Rilke - Il libro d'ore

lunedì 18 febbraio 2013

 
 
Mi sono risvegliato, come solo mi accadeva da bambino,
così sicuro e fiducioso,
dopo ogni notte e ogni angoscia,
di poterTi nuovamente contemplare.
Io so, se appena il mio pensiero Ti misura,
quanto profondo e lungo e quanto vasto-:
ma Tu sei, sei e sei,
e il tempo trema attorno a Te.
 
Nello stesso istante, m'accade come fossi
bambino, giovinetto e uomo, e poi più ancora.
Lo sento: l'anello solamente è ricco,
per come torna su di sè.
 
Ti rendo grazie, Tu profonda forza,
che crei con me più lieve sempre,
come se fossi Tu al di là di mille mura:
la fatica semplice del giorno mi è più piana, adesso,
ed è come sarebbe un sacro volto
per le mie mani oscure.