L'inferno non esiste. (Susanna Tamaro)

venerdì 14 giugno 2013

 
 
Ieri sera  ho terminato di leggere "Rispondimi" un libro scritto da Susanna Tamaro. Mi piace Susanna, leggo volentieri i suoi libri e, come si dice:"lei è nelle mie corde".
"Rispondimi" è un libro composto da tre racconti.  Il risvolto di copertina dice:"sono un inno alla precarietà e un invito al male, a compierlo vicendevolmente gli uni sugli altri".
Io non parlo mai del diavolo, non mi piace, né lui né il parlarne, ma...leggete!
 
"Da vent'anni non dormo più una notte intera. Qualche volta sto quieta a letto, qualche altra mi alzo e vado in giro per la casa, bevo del latte, ascolto la radio di paesi lontani. Così ho fatto questa notte, mi sono alzata, ho infilato un grosso maglione di lana e sono andata in cucina. Non ho fatto altro che pensare all'inferno, a quella cretinata che ho sentito un giorno da quel teologo. Così ho preso carta e penna e mi sono messa a scrivere una lettera:
"Caro mio teologo di cui non ricordo il nome...tempo fa ho visto un suo programma e ne sono rimasta indignata. Su un punto potrei venirle incontro. L'inferno è attualmente vuoto perché tutti i diavoli, di ogni gerarchia, ormai scorrazzano sulla terra. Non sono ignorante né medioevale. Lo dico soltanto perché ho diviso la mia vita con uno di loro. Ogni giorno guardo come si è ridotto l'uomo e capisco che non può aver fatto tutto da solo. Il diavolo non è puzzolente né primitivo. La sua dote primaria è l'abilità. Conosce come pochi l'animo umano e può insinuarsi in qualsiasi persona. Non dice lordure, porcherie, usa argomenti ragionevoli, raffinati, "Non credi di meritarti di più dalla vita, molto di più?" ha detto a me, tanti anni fa e io ho pensato che aveva ragione. Non dovevo accontentarmi di niente. Ci accompagna nel labirinto della vita con l'aggraziata leggerezza di un ballerino di valzer.
L'inferno è vuoto perché il padrone di casa è andato a riempire le sue reti nel mondo dei viventi. Presto tornerà laggiù letteralmente piegato dal peso delle sue prede. Tutti urleranno, strepiteranno, cercheranno di ribellarsi. "Era questa la fine del gioco? Perché nessuno ce l'ha detto?" Ma sarà troppo tardi.
Da qualche parte ho letto che nei dipinti antichi, gli uomini vicini a Dio erano raffigurati con grandi orecchie perché ascoltavano direttamente la Sua Parola. Adesso invece viviamo in un mondo di talpe. Siamo ciechi con padiglioni auricolari praticamente invisibili. Io ho provato tante volte a tendere le orecchie verso l'alto ma, purtroppo, non ho mai sentito niente.
Ho sempre sentito salire un forte rumore da sotto.
Mi piacerebbe avere la fede, appianare ogni cosa prima di andarmene, ma non ci riesco. Ho visto il male spandersi a piene mani. Ha invaso la mia vita e quelle di chi mi stava accanto come una macchia d'inchiostro. L'ingiustizia, la diseguaglianza, la violenza. Queste e non altre sono le leggi che dominano il mondo. Così dico: ci lasci almeno la gioia dell'inferno. Un inferno affollato e rumoroso come una spiaggia d'agosto. Non vedo l'ora di sprofondarci dentro e soffrire per sempre. Perché, nella mia vita, ho provocato solo dolore ed è giusto che nel dolore io viva per sempre.
Un'ultima cosa. Lei ha detto che bisogna amare il diavolo perché il diavolo è solo con la sua disperazione.
Allora le dico questo che delle lacrime del diavolo possiamo fregarcene come ce ne freghiamo di quelle del coccodrillo.
Distinti saluti."
 
 
Benedetto XVI:" Tutta la vita cristiana è un rispondere all'amore di Dio. La prima risposta è appunto la fede come accoglienza piena di stupore e gratitudine di un'inaudita iniziativa divina che ci precede e ci sollecita. E il "sì" della fede segna l'inizio di una luminosa storia di amicizia con il Signore, che riempie e dà senso pieno a tutta la nostra esistenza."