvegliato in noi. E fa' in modo, Signore, che i frutti che abbiamo portato siano un giorno la loro redenzione."

Il vero protagonista di questo stralcio di storia è il mendicante: noi mendicanti del cuore di Cristo".".














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Nonni Ada e Guido

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Un'immagine della mamma di Paolo giovane. A me sembra molto bella. Mamma di otto figli che la ricordano con immenso amore e rispetto.Io non l'ho conosciuta. E' morta nel 1961 per un tumore. Mi ha insegnato, attraverso i suoi figli, l'amore per i più deboli e per Dio. E' stata presidentessa dell'A.C. e laica francescana. Ciao Mamma Ada custodiscici e proteggici come facevi qui sulla terra.




La vita è  un susseguirsi di giorni tra fatiche e gioie. Ma se ti fermi a riflettere, ti accorgi che finché la vita scorre, la Vita stessa tenta di educarti, di insegnarti ciò che devi imparare Tutto ciò che succede ha un senso profondo,molto profondo. Ma se Dio non ci parla attraverso la vita, attraverso cosa ci parla?


LETTERA ALLA MADRE(di Salvatore Quasimodo)

Mater dolcissima, ora scendono le nebbie, il Naviglio urta confusamente sulle dighe, 

gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve; non sono triste nel Nord: 
non sono in pace con me, ma non aspetto perdono da nessuno, molti mi devono lacrime da uomo a uomo. 
So che non stai bene, che vivi come tutte le madri dei poeti,
povera e giusta nella misura d'amore per i figli lontani. 
Oggi sono io che ti scrivo:
Finalmente, dirai, due parole di quel ragazzo che fuggì di notte 
con un mantello corto e alcuni versi in tasca. 
Povero, così pronto di cuore lo uccideranno un giorno in qualche luogo.
Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo di treni lenti che 
portavano mandorle
e arance, alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze, di sale, 
d'eucalyptus. 
Ma ora ti ringrazio, questo voglio, ell'ironia che hai messo sul  mio labbro, 
mite come la tua. Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori.

E non importa se ora ho qualche lacrima per te, per tutti quelli  che come te
 aspettano, e non sanno che cosa. 
Ah, gentile morte, non toccare l'orologio in cucina che batte 
sopra il muro
 tutta la mia infanzia è passata sullo smalto del suo quadrante,
su quei fiori dipinti: non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? 
O morte di pietà, morte di pudore. 
Addio, cara, addio, mia dolcissima Mater.


Ecco babbo Guido. Commissario di P. S. con molti incarichi che lo hanno sempre portato lontano dalla famiglia.Ho potuto conoscerlo. Negli ultimi tempi esprimeva il desiderio di avere un nipote che portasse il suo nome. Nato a Portici,(NA) aveva modi aristocratici. Ricordava molto volentieri che per la laurea i suoi genitori gli regalarono una vettura, la prima che si vedeva girare a Portici. Non parlava molto. Era osservante e tutte le mattine andava alla Messa. Ha amato molto la sua Ada che nominava spesso.Trascorreva il tempo, negli ultimi anni, vicino ad un enorme mobile radio (eravamo nel '66)   ad ascoltare arie d'opera  guardando la foto della nonna Ada che desiderava raggiungere il più presto possibile.

Ma a me che resta altro che pianger sempre
Misero e sol? che senza te son nulla.(Petrarca)

FOSCOLO
      Perchè, o mie luci, l'angoscioso pianto

Voi non cessate? ed al suo cupo affanno

Non vi piace lasciar l'anima mesta?

Troppo voi siete a quella doglia inganno

Che m'è cara soffrir finchè sia infranto 

Lo stame a cui s'attien mia vita infesta, 

Ben innanzi accadrà che si rivesta 

Di verde e fiori il prato a mezzo verno 
Pria che m'incresca di mie vive doglie, 
E so il destin mi toglie 
Chi era de' giorni miei pace e governo, 
Almeno alle sue spoglie 
Che omai sotterra son cenere frale 
Si dica sospirando un caldo vale.

      L'amico il Padre è morto: or qual mai speme 

Fia che più resti alle mie brame afflitte 

Se non che la pietà m'apra la fossa? 

Profondamente nel mio sen stan scritte 

Le sante dolci sue parole estreme 

Onde sovente quest'anima è scossa. 

