1a Domenica d'Avvento

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Vieni Signore Gesù - Abita le nostre attese
 
 
E' iniziato un nuovo cammino verso una nuova nascita di Cristo tra di noi.
Ci mettiamo in cammino pieni d'attesa: più è grande l'attesa più siamo consapevoli di come siamo poveri in Spirito.
E allora gridiamo, imploriamo lo Spirito di Dio, l'unico che può rispondere a questa attesa, che faccia palpitare il nostro cuore ricordando i fatti che sono successi dando inizio al Cristianesimo.
Auguri a tutti!
 
 

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Ritornare sui propri passi.

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L'aria fredda di questa mattina, mi ha ricordato che siamo alla fine del mese di novembre.
La novena all'Immacolata, iniziata ieri sera, mi ricorda di un "tempo d'attesa" L'attesa di Dio che si è fatto piccino, bisognoso di tutto, per dare a noi la gioia di conoscere l'Amore.
Ma come è incominciato il mio viaggio alla ricerca di Dio?
Un Dio che  invitava a diventare "come bambini" che ci vuole sereni, umili e che ci dice "che Lui è il nostro rifugio e la nostra fortezza".
Ho sentito la Sua voce nell'abbraccio di Paolo e quando Ada urlò al mondo che il numero degli uomini era aumentato e che lei era felice di esserci, allora ho sentito che c'era  una Presenza che mi amava.
Ma non mi sono abbandonata subito al Suo Amore.
L'acqua dei fiumi scorre a volte placida e a volte tumultuosa: così erano i miei giorni, senza di Lui.
I sassi si sono corrosi, levigati e finalmente qualcosa è cambiato in me.
Li ho raccolti e dipinti con tutti i colori che la vita mi ha donato.
Oggi, Dio,  lo trovo soprattutto negli uomini, nel loro dolore che Lui sa trasformare in speranza di giornate in cui il pianto è solo per la gioia di essere vivi.
E mentre i pensieri corrono veloci in un cielo che promette neve, mi sento sussurrare:"Mamma!" E' il tempo della preghiera. Buonanotte.






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Rilke Libro d'ore

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“Che farai Dio se muoio?
Sono la tua bocca.
E se mi spacco?
Sono la tua acqua.
E se m’appesto?
Io sono la tua veste
Il tuo strumento
Senza di me non hai alcun senso
Non hai più casa se muoio
Che t’accolga con parole calde e amiche
Dai tuoi piedi stanchi scivolano via i sandali di velluto
Perché i tuoi sandali sono io
Il tuo grande mantello t’ abbandona
Il tuo sguardo che è caldo accolgo sulle guance
Come su un cuscino
Verrà a cercarmi a lungo
Per cadere al tramonto in mezzo a pietre estranee
Che farai Dio?
Ah che angoscia.”
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Quei turisti a spasso in Chiesa ai tempi della non-ragione

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Ho letto su Tracce un commento, abbastanza interessante e lungo, di John Waters, che trovandosi una domenica a Messa in una delle belle chiese toscane, veniva urtato da una signora attentissima a fotografare qualche meraviglia. Niente di straordinario! Ci siamo abituati ai turisti che incuranti del "senso religioso" che sprigionano certi altari, statue e dipinti passeggiano magari in pantaloncini corti e magliette striminzite facendo foto.
Debbo proprio dire...."ai miei tempi...." Sono troppo moralista?
"Ho sentito" dice John " diverse motivazioni a favore del turismo religioso. Una è che almeno si incoraggiano le persone a visitare luoghi dove potrebbero incontrare una qualche rivelazione. Non dubito che talvolta accada. Ma credo che, più spesso, l'effetto delle folle che invadono gli spazi della preghiera, consolidi nell'inconscio di molti credenti l'idea che la nostra cultura non sia più aperta alla possibilità che i fondamenti della fede siano veri ancora oggi."
 
 
La mentalità comune tratta la fede come un residuo d'antica innocenza, che appartiene ad un rapporto con la realtà da compatire.
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il canto del mattino

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Lunedì: Misteri della GIOIA: Maria riceve dall’arcangelo Gabriele l’annunzio d’essere stata prescelta da Dio quale Madre del Verbo Eterno.
L’angelo disse a Maria: “Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. (Lc 1,30-32
 
 Dio ha scelto  questa giovane donna di 15-17 anni, perché fosse e creasse la prima Sua dimora nel mondo.
Il primo tempio di Dio nel mondo, del Dio vero e vivo; perché fosse la prima casa di Dio nel mondo. Maria, Tu sei la prima casa di Dio nel mondo, il primo contesto, il primo ambito, il primo luogo in cui tutto ciò che c'era era di Dio, di Dio che veniva a vivere tra noi."Verbum caro hic factum est". (L. Giussani)
 
Quando diciamo, come oggi questo primo mistero del rosario, pensiamo a Maria.  Chissà cosa stava facendo: magari una cosa banale ai nostri occhi. E ciò che era preannunciato, accade.
 
