Kabul (vista dallo scrittore de "il cacciatore di aquiloni" Hosseini

domenica 8 settembre 2013

 
 
Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.
 (Saib-e-Tabrizi)


Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma a Kabul, non ci sono solo i fantasmi di un passato che non si può dimenticare, c'è un mondo violento, assurdo e sinistro, dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Trent’anni di storia afgana - dalla fine della monarchia all’invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri - rivivono in questi romanzi emozionanti e pieni d’atmosfera.Tre i libri, "Il Cacciatore di aquiloni, Mille splendidi soli  e L'eco non risponde"
L'unica cosa che una donna e i bambini devono imparare è la sopportazione.

 
                                 
“Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice…che si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente. “A ricordare di come soffrono le donne come noi…di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso””

 
 
Ho avuto modo di leggere tutti e tre i libri di Hosseini. Così ho conosciuto Kabul, la sua gente, la paura e la guerra nonché la cattiveria dei  suoi invasori-
Ieri sera, seguendo la "Veglia di preghiera" di Papa Francesco,  ho letto nel suo volto, nelle sue parole, nei suoi silenzi  la paura della guerra. E la mia preghiera è diventata più intensa.
Gli avvenimenti che ci accadono hanno sempre un Disegno, tracciato da una Mano che ci accarezza posandosi sul nostro capo e che ci porta in cammini che non conosciamo.
Doniamo i nostri timori a Maria in cui cerchiamo rifugio.