Mi traggon elle a visitar quest'ossa 

Sparger miei voti, e forse al sordo vento; 
Ah! che mai dissi? dall'Eterea sede 
Ove beato ei siede 
Non odo il suon del mio triste lamento? 
E del dolor non vede 
L'alta ferita? ah s'egli è ver cessate 
Lugùbri voci, nè più duol gli date.

      Troppo ci mi amava in terra, e troppo forse

Se doglia provan de' beati i spirti 

Ei s'addolora alla mia intensa pena.

Dunque spargiam sulla sua tomba mirti

E so fosca per lui mia vita scorse

Per lui ritorni ancor queta e serena.

Ben troncherassi un dì questa catena 

Grave al mio spirto e goderò di lui
Ove luce di Dio su ognun si spande.
Ivi fia che domande
De' Frati miei, de' dolci Figli sui,
O lieto istante, o grande 
Istante, a che ver me ratto non voli
Onde in braccio al mio Padre io mi consoli?

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festa in cielo : con questo disegnino vi auguro Buona giornata. Lucia

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11 febbraio

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Santa Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo così parlava a Maria SS.: "O Maria, se io fossi la Regina del cielo e Tu fossi Teresa, vorrei essere Teresa perchè Tu fossi la Regina del cielo.
A volte dico:" Vergine Santa io sono più fortunata di Te perchè ti ho per Madre mentre Tu non hai una Madonna da amare!"
Qui a Lourdes Maria a Bernadette disse "Io sono l'Immacolata Concezione". Con Maria contempliamo il Volto di Cristo.

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Una domenica di sole

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Bellezza. Una domenica di sole: splendido sole che  illumini il cielo limpido, senza nuvole, azzurro, è una settimana che ti aspettavo! Non mi sarei sorpresa se da un momento all'altro fossero volate le  rondini dal petto bianco e nero...
Anche gli alberi risplendevano nella loro nudità. In questo inverno, non-inverno, quando il sole splende tutto sembra ricominciare a vivere.
Guardavo il mio cortile-giardino : solo qualche vecchio ciuffo d'erba e rare macchie d'umidità lasciate da una pioggerella notturna e che il magico sole avrebbe asciugato prima di sera. 
Le bianche betulle che amo tanto, mi sorridevano anche loro.
Ho pensato alla descrizione che Hosseini fa di una giornata in cui sarebbero volati gli aquiloni: sono pagine molto belle, descritte così bene che sembra di essere con loro a guardare il cielo di un azzurro perfetto colorato da tanti aquiloni che il vento spinge in alto, sempre più in alto, poi inizia la gara finchè non ne rimane uno solo: il vincitore.
Se fossi Etty Hillesum potrei dire che oggi mi sento abitata da una presenza interiore. Non ho bisogno di cercare la Bellezza, quest'ultima si trova nel mio intimo nella stessa misura che intorno a me. Pensare a Dio che ci dona tanta Bellezza è pregarlo per la gioia della vita è credere di vivere un'esperienza d'amore.


Il telegiornale mi ricorda che lo scorso anno hanno tolto la vita ad una ragazza che si chiamava Luana.
Uno Solo è il Padrone della nostra vita! Uno Solo anche se ci lascia liberi di decidere che cosa farne....
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Il cane che si morde la coda.....

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O Eterno, guarda, ch’io sono in angoscia! Le mie viscere si commuovono, il cuore mi si sconvolge in seno.....

Oggi, anche se il mio umore è abbastanza buono, voglio "lamentarmi" Lo so, i santi hanno sofferto pene tremende...senza lamentarsi, se pensiamo a Gesù (oggi nel Rosario si cantano i misteri dolorosi)...ma io sono una povera piccola, beh, insomma, meglio non giudicarsi, peccatrice e se mi fa male lo stomaco...mi lamento!
Ad agosto è fiorita l'orticaria. Visite, pastiglie di cortisone a non finire....antistaminici....Si è talmente affezionata a me che sembra non voglia lasciarmi tranquilla. Naturalmente dieta. Si fa per dire, perchè è incominciato il mal di stomaco. Finalmente il mese scorso il medico mi ha prescritto una "sfilza" di esami....Ho anche l'H. B. (helico batter) un batterio che regala tanti disturbi: cura d'attacco: due antibiotici al giorno per dieci giorni, poi si cambia: uno solo, diverso, per altri dieci giorni. Se la cura non funzionasse: gastroscopia!!!!
"Il cane si morde la coda" e sì perchè l'antibiotico potrebbe regalarmi l'orticaria! Cosa faccio? Piango sul mio stomaco disastrato, sul nodulo alla tiroide, sul nodulo alle corde vocali, sull'ernia del disco insomma ....
Sorrido, appena appena, ma non ho il coraggio di pregare per me! Sotto il Manto di Maria SS mi rifugio, Lei  mi regala un po' di speranza! A tutti buona giornata! A Novara dopo il bellissimo sole di ieri è ritornata...la pioggia!
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vorrei essere una farfalla