E' un avvenimento che è accaduto e che noi abbiamo incontrato. Maria, è entrata nella nostra vita e sia che l'abbiamo accettato o che ce ne siamo dimenticati o anche, che lo abbiamo ignorato, la nostra vita è cambiata, non possiamo più ignorarlo.
 
Ci siamo sposate, abbiamo avuto dei figli. Avvenimenti tanto cari e importanti che Dio ci ha donato: possiamo dimenticarli? Ogni attimo vissuto di questa vita ricca di amore, di gioia e di dolore colorano il nostro oggi. E sarà così anche per domani. Ed è stato così anche per ieri anche se non ci abbiamo pensato.
 
"Prega per noi Maria perché siamo resi degni dell'Amore di Cristo"



La prossima settimana inizia la novena dell'Immacolata.


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Risveglio

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L'ombra della notte impregnava ancora case e cortili. La luce del giorno cercava di penetrarvi pian pianino. Da un po' di tempo: mi alzo presto e subito guardo fuori..
Questa mattina ho dovuto sbrigarmi. Un segno di croce, mettendo giù i piedi dal letto e poi in cucina dove Paolo stava già bevendo il caffè per poi andare in Ospedale da Rosalba.
Appena la porta si è richiusa alle sue spalle, sono ritornata nel mio lettone, tra le coperte ancora tiepide del tepore notturno. E ho recitato il rosario.
E' stata una scelta? No, un bisogno a guardare a qualcosa che fa parte della mia vita. Guardare il senso della mia vita.
Ho pensato alla nebbia. Alle ombre che si intravvedono nella nebbia. Senza l'incontro con Cristo il mio cuore sarebbe immerso nella nebbia. E non conoscerei i colori che l' arricchiscono.
La vera decisione di questa mattina, di questo nuovo giorno, di tutti i giorni è riconoscere ciò che è il bene per la mia vita. "Decidi tu se mi ami oppure no!"

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Nell'angoscia più profonda
non perdere mai la speranza.
La luce del faro ci guida nelle tempeste
in cui ci sembra di non saperci orientare.

Sono in attesa di una telefonata. 
Paolo è andato, come ogni giorno, dalla sorella (83enne) che vuole vivere sola. 
Oggi l'ha trovata a terra in stato confusionale. 
Ora è con lei al Pronto Soccorso.
Se ci fosse permesso di scegliere, 
non saremmo certamente alla ricerca
delle difficoltà, delle prove.
Eppure (metafora) non è su un mare piatto come l' olio
 che si rivela se sappiamo navigare.
Nel momento delle difficoltà ecco che ci viene in aiuto
la nostra storia, 
la nostra Fede in Colui 
che ha disegnato i
nostri giorni.
"Simone mi ami tu?"
Lo sai Signore che Ti amo.
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Maria SS.

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Il primo Tempio di Dio nel mondo. Ecco la nostra dimora!
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semaforo rosso.

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Scatta il rosso e la coda di auto si arresta. Sono accanto ai giardinetti, e guardo.
Sto ascoltando il mio amato Schmelzer, e proprio ora arrivano le note della Ciaccona; il vento muove le foglie degli alberi, uccelli volano bassi tra le panchine e i rami semi-spogli. L’erba del prato è ancora così verde, e risalta contro il grigio del cielo.
Sono momenti di pura bellezza. Per qualche attimo il movimento mattutino della vita che corre va sullo sfondo e ci sono solo note struggenti, silenzio dell’anima, vita semplice e maestosa che scorre.
Penso a Tarkovskij, il regista che forse più di ogni altro ha saputo raccontare immagini poetiche di bellezza semplice, quotidiana. Minuti di inquadrature su fronde mosse dal vento, sui riflessi dell’acqua, sulla pioggia che scorre, su una foglia bagnata di rugiada.
Ecco, io guardo così.
Nella vita di tutti i giorni mi si aprono spazi per sguardi così, dove tutto è bellissimo, un incanto. Dove tutto ciò che scorre davanti a me mi lascia un po’ senza fiato. Sono spazi di intensità, di quiete silenziosa; spazi in cui respiro in sintonia col flusso della vita; spazi che mi lasciano aperta, riconoscente per tanta meraviglia.




