I fiori fanno dei miracoli

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Ieri, salutandoci, dopo una lunga telefonata, Daniela mi diceva che andava a preparare i suoi vasi di fiori per l'arrivo della primavera.Ho pensato ai miei che quast'anno non se n'è salvato uno. Magari i tulipani ma non è ancora il loro momento... Aspetto la primavera perchè ho nostalgia dei prati colorati.
Dove sono andati i fiori? Parlo dei fiori della gioia di vivere, delle cose belle e buone. I fiori dei piccoli doni reciproci. Delle gioie che abbiamo in noi e che possiamo offrire gli uni agli altri.
Preparerò i fiori per chi non conosce l'amicizia, per chi non ha nessuno che lo ama. Per i distratti che non si accorgono che la vita, i fiori, cambiano ogni istante. Eppure i fiori fanno miracoli! Non c'è bisogno che siano rari o costosi. Guardate queste margherite sono fiori semplici: sono un sorriso, una parola gentile, un semplice gesto.Regaliamo un fiore per ogni sofferenza, per ogni lacrima non aspettiamo gli anniversari!
Quando è nata Elena ho portato un vaso di roselline in Chiesa alla nostra Madonnina e lo facevo per ogni suo complimese e poi al suo compleanno...poi più. Penso sia saggio ricominciare!
 
 
 
 



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Passato di Dietrich Bonhoeffer

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Come affonda il sole sempre
   più rapido nel mare
quasi attratto dall'oscurità
così affonda e affonda e affonda
senza sosta
l'immagine tua nel mare del passato
ed è sepolta in poche onde.
Come si perde il respiro caldo
nella fresca aria del mattino
così mi strugge la tua immagine
sicchè il tuo volto, le tue mani, la tua figura
non le conosco più.
Un sorriso, uno sguardo, un saluto mi appare
ma anche questo si sfa
si dissolve
è senza consolazione, senza vicinanza
è distrutto
è ormai soltanto passato.
 
Vorrei respirarlo io, il profumo del tuo essere
assaporarlo, restarvi dentro
come un caldo giorno estivo
   i fiori pesanti invitano ospiti le api
e le inebriano
come si sbronzano
  di ligustri vagabondi notturni
ma una brusca ventata distrugge profumo e fiori
e io sto come un folle
innanzi a ciò ch'è svanito - passato.
 
E' come se con tenaglie roventi a pezzi
mi si strappasse la carne
mentre tu, o mia vita passata, ti dilegui.
Furiosa ostinazione ed ira m'assale.
Lancio nel vuoto domande insensate, vane.
Perchè, perchè, perchè? mi dico sempre.
A Te sempre io m'affido.
 
Ma la notte è saggia e potente
più saggia di me e più potente del giorno.
Ciò che non può alcuna forza terrena
dove pensiero e senso, ostinazione
e lacrime falliscono - questo
la notte a piene mani
versa su di me.
Intatta dal tempo astioso
pura, libera e intera
il sogno a te mi porta
te, passato, te, mia vita
te, giorno trascorso, te trascorsa ora.
Alla tua presenza
nel cuore della notte mi sveglio
e mi spavento:
Sei di nuovo perduta?
Cerco te eternamente invano
te, il mio passato, il mio?
Tendo le mani
e prego
e sperimento il nuovo:
il passato ritorna
come il pezzo più vivente della vita
per il grazie e per il pentimento.
Colgo nel passato perdono e bontà di Dio
prego che Dio mi custodisca, oggi e domani.

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aspettando la primavera

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Guardando il cielo in questi giorni, lo vedevo proprio come nell'immagine. Carico di nuvole che portavano pioggia o neve. Ancora un po' di giorni, mi sono detta, poi arriverà la primavera. E allora sognerò di essere distesa comodamente su di una spiaggia  ascoltando il rumore del mare o sognare il deserto con le sue dune che cambiano spesso il paesaggio e ascoltare le parole che il vento mi sussurra: perchè con me ci saranno solo i miei sogni e le stelle che parlano al mio cuore pieno di pace cercando di mettere, se mi riesce, un po' d'ordine tra i miei pensieri e gioire di essi cercando di penetrare in Dio.
Come ho già detto un'altra volta quando penso a Dio al di là delle nuvole, penso al Paradiso, alla luce, ai colori e alla musica. Alle cose semplici come una foglia appena spuntata, ad un uccellino dai mille colori che con il suo canto rallegra i miei pensieri. All'incontro con i miei amici e insieme cantare vecchie canzoni, assaporare la frescura dei sassi levigati lungo il greto di un torrente, al benessere che si prova quando ci si sente al sicuro quando fuori c'è il temporale. Perchè siamo con il nostro Dio che è un Dio fedele.Ciao a tutti e buon fine settimana.

