Quei turisti a spasso in Chiesa ai tempi della non-ragione

mercoledì 27 novembre 2013


 
 
Ho letto su Tracce un commento, abbastanza interessante e lungo, di John Waters, che trovandosi una domenica a Messa in una delle belle chiese toscane, veniva urtato da una signora attentissima a fotografare qualche meraviglia. Niente di straordinario! Ci siamo abituati ai turisti che incuranti del "senso religioso" che sprigionano certi altari, statue e dipinti passeggiano magari in pantaloncini corti e magliette striminzite facendo foto.
Debbo proprio dire...."ai miei tempi...." Sono troppo moralista?
"Ho sentito" dice John " diverse motivazioni a favore del turismo religioso. Una è che almeno si incoraggiano le persone a visitare luoghi dove potrebbero incontrare una qualche rivelazione. Non dubito che talvolta accada. Ma credo che, più spesso, l'effetto delle folle che invadono gli spazi della preghiera, consolidi nell'inconscio di molti credenti l'idea che la nostra cultura non sia più aperta alla possibilità che i fondamenti della fede siano veri ancora oggi."
 
 
La mentalità comune tratta la fede come un residuo d'antica innocenza, che appartiene ad un rapporto con la realtà da compatire.