Un rosario per la Siria

martedì 3 settembre 2013


Soldati

Si sta come d'autunno
sugli alberi
le foglie

Parafrasi: I soldati sono come le foglie in autunno
 
Anche se la poesia è breve, Ungaretti riesce ad esprimere la condizione di soldato. Egli paragona infatti il soldato ad una foglia d'albero in autunno: basta un colpo di vento per far morire la foglia, così come basta un colpo di fucile a far cadere il soldato.  
La poesia, scritta in tempo di guerra, vuole esprimere l'incertezza e la precarietà della vita dei soldati al fronte, che possono morire da un momento all'altro, come le foglie, in autunno, possono staccarsi improvvisamente dai rami.
Il poeta usa la forma impersonale (si sta) in quanto si riferisce a tutti i soldati. L'uso della forma impersonale contribuisce a creare un'atmosfera di universalità, di indefinito e, nello stesso tempo, di immobilità e di fatalità.
Il come introduce il paragone con le foglie. E ciò che unisce la vita dei soldati alle foglie è proprio l'incertezza, l'instabilità, la precarietà.
Come d'autunno basta un soffio di vento per far cadere le foglie, così in guerra basta una pallottola, che non si sa da dove arriva né quando per porre termine alla vita di un uomo. Con la preposizione semplice di (d'autunno) si rimane sempre nell'atmosfera di indefinito.
 
La poesia è stata dedicata ai soldati che andavano in guerra e di cui il destino è già scritto.
Ma  forse non si riferisce solo a loro, bensì a tutti. Siamo tutti come delle foglie, non conosciamo il nostro futuro. Abbiamo una sola certezza...la morte.
 Il non senso, il buio, il terrore, è dovuto a questa profonda e reale incertezza che l'uomo ha da sempre. Solo un grande come Ungaretti poteva racchiudere il pensiero di molti in poco meno di un verso.
 
Non passa giorno che il nostro Papa Francesco non ci chieda di pregare per il susseguirsi degli avvenimenti che accadono in Siria. Ho paura. Dio solo sa cosa  turba il nostro cuore  e come, per misteriose vie, Lui prepari le nostre giornate. Ci sarà un momento in cui questo mondo ci sarà pace?
 
Ecco a come io vorrei che tutti gli uomini pensassero alla pace.
Un  passo, da un libro di Hosseini.
 
"Se ne stava seduta sulla sedia, le mani abbandonate in grembo, gli occhi persi nel vuoto, lasciando che la mente volasse altrove. La lasciò volare finchè incontrò un luogo dove sarebbe stata al sicuro, il luogo dove crescevano campi d'orzo, dove l'acqua scorreva limpida e migliaia di semi di cotone danzavano nell'aria; dove il padre leggeva un libro sotto un'acacia e Tariq faceva un sonnellino con le mani intrecciate sul petto e dove lei poteva tuffare i piedi nel torrente e sognare sogni felici...( Si trovava a Kabul).
 
E' una mattina di riflessioni. E finisco sempre per imbattermi in Dio ed è sempre un bell'incontro. Lui l'Amato.