La leggenda di Ninfa

giovedì 21 febbraio 2013

 
 
 Ninfa era una bellissima principessa che viveva con il padre nel castello sul lago, alle pendici dei monti Lepini, nel Lazio. La vita era dolce per lei, ma a poca distanza, in direzione del mare, esistevano grandi paludi infestate di malaria e zanzare, che rendevano impossibile ogni forma di vita.
Il padre di Ninfa desiderava ardentemente bonificare quelle terre. Allora convocò i due re confinanti: Martino, il buono, che Ninfa segretamente amava, e Moro, il malvagio re stregone.
Il re disse loro che avrebbe concesso Ninfa in sposa a colui che avesse prosciugato le paludi.
Martino si fece in quattro per costruire canali e opere d’ingegno, ma inutilmente, e non riuscì a sconfiggere la palude. Moro, invece, non fece niente, e solo nell’ultimo giorno assegnato dal re, con una magia prosciugò la palude. Ninfa allora, per non andare in sposa a Moro, si gettò nel lago e scomparve per sempre nelle acque.


I giardini di Ninfa, in provincia di Latina, sono oggi proprietà privata della nobile famiglia Caetani, la potente casata che annovera tra i suoi avi anche un Papa: Bonifacio VIII, che visse ai tempi di Dante.

Ricchi di fiori di ogni tipo e ruscelli, i giardini di Ninfa., attraversati da un limpido ruscello, sono oggi visitabili ogni prima domenica del mese. Vengono utilizzati per tenere concerti di musica classica e talvolta per girare film. La leggenda racconta che sono bellissimi perché la principessa, che vive ancora lì, accarezza ogni giorno le piante e i fiori.