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La leggenda di Ninfa

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 Ninfa era una bellissima principessa che viveva con il padre nel castello sul lago, alle pendici dei monti Lepini, nel Lazio. La vita era dolce per lei, ma a poca distanza, in direzione del mare, esistevano grandi paludi infestate di malaria e zanzare, che rendevano impossibile ogni forma di vita.
Il padre di Ninfa desiderava ardentemente bonificare quelle terre. Allora convocò i due re confinanti: Martino, il buono, che Ninfa segretamente amava, e Moro, il malvagio re stregone.
Il re disse loro che avrebbe concesso Ninfa in sposa a colui che avesse prosciugato le paludi.
Martino si fece in quattro per costruire canali e opere d’ingegno, ma inutilmente, e non riuscì a sconfiggere la palude. Moro, invece, non fece niente, e solo nell’ultimo giorno assegnato dal re, con una magia prosciugò la palude. Ninfa allora, per non andare in sposa a Moro, si gettò nel lago e scomparve per sempre nelle acque.


I giardini di Ninfa, in provincia di Latina, sono oggi proprietà privata della nobile famiglia Caetani, la potente casata che annovera tra i suoi avi anche un Papa: Bonifacio VIII, che visse ai tempi di Dante.

Ricchi di fiori di ogni tipo e ruscelli, i giardini di Ninfa., attraversati da un limpido ruscello, sono oggi visitabili ogni prima domenica del mese. Vengono utilizzati per tenere concerti di musica classica e talvolta per girare film. La leggenda racconta che sono bellissimi perché la principessa, che vive ancora lì, accarezza ogni giorno le piante e i fiori.
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Ti auguro tempo

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Enrico e Giacomo
oggi 20.02.2013 compleanno Enrico
 
 
Non ti auguro un dono qualsiasi
ma soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per svegliarti il mattino
e sorridere alla giornata che ti aspetta,
ti auguro tempo per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso ma soprattutto per donarlo a Giacomo, Francesco e Pamela.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ma perchè te ne resti per stupirti
e ammirare le creature che il Buon Dio ha messo sul tuo cammino.
Ti auguro tempo per toccare le stelle,
il sole che ti scalda, la pioggia che bagna il tuo viso
e il vento che ti arruffa i capelli.
Ti auguro tempo per sperare ed amare,
anche quel dolore che ti fa respirare piano.
Ti auguro tempo per trovare te stesso
per vivere bene ogni tuo giorno,
ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo per incontrare Dio,
e pregarLo di benedire la tua vita.
Auguri!

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Una favola Colombiana

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Fonte dell’immagine: elbiblioburro.blogpost.it

Il “biblioburro” colombiano

Oggi vi racconto la storia di un maestro di scuola che in una zona sperduta dell’America Latina ha realizzato una grande idea: quella di portare la cultura a chi non ne ha accesso.
Il maestro si chiama Luis Humberto Soriano Bohorquez, la zona sperduta è quella del dipartimento di Magdalena in Colombia e l’idea si chiama “biblioburro”
Dallo spagnolo, biblioburro significa “asino-biblioteca”. Avete capito bene: l’asino, l’animale simbolo degli studenti fannulloni, e la biblioteca, il luogo in cui “regna” la cultura, sono associati in questo bizzarro nome. Ma lo scopo qui non è quello di giocare con l’etimologia, anzi, l’asino diventa un mezzo utile per portare i libri e l’insegnamento a chi non li ha o non ne ha a sufficienza. Il biblioburro altro non è che una biblioteca ambulante.
Un fine nobile, che ha spinto Luis Soriano a raggiungere, tutti i giorni per dieci anni, alcuni villaggi sperduti nel distretto colombiano di Magdalena a dorso dei suoi due asini Alfa e Beto, carichi di libri di ogni genere, dai libri di favole, ai trattati di medicina, dizionari ed enciclopedie. Con questi libri Luis ha insegnato per dieci anni ai bambini della zona, ha letto loro le favole, ha fatto comprendere loro l’importanza dei diritti di cui dovrebbero godere, a differenza dei loro genitori che hanno vissuto spesso nell’ombra dell’ignoranza.
Talmente è bella questa iniziativa, che sembra di essere in una favola. Poi, proprio come in tutte le favole, è arrivato il mostro: l’ infortunio di Luis, che durante uno dei suoi viaggi, cade dall’asino e viene gravemente ferito a una gamba. Le ferite riportate sono state così gravi che i medici hanno dovuto amputare la gamba. Ma come in ogni favola, è arrivato anche il lieto fine. Luis ora sta bene e ha già trovato un degno allievo, pronto a sostituirlo nella gloriosa missione di portare i libri là dove non ci sono.
Luis Humberto Soriano Bohorquez: un piccolo grande uomo che, lontano dai riflettori e dalle nostre vite già troppo affollate di eroi e super eroi, per dieci anni ha contribuito a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere! :)

E voi che cosa vorreste realizzare per migliorare il mondo in cui viviamo?

