La fede un fatto personale da Tracce

lunedì 22 aprile 2013

 
 Il vero titolo del libro è: I passi della fede di Aleksandr Smeman.
 
L'autore è un sacerdote russo, vissuto anche in Francia e in America,che porta quindi con sè, la ricchezza spirituale dell'Oriente e al tempo stesso il respiro dell'Occidente.
Smeman parla di "esperienza" e di testimonianza: "La cosa più necessaria a questo nostro tempo freddo e crudele è la testimonianza viva di una fede viva, la trasmissione non di nozioni o fatti, ma dell'esperienza della fede". Egli parla di "incontro": il dono della fede è "l'attesa di qualcosa che si desidera...se non ci fosse questa attesa non ci sarebbe neppure l'incontro. Un incontro in cui ciò che non si vede diventa certezza, cioè possesso e realtà".
Parla di iniziativa di Dio e di risposta dell'uomo: "La fede viene da Dio, dalla Sua iniziativa, dalla Sua chiamata. E' sempre un moto di risposta a Lui." Parla di conoscenza del Mistero nella Chiesa: "Mi accorgo che questa fede che ho scoperto nel profondo della mia anima non è solo mia... ma mi lega in maniera nuova alla gente, alla vita, al mondo, si trasforma in una liberazione dalla solitudine".
 
 
"E' impossibile dimostrare la fede, si può invece testimoniarla. Il Vangelo testimonia appunto l'esperienza fatta da coloro che videro e ascoltarono Cristo, e gli credettero, lo amarono fino al punto che Egli diventò la loro vita... Anche noi abbiamo quest'esperienza, unica e senza paragoni: un avvenimento di duemila anni fa che possiede un significato decisivo per la nostra vita oggi. Proprio in questo consiste la fede: nella vertiginosa, inconcepibile certezza che tutto ciò che Cristo ha fatto e detto, l'ha fatto per me, l'ha detto a me".
 
Dall'identità delle parole viene naturale risalire all'esperienza di fede che l'ha generata. Fin da ragazzo il Mistero era una realtà che lui percepiva e colpisce il racconto che fa, quando, andando al liceo, si fermava ogni giorno in una chiesa cattolica dove si celebrava la Messa: "Proprio questo contrasto tra la strada piena di confusione e la messa solitaria ha determinato dall'interno la mia esperienza religiosa...La strada non diventava una realtà inutile, ostile anzi, acquistava un nuovo fascino evidente solo a me che conoscevo il suo rapporto con la "festa", con la presenza che si manifestava nella messa".    
 
 Smeman usa termini a me familiari: la sete spirituale, il desiderio d'infinito....mi pare di leggere Giussani e perciò mi fa contenta!