Passato di Dietrich Bonhoeffer

mercoledì 27 febbraio 2013

 
Come affonda il sole sempre
   più rapido nel mare
quasi attratto dall'oscurità
così affonda e affonda e affonda
senza sosta
l'immagine tua nel mare del passato
ed è sepolta in poche onde.
Come si perde il respiro caldo
nella fresca aria del mattino
così mi strugge la tua immagine
sicchè il tuo volto, le tue mani, la tua figura
non le conosco più.
Un sorriso, uno sguardo, un saluto mi appare
ma anche questo si sfa
si dissolve
è senza consolazione, senza vicinanza
è distrutto
è ormai soltanto passato.
 
Vorrei respirarlo io, il profumo del tuo essere
assaporarlo, restarvi dentro
come un caldo giorno estivo
   i fiori pesanti invitano ospiti le api
e le inebriano
come si sbronzano
  di ligustri vagabondi notturni
ma una brusca ventata distrugge profumo e fiori
e io sto come un folle
innanzi a ciò ch'è svanito - passato.
 
E' come se con tenaglie roventi a pezzi
mi si strappasse la carne
mentre tu, o mia vita passata, ti dilegui.
Furiosa ostinazione ed ira m'assale.
Lancio nel vuoto domande insensate, vane.
Perchè, perchè, perchè? mi dico sempre.
A Te sempre io m'affido.
 
Ma la notte è saggia e potente
più saggia di me e più potente del giorno.
Ciò che non può alcuna forza terrena
dove pensiero e senso, ostinazione
e lacrime falliscono - questo
la notte a piene mani
versa su di me.
Intatta dal tempo astioso
pura, libera e intera
il sogno a te mi porta
te, passato, te, mia vita
te, giorno trascorso, te trascorsa ora.
Alla tua presenza
nel cuore della notte mi sveglio
e mi spavento:
Sei di nuovo perduta?
Cerco te eternamente invano
te, il mio passato, il mio?
Tendo le mani
e prego
e sperimento il nuovo:
il passato ritorna
come il pezzo più vivente della vita
per il grazie e per il pentimento.
Colgo nel passato perdono e bontà di Dio
prego che Dio mi custodisca, oggi e domani.