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Rilke - Il libro d'ore

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Mi sono risvegliato, come solo mi accadeva da bambino,
così sicuro e fiducioso,
dopo ogni notte e ogni angoscia,
di poterTi nuovamente contemplare.
Io so, se appena il mio pensiero Ti misura,
quanto profondo e lungo e quanto vasto-:
ma Tu sei, sei e sei,
e il tempo trema attorno a Te.
 
Nello stesso istante, m'accade come fossi
bambino, giovinetto e uomo, e poi più ancora.
Lo sento: l'anello solamente è ricco,
per come torna su di sè.
 
Ti rendo grazie, Tu profonda forza,
che crei con me più lieve sempre,
come se fossi Tu al di là di mille mura:
la fatica semplice del giorno mi è più piana, adesso,
ed è come sarebbe un sacro volto
per le mie mani oscure.

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un tempo per fiorire

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Nei giorni prossimi a Natale ho ricevuto un'importante telefonata che mi ha lasciato con molte domande e con una sola risposta: "Vorrei riconoscere Elena" La mia amata nipotina, ha vissuto in questi 13 anni senza il papà perchè lui, ha chiuso gli occhi davanti a questa creatura che doveva nascere e ha lasciato Ada sola. Ora vorrebbe recuperare il tempo perso.
Signore, Ti prego per quelli che tornano: fa' che non rientrino dalla porta di servizio. Ti prego per coloro che tornano a casa. Tornare è più difficile che partire Signore. Ti prego per tutti i ritorni. Ti prego per il ritorno nell'alba, nel crepuscolo trasparente. Ti prego per i ritorni che fanno soffrire.
Elena è proprio un fiorellino di primavera fa che non soffra troppo per un ritorno atteso da tempo e che ora la fa entrare nell'ora del dubbio.
Domani Ti vengo a trovare!

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Dante, Purgatorio XVII,91

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NE' CREATOR NE' CREATURA MAI, FIGLIUOL, FU
 
SANZA AMORE, O NATURALE
 
O D'ANIMO, E TU 'L SAI.

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Convertiti e credi al Vangelo

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Tu mi guardi dalla croce
questa sera, mio Signore,
ed intanto la Tua voce
mi sussurra "Dammi il cuore!"
Questo cuore sempre ingrato
oh comprenda il Tuo dolor
e dal sonno del peccato
lo risvegli infin l'amor.
Madre afflitta, tristi giorni
ho trascorso nell'error.
Madre buona, fa' ch'io torni
lacrimando al Salvator.
(Anonimo)
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11 febbraio.

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Maria è apparsa; questo è un avvenimento, è la manifestazione di Dio come Misericordia, è un atto di Misericordia. In una giornata dove l'avvenimento principale sono state le dimissioni del Santo Padre ho sentito importante andare ad ascoltare la S. Messa e ricevere l'Unzione dei Malati.
Da un po' di tempo le mie gambe non funzionano tanto bene e le mie mani tremano. Il 14 marzo mi aspetta una scintigrafia che accerterà se è veramente Parkison come pensano i neurologi. Allora ho pensato che la vita è veramente un pellegrinaggio perchè è un camminare, giorno dopo giorno attraverso la realtà quotidiana, verso le realtà di bene e di felicità che ci attraggono. Ho chiesto a Maria la grazia della serenità e dell'allegria. Questa sera, ero là, alla grotta ad accendere una candela col desiderio di incontrare quel volto amico che  colma la mia anima e che mi  assicura di essere capita e soprattutto perdonata da Lei che mi attende. 

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PREGO di G. Sacino

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PREGO
 
Tante e tante volte, Gesù,
Tu mi hai chiesto di salire sulla barca della mia vita;
spesso ho resistito;
qualche volta - poche in verità - Ti ho detto di sì.
E niente è stato come prima.
Non meravigliarTi allora
se non sempre sono generoso con Te;
la verità è che Tu sei "traboccante"
e invece di qualche porzione di pesce per me e per i miei,
mi doni due barche così cariche che quasi affondano.
Invece di qualche ora da dedicarTi,
mi chiedi la vita intera
per iniziare il mestiere umanamente più assurdo:
"Non temere! D'ora in poi prenderai uomini vivi".
Come Simone, anch'io oggi Ti ripeto ancora:
"AllontanaTi da me perchè sono indegno di Te",
ma aggiungo anche, con umiltà di cuore
che vuole amarTi:
prendi la mia vita e fanne quello che vuoi.
Perchè quello che conta non è avere,
ma donare
e l'avventura della vita è bella se la corro con Te,
dono d'amore del Padre
perchè ognuno
gusti la vita in pienezza.
Amen
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Venerabile Benedetta Bianchi Porro

