Orgoglio ferito

mercoledì 19 giugno 2013




Come ogni giorno, Paolo, il mattino presto, si reca a fare la spesa. Inutile fargli l'elenco    di ciò che mi serve: lui lo sa (o pensa di saperlo e io mi arrabatto con quello che compera)Non bisticciamo. Ieri salita su di una sedia per prendere la bottiglia della passata, pensavo proprio, adesso arriva Paolo e mi sgrida dicendomi, "ma non potevi aspettare me!". Invece suona il telefono. Era Enrico che mi annunciava che aveva portato il babbo al Pronto Soccorso. "tranquilla mamma siamo qui io e Ada. E' inciampato e cadendo si è fatto male al naso. Lo stanno visitando". Erano le 11 sono arrivati a casa quasi alle 14.
"6 punti, un bel taglio sulla gamba e tanto spavento". Riposo e ghiaccio sulla ferita. Per almeno tre giorni. 
 
Questa è la cronaca di ieri.
 
 A casa io non ho contato i minuti che passavano senza avere notizie, ma ho pregato. In continuazione. Noi tutti siamo persone dal cuore inquieto. Quando ci sentiamo in pericolo ecco che il nostro pensiero vola al Padre. Ed Egli ci viene incontro semplicemente e ci attrae nella Sua orbita d'Amore. La nostra vita è una via difficile, quasi sempre in salita, con molti sassi, molta polvere, molto sole e molta pioggia. Una strada faticosa insomma, tanto più faticosa quanto più Egli ci ama.
Spesso mi sono rivolta questa domanda: " Come farei senza Paolo? Proteggilo Signore!"