Avrei voluto tanto aver scritto io questi pensieri. Sono proprio dentro di me.
E Dio Creatore  ascolta sorridendo ai nostri pensieri in cui Lui è il personaggio principale. Ogni volta che guardiamo in questo autunno piovoso, il paesaggio che cambia  ad ogni semaforo rosso, e " riconoscenti a tanta meraviglia" siamo cuori, anime, che sanno di essere stati plasmati dall'Infinito e che solo in Lui ci sazieremo.


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Desiderio di momenti preziosi

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Il cristianesimo è il legame che Cristo stabilisce con te, non che tu stabilisci con Cristo: puoi averLo guardato in faccia fino a un minuto fa, e Lui stabilisce un legame con te; puoi non guardarLo in faccia per trent'anni ancora, e fra trent'anni stabilisce un legame con te. La decisione per l'esistenza è il sì che tu dici al legame che Cristo ha con te, come uomo, come uomo ferito, mortalmente ferito. L'io diventa protagonista quando sa per cosa vive, quando riconosce il suo destino, il destino attendendo il quale batteva i piedi sulla soglia, tra il freddo e il gelo, da una parte, e, dall'altra, il presentimento del calore che emanava dalla dimora.
Luigi Giussani
 
 
 
 
“Federico Barocci (1535-1612). L’incanto del colore. Una lezione per due secoli” è la mostra che Siena dedica al genio di uno dei maestri la cui fama in Italia, Spagna, Boemia, Baviera e nelle Fiandre fu pari, nel corso del Cinquecento, a quella di Raffaello e Michelangelo, di Tiziano e Correggio.
La luce che investe Maria mi dona il senso della verità: ciò che appartiene a Dio è illuminato. Come si può non ammirare, non amare la Bellezza che diffonde quell'avvenimento? E le parole di Giussani? "Questa tenerezza di Dio nei nostri confronti è un milione di volte più grande dell’abbraccio dell’uomo alla donna. Dalla certezza di questo fatto nascono due corollari: il primo è l’inclusività di tale tenerezza che arriva ad abbracciare tutte le cose e le persone che si incontrano. Ecco che il peccato non è più determinante, perché si fa esperienza di un perdono continuo." Possiamo andare incontro all'Avvento ripetendo nel cuore queste frasi.
 
 
 

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Una voce Rilke

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Sono io, tu che sei nella paura. Non mi senti,
che mi infrango contro di te con ogni senso?
Hanno trovato ali i miei sentimenti,
e ròteano bianchi attorno al tuo volto.

Non vedi la mia anima, come densa
ti sta innanzi in una veste di silenzio?
Non matura la mia preghiera
sul tuo sguardo come sopra un albero?

Se tu sei colui che sogna, io sono il tuo sogno.
Ma quando vuoi vegliare, io sono la tua volontà
e mi rende forte tutto ciò che è splendido
e mi distendo, concavo, come un silenzio di stelle
sulla città del tempo: lei meravigliosa.
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dietro le quinte: i nostri mercatini di Natale

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Abbiamo ricevuto dei grandi  doni: mani laboriose, creatività, fantasia e tanta voglia di stare insieme.
Le attività non sono finite!
Un grazie anche a Fiorella (Fiore di collina) che ci ha dato l'imput!





Uno dei "folletti" se ne va: è arrabbiato non lo lasciamo "pitturare"

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Fiammelle d'amore

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"Una fiammella può accendere
un grande fuoco"
Josemaria Escrivà


Avere fede è accettare l'idea di un incontro che cambia la vita.
 
Giussani scrive:"Perchè Cristo sia tutto in tutti, perché Cristo appaia tutto in tutti perché la gloria di Cristo appaia come la forma e il contenuto di tutte le cose ("tutto in Lui consiste" (Col 1,17)) perché questo appaia, c'è, operata da Dio, dal Mistero, dal Padre, una scelta."
O chiamata. E da questo  parte tutto.
Da questa fiammella, cioè da questa chiamata, da questo incontro, può nascere un grande fuoco.
Sta a noi accettare, fare la scelta che riscalderà il nostro cuore e quello di coloro che amiamo.
(Capitoli 5,6,7 e anche 8 di San Giovanni: "Per questo sono stato mandato" Qui c'è la scelta, la chiamata di ciascuno di noi, la missione.
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una rosa per me!

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Ho ricevuto questa rosa da Fiore di Collina.
Sono Felicissima!
Dani: una rosa che ne dici? Sto facendo la novena delle rose!!!

