Esigenze ordinarie

martedì 8 ottobre 2013

In questi giorni in cui il pellegrinaggio da un medico all'altro è utile per capire e cercare "sicurezze", ho capito che devo prendere sul serio e con simpatia, l'umano che è in me. Prendere sul serio quello che provo, tutto...cercarne tutto il significato.

"Lucia, dove sei?"

C'è un senso di impotenza che mi accompagna in ogni fase di questi nuovi momenti di pensieri sconosciuti. E la risposta a questa inquietudine, in questa solitudine in cui mi sono chiusa, non la trovo in me e nemmeno negli altri.

"Non v'è proprio aiuto per me?
Ogni soccorso mi è preluso?
(Giobbe 6,11-13)

Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la Tua virtù e la Tua sapienza incalcolabile (Sal, 144 ss)

"E io  voglio lodarTi, Io una particella del Tuo creato, che si porta attorno il suo destino, che si porta attorno la prova dei suoi peccati e la prova che Tu resisti. Eppure voglio lodarTi. Mi hai fatto per Te. Che io Ti cerchi, Signore, invocandoti e Ti invochi credendoTi, perché il Tuo annunzio mi è giunto." (v. Sant'Agostino)

La preghiera è un momento essenziale di tutta la giornata, ti aiuta a sorridere a sperare a non sentirti sola, depressa e forse un po' inutile...
Oggi è una giornata in cui è importante ripetere più volte il Credo: "Per noi e per la nostra salvezza Egli è disceso dal Cielo".