Amare

lunedì 1 luglio 2013

 
 
Ho letto i due libri di Alessandro D'Avenia. Del primo, Bianca..., hanno tratto un film, del secondo che a me è piaciuto di più, non se ne parla ancora molto. Sono libri che parlano di ragazzi, della scuola, della vita. Del primo posto un brano, che trovo interessante conoscendo come pensano i giovani d'oggi e a cui rispondo con una poesia di Rilke.
 
Siamo verso la fine.E' scritto in prima persona e questa persona si chiama Leo (per Leonardo)che ama disperatamente Beatrice ammalata di tumore.Leo ha 16 anni e Beatrice 17.
 
"Comunque sia mi ritrovo ad aver scritto - non so neanche come - "Caro Fin...", perché la parola "Dio" con il T9 non compare. E "Fin" per Dio non mi sembra un cattivo soprannome. Il nome "Dio" mi fa paura. Continuo a scrivere proprio come ho fatto con Beatrice "...dici di essere padre nostro, ma sembri startene troppo tranquillo nei cielo. Io non so il tuo nome, se non ti offendi ti chiamo Fin, perché il T9 ti chiama così. Non posso accettare la tua volontà, perché non ha senso quello che stai facendo con Beatrice. Se sei onnipotente: salvala. Se sei misericordioso: guariscila. Mi hai messo un sogno nel cuore: non portarmelo via. Se mi vuoi bene: dimostramelo. O sei troppo debole per fare il Fin? Tu dici di essere la vita, ma la vita te la riprendi. Tu dici di essere l'amore, ma l'amore lo rendi impossibile. Tu dici di essere la verità, ma la verità è che non t'importa di me e che non puoi cambiare le cose. Non mi stupisce che nessuno poi ti creda. Forse sono presuntuoso ma, se io fossi al posto tuo, la prima cosa che farei è guarire Beatrice. Amen".Fin sono sicuro che farai guarire Beatrice! Al posto tuo io lo farei, e spero tu sia meglio di me...
 
 
 
Rainer Maria Rilke.
 
Dio parla con ciascuno solamente prima di essere creato,
e con lui esce poi tacendo dalla notte.
Ma le parole, quelle prima dell'inizio di ciascuno,
le parole, come le nubi, sono queste:
Sospinto dal tuo intendere,
va' fino al limite del tuo anelare;
dai a me una veste.
Dietro alle cose come incendio fatti grande,
sicchè le loro ombre, diffuse,
coprano sempre me completamente.
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.
Non lasciare che da me tu sia diviso.
Vicina è la terra,
che vita è chiamata.
La riconoscerai
dalla sua solennità.
 
A me da' la tua mano.