La Brughiera di Rainer M. Rilke

sabato 19 gennaio 2013

Un'ora sul confine del giorno,
e la terra è a tutto preparata.
Ciò che ardentemente vuoi, anima mia, puoi dirlo.
Sii brughiera; e tu, brughiera: sii vasta.
Abbi antichi, antichi tumuli,
che si innalzino ma appena si distinguano
quando va la luna sulla piana
terra già dimenticata da gran tempo.
Silenzio, datti un volto. Dallo.
Alle cose (è l'età per loro, della fanciullezza,
e saranno pronte al tuo comando).
Sii brughiera, sii brughiera, sii brughiera,
e verrà, chissà, quel vecchio ancora
che a fatica io distinguo dalla notte,
e porterà la sua grandiosa cecità
nella mia casa in ascolto.
Lo vedo, siede e pensa,
a nulla che sia al di sopra di me, nè fuori di me;
per lui, tutto è già dentro:
cielo, brughiera e casa.
Solo i canti, per lui, sono perduti,
e mai più li inizierà:
da mille e mille orecchie
li hanno bevuti il tempo e il vento:
dalle orecchie dei folli.
Eppure: così mi appare,
come se ogni canto in me per lui,
profondamente trattenessi.
Tace, lui, dietro la barba tremolante,
e vorrebbe tornare ad ottenersi
nelle proprie melodie.
Eccomi: arrivo ai suoi ginocchi:
i suoi canti, in lui, di nuovo:
scorrono, scosciando.




Agli amici e care amiche che mi hanno fatto compagnia auguro buon fine settimana!
Io per un po' "vado in vacanza"
Abbracci a tutti!