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Oggi mi ha profondamente colpito leggere un brano che riassumeva la vita, ma sarebbe più esatto dira l'agonia,di una giovane ragazza: Benedetta Bianchi Porro. Una vita che è diventata una straordinaria avventura spirituale e umana, una vita travagliata dal male, un male inesorabile e domolitore, la neurofibromatosi diffusa che la riduce immobile a letto, sorda, cieca e paralizzata.
Ma da quel letto di dolore lei dichiara "Voglio vivere, lottare, sacrificarmi per tutti gli uomini." Lei ama la vita.
Nonostante le sue gravi menomazioni riesce a realizzare il suo sogno: laurearsi in medicina e così diagnosticare da se stessa la sua malattia. Nel '63 subisce l'ultima operazione.
A Benedetta non sono rimasti che un filo di voce e la sensibilità di una mano che viene usata per dialogare con l'alfabeto muto. Così le si parla, così lei ascolta e risponde.
"Donare con gioia" è il suo motto e questo trasmette a chiunque l'avvicini. E' una vera fiamma d'amore.
Nel '63 scrive ad un'amica "Il mio compito non è solo quello di guardarmi dentro, ma di amare la sofferenza di tutti quelli che vengono attorno al mio letto e mi danno o mi domandano l'aiuto di una preghiera.
Un'altra volta scrive "I giorni passano nell'attesa di Lui, che io amo come l'aria, come il sole che non vedo più ma che  percepisco il suo calore sulle mani, attraverso la finestra, e nella pioggia che scende dal cielo a bagnare la terra"
 
"Amare la sofferenza degli altri" Com'è difficile! Eppure Gesù ha fatto proprio questo: ha amato il nostro dolore, dolore che ci eravamo accuratamente costruiti con le nostre mani e la nostra superbia.


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Una vecchia foto

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Foto
 
Era il 1978. Era il mio gruppo di catechismo: !° media.
Ero convinta di avere la Verità in tutta me stessa. In tutto il mio cuore. Giovane, allegra, pensavo di conoscere il "Tu" a cui appartenevo..
Oggi, col passare degli anni, m'accorgo che sapevo poco  e che anche ora ho molto da imparare. Oggi m'accorgo di quanto sia importante Dio nella mia vita!
Ci vuole coraggio ad aprire la mia anima e cercare di rendere le mie giornate più piene di Dio.
Sorprendermi della benevolenza che Dio ha verso di me.
Perchè Dio è come trattare voi, amici miei! Dio è uno cui si può dare solo del "Tu", l'unico che fa parte interamente della mia vita, talmente tanto da far paura, cioè da sentirsi assorbita tutta, interamente, totalmente.
Gli appartemgo molto più che il mio pensiero e il mio sentimento d'amore appartenga a me: Egli è veramente il Signore del mio cuore.

 
 
 




 




















 


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Il treno delle nuvole

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E'il treno più sorprendente del mondo che passa attraverso le nuvole a 4200 m. di altezza sul livello del mare. Si trova in Argentina,L'ho visto ieri in un documentario: ne sono rimasta affascinata! Pensate: entrare nelle nuvole, respirare il loro leggero profumo, bagnarsi il viso dell'umidità  che sembreranno lacrime ma saranno fiori invisibili di felicità, perchè potrò ...allungare la mano e pensare di accarezzare Dio!
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Vangelo di Luca

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Dal Vangelo di Luca (Lc 18,15-17)
 
"Gli presentavano anche i bambini perchè li accarezzasse. Ma i discepoli vedendo ciò li rimproveravano. Allora Gesù li fece venire avanti e disse:"Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perchè a chi è come loro appartiene il Regno di Dio. In verità vi dico, chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non vi entrerà".
Chi non è bambino, nel cuore, non può riconoscere la realtà vera: il Regno di Dio è la formula con cui il Signore indica la realtà nella sua verità.
E' il cuore da bambino che dobbiamo avere.
"Signore, io non tendo a cose più grandi di me" Sal 131,1
 
Nella Lettera ai Filippesi di H. Schlier ad un certo punto dice: "Niente è così difficile come la devozione alla realtà, cioè annunciare il Vangelo (il senso della realtà) senza considerazione per se stessi (senza affermare se stessi) e senza badare a quello che dicono o pensano gli altri, ma la realtà nella sua verità.
 
 
O Signore, aiutami a vivere col cuore da bambino, perchè io abbia a penetrare di più la verità nella realtà, ad annunciare il Vangelo della realtà, il senso della realtà che sei Tu, a conoscere sempre di più Te unico, solo e vero Dio e Colui che hai mandato, Gesù Cristo.

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Senso del vivere

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L'unico senso del vivere, l'unico contenuto del tempo e ciò per cui vale la pena vivere è udire la voce del Signore, riconoscere la verità del Signore e renderla operante nella propria vita e nella storia degli uomini.
 

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