Tempo che passa

sabato 25 gennaio 2014


 Tempo che passa.



Socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo. La stanza è buia, ma io so che l'alba ha già invaso il cielo.  Allora dedico una preghiera a tutte le persone che  si sono allontanate da me e a quelle che aspettano una mia preghiera.  Allora sorrido, sento che oggi, ne sono certa, se penserò loro con amore,  trascorrerò momenti felici.

A fatica esco dal lettone, si stava così bene! Sollevo la tapparella e guardo il cielo: azzurro con un sole che mi rende allegra. Un giorno, da queste stessa finestra vedevo il Cervino. Ora non più. Il progresso ha riempito il mio panorama di cemento.
E' il tempo che passa.
Mi dico, pensando forte: buongiorno anima mia! Buongiorno sole! Buongiorno Dio! Grazie per avermi donato questo nuovo giorno perché su questa terra io sono unica e irrepetibile anche col mal di schiena!! 
E' il tempo che passa. E la  vita che cambia, leggermente, giorno dopo giorno. Ed eccoci qui. Un po' più grassottelli, i capelli con qualche filo bianco... e il bastone lì pronto ad accogliere la mia mano e così farmi accorgere che il passo si fa più sicuro.
 Invecchiare non è una catastrofe! I giorni del mio autunno non sono necessariamente grigi: il mio cuore è giovane. I ricordi continuano a vivere e a splendere nei miei occhi , e nelle "favole" che racconto ai miei nipoti.
E pulsano  insieme al tempo che passa. Lo so con certezza. Sono  cristallo scintillante di tempi lontani, che riaffiorano all'improvviso dal sonno profondo della memoria.
E'  profumo di  giorni che tornano a vivere nella mia anima come un fresco soffio di vento.
 






Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"