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In principio Dio creò il cielo e la terra" Sì, dolcemente, meravigliosamente, come solo Lui sa fare, fece rotolare la terra nell'Universo e poi...da grande Architetto, sistemò i mari, i monti i prati, persino le foreste e disse: sù, sù... popolatevi! La Sua dolce mano accarezzava tutto quello che pian piano nasceva, anche gli animali....
Dio, che aveva già creato l'uomo e la donna stava passeggiando con loro quando vide Plop un piccolo, peloso, bruco che se ne stava tranquillo su di una foglia, mangiucchiando qua e là godendosi il sole!
Veramente ad Adamo non piaceva molto, avrebbe voluto spingerlo giù dalla foglia, ma lo sguardo di Dio gli fece capire come anche quella piccola bestiola andava amata.
Plop continuò a mangiare indisturbato.. La foglia era quasi finita e lui era già bello cicciottone.
Ne mangiò un'altra..., poi un'altra...poi un'altra... Diventò sempre più grosso!
Finchè un bel giorno cessò di mangiare e pensò che la vita non poteva essere solo mangiare e ingrassare!... Diventa stupida alla fine!...
 Decise di scendere dall'albero e conoscere altri bruchi che dall'alto aveva già visto.
Fu così che Plop strisciando, scese dal suo albero che fino a quel momento l'aveva amichevolmente ospitato e sfamato.
Sceso sul prato annusò l'erba, ma no, non era quello che cercava. Guardò anche i fiori, annusò il loro profumo e gli parve di sentire una dolcissima musica...E...si disse dove passa Dio tutto è armonia!!
Strisciò ancora finchè incontrò  gli altri bruchi uguali a lui. Li salutò, ma erano talmente occupati a mangiare che non avevano il tempo neanche di alzare la testa per guardarlo....."Non ne sanno più di me sulla vita", sospirò.
Un giorno più triste degli altri giorni, pioveva persino!, vide un piccolo bruco giallo e gli chiese dove stava andando e come si chiamava.
"Mi chiamo Miele e non lo so dove vado, non ha importanza!" e arrossì.
Plop la guardò e capì che la sua vita era così triste perchè era sempre stato solo, ora con Miele sarebbe stato più felice!
 "Eppure la vita deve essere ancora qualcosa di più" pensò Plop.
Un giorno un bruco dai peli grigi, sospeso ad un ramo, provocò la sua meraviglia. Sembrava imprigionato dentro una materia "chiomata". "Avete bisogno d'aiuto?" "No, mia cara devo fare questo per diventare farfalla". FARFALLA???
"Ditemi che cos'è una farfalla?"
"E' quello che noi bruchi desideriamo diventare: volano con bellissime ali colorate, uniscono il cielo con la terra, si posano sui fiori e ne succhiano il nettare e sanno portare amore da un fiore all'altro."
SENZA FARFALLE IL MONDO SAREBBE PRESTO SENZA FIORI.

Ma cosa dite? Non può essere vero!.Devo desiderare talmente tanto di volare che cesserò di essere bruco? Devo morire?
"Sì e no" rispose il vecchio, "Ciò che sembra una "morte è invece una nuova vita. La vita è cambiata, non è tolta"
"Guardami Miele, sto già facendo un bozzolo. Sembra che mi stia nascondendo! E' una casa dove prende posto il cambiamento! Dai incomincia anche tu!"

Tutto intorno si fece sempre più buio e Plop e Miele avevano tanta paura. Sentirono che dovevano lasciarsi andare....e fu tutto....
Nella luce del mattino due bellissime farfalle nuove rallegrarono il prato volando felici.

Dio le vide, sorrise e con la Sua mano tenera le accarezzò. Anche in loro c'era una particella d'infinito
come  in tutti noi.

Vorrei essere una farfalla, riuscire a descrivere l'amore che sento per Dio per Maria SS per tutti i nostri amici Santi che Lui ha incaricato di custodirci, come lo ha detto ai nostri Angeli Custodi. L'amore umano è solo una bruttissima copia dell'amore divino. sarà davvero meraviglioso il giorno in cui riusciremo a conoscerLo.




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