Ricordi di momenti eterni

venerdì 18 ottobre 2013



Ho tanta tristezza nel cuore. Ho dialogato con i miei Santi fino a qualche minuto fa, poi ho deciso di scrivere un po'. Ho nostalgia di un abbraccio. L'abbraccio di un ragazzo che domani verrà ad installarmi lo scanner. Ora è un uomo di una dolcezza infinita è mio figlio Enrico. Qui nella foto con la moglie e i miei bellissimi nipoti.
Signore, io Ti ho trovato nella voce del vento, nelle notti stellate, in ogni fiore e in ogni filo d'erba. Ti ho trovato in tutta la bellezza della natura. Io ti ho trovato nel volto arrossato di una bimba sdraiata sulla strada, che respirava a fatica mentre stringendo la mano di Enrico, Ti gridavo di non portarmela via...ma che fosse fatta la Tua volontà. Sì perchè è soprattutto nel dolore che Ti ho trovato.
Ricordo un pomeriggio di primavera, le finestre aperte per far entrare il sole. Avevo deciso di riordinare la camera di Ada e Valeria e che ora era occupata da Enrico.
Ci sono ancora, i due letti, una lunga scrivania un armadio e due librerie molto particolari. Tutto come prima solo un po' più rovinati. Ora è il rifugio di Elena. E' la camera dei giochi per Giacomo e Francesco.
Ma ritorniamo a quel pomeriggio.
Io in silenzio spostavo i letti e cambiavo le lenzuola. Riordinavo la scrivania. Poi ho voluto fare qualcosa che, dalla morte di Valeria, non avevo ancora fatto: spostare un'"asse" che, a lato del letto, rivestiva la parete. Valeria, spesso, dietro quell'"asse" buttava carte e fogli vari, pensieri segreti.
Chiamai Enrico perché mi aiutasse. Bisognava svitare, far scorrere...insomma da sola era faticoso. Enrico mi guardò con aria perplessa e io, ricambiando lo sguardo, gli dissi:"prepariamoci a morire un po'!" Ecco il miracolo. Quel ragazzo con gli occhi pieni di tristezza, mi abbracciò. Forte, ma forte facendomi sentire tutto il suo amore e la sua disperazione.
Stemmo così un po', poi facemmo quello che dovevamo in silenzio.
Quel pomeriggio di primavera Enrico, abbracciando la sua mamma, aveva abbracciato Cristo. E Lui era in mezzo a noi due poveri viandanti in cerca di consolazione.

La stessa consolazione che cerco questa sera. E Lui arriverà ancora, come sempre, nel silenzio.