Rilke. Sento le cose cantare

sabato 7 settembre 2013

 
Sono a casa io tra giorno e sogno.
Là dove i bambini s'addormentano, finito il gioco,
là dove gli anziani si siedono a sera,
e le stufe scaldano e rischiarano intorno il loro spazio.
 
Sono a casa io tra giorno e sogno.
Là dove lo squillo chiaro vespertino viene meno
e fanciulle, rapite nell'incanto del suo eco,
stanche s'appoggiano al bordo d'una fonte.
 
Un tiglio è l'albero che preferisco;
e tutte le estati, che in lui fanno silenzio,
si destano di nuovo in mille rami
e di nuovo vegliano, là tra giorno e sogno.
 
Lasciati cadere, tu lento canto della sera
che sciami da festose lontananze.
Io ti accolgo, sono il calice
che ti afferra, ti arresta e non trabocca.
 
Taci, fatti chiara in me -
calma, lieve, dissipata ora.
Ciò che giace edificato sul mio fondo,
lascia che si veda. Io non so che cosa sia.