Un ricordo: Taizè

lunedì 29 luglio 2013

 
 
Guardavo da ore la cerimonia di chiusura di queste giornate della GMG. Guardavo e pensavo alla felicità che quei volti mi trasmettevano. Il Papa parlava a loro, ma parlava anche a me.
 
“Tra l’indifferenza egoista e la protesta violenta c’è un’opzione sempre possibile: il dialogo. e ha poi aggiunto che dovremmo essere “cultori della cultura della comunione e dell’incontro” 
 
Poi ho notato un gruppo con la scritta Taizè. Ecco che ritorna il ricordo di quel desiderio di vacanze a Taizè. I miei bimbi erano ancora piccoli. Forse la prossima estate ce la faremo..  Ci andavano i ragazzi di cui ero animatrice di catechesi. E poi quando tornavano mi raccontavano le loro avventure, mangiando un piatto di pastasciutta. In quegli anni era una meta, per i ragazzi/e, che non si poteva non prendere in considerazione, proprio come le GMG. I giovani sanno scavalcare le frontiere quando è necessario. Correvano per incontrarsi. Non c'era più nero né bianco: erano solo uomini e donne che si ascoltavano. Ascoltavano le loro voci che unite creavano una dolce armonia,. In mezzo al cerchio, acciambellati, mentre una chitarra cantava. Nessuno chiedeva da dove si veniva e se qualcuno parlava lo si ascoltava.
 
Ora sui sacchi a pelo scende la notte e la chitarra sprigiona sogni di un mondo diverso. 
 
Chissà se Elena andrà a Cracovia?