Anche così si può parlare di Dio (mi sembra)

lunedì 2 dicembre 2013




Io lo so che non sono solo
Anche quando sono solo
Sotto un cielo di stelle e di satelliti
Tra i colpevoli le vittime e i superstiti
Un cane abbaia alla luna
Un uomo guarda la sua mano
Sembra quella di suo padre quando da bambino
Lo prendeva come niente e lo sollevava su
Era bello il panorama visto dall'alto
Si gettava sulle cose prima del pensiero
La sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
Ora la città è un film straniero senza sottotitoli
Le scale da salire sono scivoli
Scivoli scivoli
Ghiaccio sulle cose
La tele dice che le strade son pericolose
Ma l'unico pericolo che sento veramente
E' quello di non riuscire più a sentire niente
Il profumo dei fiori l'odore della città
Il suono dei motorini il sapore della pizza
Le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
E stare con le antenne alzate verso il cielo
Io lo so che non sono solo
Anche quando sono solo
Io lo so che non sono solo
E rido
E piango
E mi fondo con il cielo
E con il fango
La città è un film straniero senza sottotitoli
Una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
"come stai quanto costa che ore sono che succede
che si dice chi ci crede allora ci si vede"
Ci si sente soli dalla parte del bersaglio
E diventi un appestato quando fai uno sbaglio
Un cartello di sei metri dice
"è tutto intorno a te"
Ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie
A quelli che
Hanno ancora il coraggio di innamorarsi
E a una musica che pompa sangue nelle vene
E che
Fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
E di smettere di lamentarsi
E' quello di non riuscire più a sentire niente
Di non riuscire più a sentire niente
Il battito di un cuore dentro al petto
La passione che fa crescere un progetto
L'appetito la sete l'evoluzione in atto
L'energia che si scatena in un contatto
Io lo so che non sono solo
Anche quando sono solo
Io lo so che non sono solo
E rido
E piango
E mi fondo con il cielo
E con il fango
(Fango di Jovanotti)
 

Mi piace questo cantante. Quando lo guardo penso sempre a mio figlio perché si rassomigliano. (Enrico non è così alto!)Ieri quando ho sentito questa canzone, sono stata contenta. Forse lui non voleva dare alla canzone il significato che gli ho dato io. Non siamo mai soli, anche quando siamo soli! Ecco l'abbraccio col Mistero.
Allora ho pensato forse  anche Jovanotti, come tutti, ha bisogno di una Presenza?
La Presenza che non ci lascia mai soli anche quando siamo soli.

 
E' accaduto che  durante una gita in montagna, c’era un punto molto esposto, la cresta era franata ed era rimasto aperto un buco di poco più di mezzo metro che dava sul vuoto. Lungo il sentiero c’erano davanti un adulto con due ragazzini; a un certo punto, l’adulto è passato ed è passato anche il primo ragazzino, mentre il secondo è rimasto bloccato. si è pensato che fosse per una questione psicologica, un’insicurezza che il primo, magari più spavaldo, non aveva.
 Poi si è scoperto che il primo era il figlio dell’adulto, mentre l’altro era un amico.
Per aiutarlo a superare il "buco" aveva bisogno della mano del padre.
Il suo.
"Sembrava quella di suo padre quando era piccino"