Date ragione alla speranza che è in voi

domenica 9 giugno 2013

 
 
Nell'incontro con Dio mi è nata una certezza. San Pietro dice:" Sappiate rendere ragione della speranza che è in voi."
Giussani racconta di un bambino che deve passare un torrente profondo, se ha il papà, della cui forza di braccia è ben consapevole...(l'ha sempre tenuto in braccio!) e il papà gli dice "ti prendo in braccio io". Il bambino va in braccio ed è senza più nessuna paura; per una presenza; una presenza che assicurava un passo che non era ancora presente, ma sarebbe avvenuto, accaduto.
Pensiamo alla vedova di Naim (Vangelo di oggi), quella donna che seguiva il feretro del suo unico figlio, vedova già, a cui Gesù andò incontro e non disse subito: "Ti restituisco tuo figlio, figlio alzati"! Ma come prima cosa le disse:"Donna non piangere!"
Una frase che sembrerebbe persino stolida, da un certo punto di vista, perché come si fa a pretendere che una donna, in quelle condizioni, non pianga? Come si fa?
Ma questo primo antefatto al gesto sublime che Cristo poi ha compiuto dopo, è l'amore con cui Lui andava agli uomini. Era un amore grande, una pietà così personale, così profonda, così commossa: era carità.
La carità di Dio verso l'uomo, è un amore commosso, se non fosse commosso non sarebbe divino.".
 
La morte è un passaggio, doloroso, tragico per chi resta e continua ad amare, è una soglia verso una vita più grande e più profonda.