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L'ora dei discorsi

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Ho spento la lampada del comodino e ho guardato l'ora. Era il momento esatto per gli incontri.
Mi sono inventata  questo  momento in cui io  m'incontro con le persone che appartengono al Cielo e che un tempo erano parte di me. Ma m'incontro anche con i Santi che mi sono  vicini.
Perché questo rito? Non so, una sera per caso è iniziato e ora continua.  
Nel mio cammino so di aver raccolto, di aver incontrato chi riconosco come  amico o  maestro di preghiera . A volte pare poco, ma è moltissimo.
Ci sono giorni in cui si cammina chini, preoccupati di andare avanti fedeli al proprio cuore e questi amici mi sorridono aiutandomi. 
Quando poi sono nel mio letto, al buio, i pensieri diventano più chiari, e scavando dentro di me lascio al vento la polvere che ho accumulato camminando quel giorno.  Insieme alla polvere volano via i pensieri cattivi, i gesti sgarbati e finalmente riesco a godere con completezza di tutto quello che c'è stato di buono.
E mi  sento inondare da tanta pace.
Tutto questo è così perché non sono sola, perché il Signore mi è vicino, tanto vicino da sorprendermi.
Egli mi viene incontro semplicemente come va incontro a tutti gli uomini della terra.
Questa sera un vento forte e gelido ha spazzato le nubi dal cielo e se fossi all'aperto potrei vedere le stelle che Egli ha posto lassù per indicarmi la via.
Una via lunga, (per ora sì) e difficile, con molta polvere, molti sassi e molte curve. Una strada faticosa, tanto più faticosa quanto più Egli mi ama.


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Sinfonia e domande

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Un tappeto di foglie mi ha accolto, quasi fossi una principessa, accompagnandomi all'entrata della Chiesa.
Rosse, gialle, non una uguale all'altra. Anche nel modo di cadere ognuna di loro è unica. C'è chi scende leggera, chi prima di appoggiarsi alla terra, volteggia accompagnandosi al soffio del vento.
Non c'è malinconia in questo spogliarsi degli alberi è il rito delle stagioni.Uno spettacolo che, come la fioritura, si ripete immancabile e puntuale ogni anno.       Le foglie torneranno a primavera e allora saranno bellissime e tenere nelle più splendenti sfumature di verde;  lo spettacolo della natura sarà pronto a ricominciare.
E la musica, la sinfonia che il Signore suona per noi che Lo amiamo per le meraviglie che ci dona, riprende a suonare.
 
Da ieri però la natura ha messo il suo vestito più brutto. Là nelle Filippine, il mare impetuoso, il vento che si è fatto tornado, hanno invaso città e paesi, distrutto case, spezzato vite...
La domanda che il cuore si ripete, sale al cielo specialmente durante la riflessione sulle letture: Signore perché?
Mi chiedi di essere Tuo Testimone: pregare non basta? Amare non basta? Signore mi rimane un'unica cosa: attendere. Vieni a illuminare il mio giorno. 
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A volte succede....

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A volte mi sembra di parlare al vento... Ci sono due (o forse più) cose che ritengo inesorabilmente MIE. La borsa e il telefonino.
Ho ripetuto una infinità di volte, che non si guarda nella mia borsa e attualmente anche nel mio telefonino. Giù le mani!
Paolo non accetta questo mio senso di proprietà.
L'altro giorno è andato alla Vodaphon, naturalmente senza dirmi niente, e mi ha cambiato il programma (si chiama così?) insomma: "tu, Lucia, fai molti messaggi e meno telefonate, quindi per i messaggi (gratis) usi il tuo telefonino, quando devi telefonare usi il mio".
" Ma io voglio che il telefonino sia  mio per tutti gli usi!"
"ma così si risparmia!"
Stavo apparecchiando, lui continuava a non capire o forse ero io che non volevo capire, avevo in mano un piatto e l'ho scagliato con forza sul pavimento. Mille pezzi. Era l'ottavo di un servizio di dodici. Adesso sono sette.
C'è stato un momento di silenzio e di sguardi interrogativi. Io mi sono chinata e ho raccolto i cocci. In silenzio.
Paolo ha ripreso a leggere il giornale.
Dopo mi sono sentita leggera leggera. Un sorriso e il sole ha ripreso a splendere.
Oggi Paolo è andato dal dentista per l'igiene orale e sapete? E' uscito prendendo il mio telefonino!
Quando è rientrato...rideva!!
 
Quante volte capita che c'imbattiamo in Dio all'improvviso e qualunque ne sia la causa finisce sempre per essere un bell'incontro.

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Una giornata Milanese con i miei cari

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1° novembre: compleanno Pinuccio con Elena
 
 
 
Milano: mamma Rosa (93 anni)
 
 

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2 Novembre

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Sei la mia vita. Sei l'attimo presente.
Oggi intorno a te non c'era il sole, né gli uccellini ma tanti vasi di crisantemi di tutti i colori. Anche quest'anno la pianta di rose ti ha regalato piccoli boccioli. Un sorriso che è preghiera.
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