ricchezza e povertà

lunedì 30 dicembre 2013


Abbè Pierre:

"Stavo riflettendo per organizzare l'inizio di "Emmaus", quando mi hanno invitato, nella capitale di uno dei più ricchi paesi del mondo, ad animare una giornata sulla povertà e l'emarginazione alla quale erano convenuti coloro che si autodefiniscono potenti. Subito dopo la Messa che celebrai per tutti, come faccio ogni sera nella piccola cappella di Esteville, raggiunsi i miei ospiti per la cena. Salone elegante di un albergo di lusso. Camerieri in alta uniforme che attendevano, immobili nella loro tenuta impeccabile, di presentare vivande sontuose e raffinate, porcellane che brillavano alla luce combinata dei lampadari e delle candele. Abbondanza dovunque.

Ed ecco che mi invitano a recitare la preghiera. Ho creduto che stesse per mancarmi il cuore. Quando infine sono riuscito a parlare, ho sentito la mia voce dire:
"Amici, non reciterò la preghiera. Vi rendete conto di quanto grottesca e indecente sia la situazione che viviamo? Avete presente che, dopo aver celebrato la prima messa, Gesù è entrato in agonia? E qui, dopo la messa, si è organizzato uno scandalo. Non ritenete che, come chiusura del vostro incontro sui poveri e gli emarginati, la cena naturalmente avrebbe dovuto consistere in una minestra e due sardine? Non chiedetemi ora di sentirmi a mio agio. Se partecipassi lietamente a questo banchetto non potrei guardare in faccia coloro che incontrerò domani, i malati in fin di vita all'ospedale, i giovani in prigione. Li tradirei.
Quale senso avrebbe la preghiera che mi chiedete di recitare con voi? Il vostro invito mi costringe a dirvi la verità: non basta pregare. Più della metà degli uomini manca dell'essenziale.
Ricordatevi che la fede ci porta ad essere credenti credibili. Ci porta a correre dei rischi."

I poveri, gli operai che non hanno lavoro, né cassa-integrazione, i malati che non possono ricorrere a medici che potrebbero aiutarli nelle loro malattie, per le parcelle  sempre più alte delle loro pensioni. E le scuole? I miei nipotini nell'andare a scuola si devono munire di carta per disegnare e di carta igienica per....
Loro sanno come vivono i privilegiati, cioè noi.
E c'è chi si vanta che domani sera farà una scorpacciata di cibi succulenti. O sarà già partito per dei soggiorni in montagna a sciare o al mare a godersi il tiepido sole invernale....
Ho incontrato l'Abbè Pierre ad Assisi. L'ho guardato serenamente. Lui parla francese e io proprio poco. Quindi gli ho sorriso e baciato su entrambe le guance, scavate e rugose, e gli ho detto grazie.
Ora è salito dove lo attendevano con gioia ma da lassù ci manda ogni giorno messaggi d'amore per gli ultimi. Proprio come voleva Gesù.
Io, come faccio da parecchi anni, la notte di fine anno, sto a casa con Paolo.  Alle 20 andiamo a Messa, poi diremo il Rosario insieme e poi guarderemo un film alla televisione.  A mezzanotte brinderemo. E' l'unico momento dell'anno in cui ci concediamo un po' di spumante, non perché siamo virtuosi, ma Paolo ha l'epatite C e non può toccare alcool e io, per non creargli disagio, sono diventata astemia.
Auguri a tutti