Benvenuto Daniele

martedì 29 ottobre 2013





Daniele nell'estate del 1985- a Arenzano nella casa di Elena









«La scoperta di essere amato è l’esperienza più importante della vita. Ed è quella che ci rende capaci di amare. Quando si vive la gioia di essere accolti, si diventa capaci di accogliere».



Avevo letto questa frase. Prima di abbandonare gli occhi al sonno mi venne in mente e la collegai ad un discorso sentito nel pomeriggio. "E' un bimbo di tre anni e gli stiamo cercando una famiglia che lo accolga per un po'"....



Enrico e Ada avevano la loro camera e il loro letto. Il letto di Valeria però era vuoto...
Nel nostro tempo  si dibatte tanto attorno alla convivenza fra uomini e donne di diverse culture, etnie, lingue e religioni, vi racconto di come invece è semplice l' accoglienza di chi non conosci, ma che sai essere bisognoso di tutto.
 
Era domenica. A tavola si parlava di varie cose. Io stavo zitta. Ho guardato tutti negli occhi e dissi:"se vi dicessi che sul pianerottolo c'è un bimbo di tre anni che piange, gli aprireste la porta?"

E' così  arrivò Daniele.

Piccolo, biondo, con i capelli a caschetto. Nessun sorriso. Poche parole. Anzi, pochissime. Aveva vissuto in comunità. L'unico uomo che conosceva era il sacerdote che andava là a dire Messa la domenica. La sua mamma era single, senza casa e senza lavoro. I servizi sociali per fare in modo che si rendesse indipendente (viveva anche lei in comunità) le tolsero Daniele.

L’adozione e l’affido sono doni straordinari che però sono chiamati a misurarsi con la realtà della famiglia che accoglie, cioé stanchezze, gelosie, delusioni, litigi, accanto a  tenerezza, gratitudine, affetto, dedizione. Daniele non mi voleva, stava sempre con Paolo e con Enrico. E' stato un anno duro, faticoso. Ricco della Grazia di Dio.

Qualunque persona è altro da me, ed è un segno del Mistero che mi chiama, un segno di Dio nella mia vita.

 Non l'ho più rivisto. So che è grande che la sua mamma si è sposata e che ora ha anche una sorellina.
 
  Ciao Daniele