Nebbia nella Notte

lunedì 9 dicembre 2013





Aprendo la finestra per arieggiare la mia camera, mentre sistemo lenzuola e piumino prima di una nuova notte, guardo la nebbia. Sono giorni questi dove la nebbia avvolge alberi e case, penetrando nelle mie vecchie ossa. No, non mi vesto: non ne ho voglia. La nebbia è penetrata anche nel mio cuore e voglio scacciarla pensando che tra pochi giorni vivrò, come non so, la Notte Santa.
Mi piace pensarla.
Come posso descriverla? Come posso descrivere la moltitudine di emozioni che si  affollano nel mio cuore e nella mia mente durante questa celebrazione?
Questa notte è adempimento di settimane d'attesa, il ricordo del più intimo mistero della vita, la nascita di Dio in un mondo che non vuol più saperne di Lui. In questa notte si piantano i semi della compassione, della libertà e della pace. In questa nostra società "dalla dura cervice" facciamo nascere la speranza dell'avvento di un mondo migliore.
E' un passo al di là del silenzio, dentro i rumori del mondo, dentro le famiglie scontente, dentro i cuori ammalati di tristezza.
In un certo modo è come se per un attimo mi avessero messo tra le braccia questo tiepido e dolce indifeso Bambino e mi fosse stato chiesto di portarLo con me in un mondo di nebbia che attende la venuta della Luce.
So che, senza il Bambino, non avrei ragione di vivere, ma so anche che se non penetrerò sempre più nelle sofferenze umane, non potrò capire perché questo Bambino ha chiamato anche me ad adorarLo.