"Non rubare" (informazioni da Internet)

venerdì 24 gennaio 2014

Si è celebrato alcuni giorni fa, la 18.ma Giornata nazionale per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, sul comandamento “Non rubare”.
 Si è trattato di approfondire i rapporti con il mondo ebraico,  che, come disse Giovanni Paolo II nel 1986, sono  “i nostri fratelli maggiori”.   Perché Gesù era ebreo e ha pregato con le Scritture ebraiche.Con gli ebrei, siamo spiritualmente parenti.
 Dal 2005 la riflessione verte sui 10 Comandamenti. Quest’anno si approfondisce il settimo Comandamento: “Non rubare” …
Il rubare è propriamente un impossessarsi delle proprietà altrui contro la ragionevole volontà del padrone ed è un'offesa alla giustizia e ancor più alla carità. Il settimo comandamento proibisce di prendere o di tenere ingiustamente i beni e di arrecare danno al prossimo nei suoi beni in qualsiasi modo. “Non rubare” è un imperativo biblico che ci vede insieme difendere la dignità dell’uomo e anche proporre a questa nostra società una via diversa.
Viviamo in un tempo fortemente economicista, segnato da un certo individualismo; siamo portatori – cristiani ed ebrei – di un senso della vita connesso al suo aspetto religioso, verticale, di rapporto con Dio, dal quale discende anche il dono dei beni e del Creato. Tra l’altro, è una società che conosce anche le derive del male per ciò che riguarda i beni e la spoliazione degli altri: rubare non è solo sottrarre, ma è anche immiserire la vita di chi ha diritto alla dignità, anche attraverso il bene del lavoro, i beni che lo sostengono. 
Sembra certamente evidente che il “Non rubare” non è rivolto ai piccoli episodi di furto… La Giornata in sé vuole richiamare alla necessità che coloro che hanno responsabilità di comando e di direzione politica dei vari Paesi respingano qualsiasi forma di corruzione e qualsiasi forma di connivenza con gruppi privati, che possano tentare di sottrarre risorse pubbliche a proprio vantaggio.  Guardando poi a quello che succede sia in Italia che in tanti altri Paesi europei o americani, questa della corruzione o anche la connivenza con gruppi di delinquenza organizzata sia una lotta che ha una grandissima importanza per evitare un degrado, al quale si pagherebbe tutti un prezzo terribile!
Per la prima volta la Giornata si svolgerà sotto il Pontificato di Papa Francesco, che ha anche annunciato il suo viaggio in Terra Santa.
Papa Francesco ha già ricevuto ufficialmente il rabbino capo Riccardo Di Segni e delegazioni internazionali; soprattutto, da arcivescovo di Buenos Aires, aveva un rapporto strettissimo con il rabbino Skorka, con il quale in tanti colloqui e in tanta amicizia e fraternità ha affrontato i temi del vivere, del dolore, della morte, della vita, i temi della spiritualità … Dunque   è connaturale a Papa Francesco uno sguardo di simpatia, di interesse, di amore per il popolo ebraico che, come dicevo, affonda le radici in un vissuto molto intenso.
 Sì, il dialogo ebraico-cristiano ed ebraico-cattolico è in corso, ed è in corso - sappiamo benissimo - da circa 50 anni. I rapporti sono in fase positiva. Ci sono stati degli alti e bassi, ma il bilancio  è abbastanza soddisfacente. Però è necessario a questo punto che questo dialogo esca dall’ordinaria amministrazione per addivenire ad una ancora maggiore comprensione, ancora maggiore accettazione di una convivenza assolutamente fondata sulla fratellanza e sulla collaborazione per risolvere i tanti problemi che ci sono nel mondo ancora da risolvere e tra gli altri problemi, c’è quello del fanatismo, del fondamentalismo. Ho letto molte dichiarazioni di Papa Francesco e in queste dichiarazioni il Papa ha usato parole molto chiare per condannare questi fenomeni. E’ andato anche oltre, perché ha sostenuto la pari dignità e il reciproco rispetto fra tutti gli appartenenti a diverse religioni, tanto che ha enunciato un proprio convincimento che sia necessario evitare qualsiasi forma di proselitismo. Ecco, questa è una presa di posizione importante, nuova e che può essere il punto di partenza proprio per questo salto di qualità, perché sappiamo tutti che nei secoli proprio il popolo ebraico è stato spesso sottoposto a pressioni e a tentativi di conversioni forzate.
Tutti i Papi - da Giovanni XXIII in poi - hanno compiuto atti significativi. Ci furono, per esempio, dei viaggi in Israele di Papi che davanti al Muro occidentale del Tempio di Gerusalemme, si sono soffermati in raccoglimento. Giovanni Paolo II inserì anche un messaggio fra i mattoni del Muro, perché quella è un’usanza ebraica. Poi da parte anche di Benedetto XVI ci sono state delle prese di posizione importanti: per esempio nei confronti di alcuni gruppi cattolici che avevano assunto delle posizioni antiebraiche. Adesso, Papa Francesco sta dimostrando una volontà di guardare al futuro del mondo come un futuro di pace nel quale ognuno possa tranquillamente professare le proprie credenze, senza per questo dover subire alcuna forma di ostilità da parte degli altri.
Questa Giornata e il 27 gennaio prossimo, che è il Giorno della Memoria ci impegniamo a pregare per l'Unità dei Cristiani. Quindi in questi giorni, che uniscono questi due eventi, noi cerchiamo il consolidamento di tutte le alleanze possibili, affinché si verifichi una svolta per un futuro migliore e perché i nostri figli non debbano tornare a rivedere cose che sono state viste dai nostri padri!


Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".(Luca 19, 1-10)