I santi re magi (Leggenda) R. Maria Rilke

giovedì 3 gennaio 2013

 
Un giorno,quando al limitare del deserto
sè dischiuse la mano del Signore,
come un frutto aperto al tempo estivo
annuncia il nocciolo che ha dentro,
accade un prodigio: da lontano
s'incontrarono e si scambiarono saluti
tre re e una stella
 
Tre re di lunga strada
e la stella che ovunque sovrastava
si mossero concordi (pensa!):
un re alla destra e uno alla sinistra,
alla volta di uno stabbio silenzioso.
 
Che cosa non portarono con sè
alla stalla di Betlemme!
Echeggiava vasto intorno ciascun passo
e colui che un morello cavalcava
comodo sedeva nel velluto.
Chi andava alla sua destra
era un uomo rivestito tutto d'oro,
e che stava alla sinistra cominciò -
in gesti ripetuti tintinnando,
uno squillo e un altro squillo facendo risuonare -
 da un oggetto argenteo a forma tonda,
a spandere un azzurro fumo intorno.
 
Rise, allora, la stella sopra loro,
e corse avanti e si fermò alla stalla
e disse a Maria:
 
Un pellegrinaggio io ti sto portando
da grandi lontananze a questo luogo.
Tre re molto potenti,
pesanti d'oro e di topazi -
e scuri, torbidi nel loro paganesimo:
ma non ti spaventare più del giusto.
Tutt'e tre hanno in casa
dodici figlie e nessun figlio,
e ti pregano così di dare il tuo
come un sole al blu del loro cielo,
come gioia calda al loro trono.
Ma non devi credere davvero
che il tuo figlio abbia il destino
di diventare un principe brillante,
e neppure uno sceicco dei pagani.
 
Pensa, il cammino è vasto,
Vagano da tanto, come pastori,
e nel frattempo il loro regno
come un frutto maturo cade
a Dio sa chi nel grembo.
E mentre qui, come vento caldo d'occidente,
alita il bue nel loro orecchio,
già tutti forse son poveri,
oppure come senza testa.
Fa' luce tu col tuo sorriso
per questo sul confuso
mondo ch'essi sono, offri tu
il tuo viso verso oriente, e il tuo bambino;
là è disteso in linee azzurre
ciò che ognuno di loro vuole darti:
il paese di Smeralda e di Rubinia.
 e la valle del Turchese.