Memoria di Santa Maria in sabato

sabato 31 agosto 2013

 
 
Che cosa non ci darà mai
chi ama tanto da dare
e può dare tutto ciò che vuole?
(Teresa d'Avila)
 
Figlio, Tu sei la mia gioia.
Non solo perché ne sei l'origine
ma anche perché la mia gioia
è origine di Te.
Quando sgorga in me la gioia
pura di esistere
quando il mio cuore tocca
la fonte originaria della vita
là io trovo Te.
Sei figlio di quella gioia
da quella gioia Tu nasci.
Tu vite io tralcio
stessa piante stessa vita
unica radice una sola linfa.
Tu in me e io in Te
come figlio nella madre
madre nel figlio.
Tu Amore assoluto
Amore indissolubile
Amore disarmato.
Io già pura per la Tua parola
io resa libera
ala leggera
al soffio dello Spirito.
Tu di me
mio Dio contadino
Ti prendi cura, fatichi, studi
intorno alla pianta della mia vita
usi intelligenza e forza
per farmi fiorire e fruttificare
per portare a pienezza la mia esistenza
qui, ora, sulla terra e in eterno.
Perché la Tua gioia sia in me
e la mia gioia sia piena:
questo vuoi da me
Tu, Dio ortolano.
Non sofferenze, non sacrifici
non amputazioni ma più vita
non colpe non pesi
non mali non rassegnazione.
Dio che non mi chiedi
un prezzo da pagare
perché hai pagato Tu
tutto per me in anticipo.
Dio il cui nome è gioia
e libertà e pienezza.
La vite sofferente non porta buon frutto.
La vite curata è rigogliosa e bella
dà acini gonfi come gonfio è il mio ventre
esplode di vita tracima di gioia
che altri proveranno
gustando il suo dolcissimo succo.
 
(Marina Marcolini: Per voce di donna)

Grygiel La voce nel deserto

giovedì 29 agosto 2013

 
 

Per ognuno di noi Dio nel Suo Verbo ha pensato un ruolo unico e irripetibile da svolgere sulla scena di questo mondo. Questo ruolo ognuno deve svolgerlo per gli altri in modo santo e immacolato così che, diventando loro amico e prossimo, insieme con loro si identifichi con il pensiero concepito riguardo a ciascuno di noi da Dio prima della creazione del mondo.(Ef 1)

 
Dietro ogni uomo vanno le sue azioni.
Con esse ognuno esce dalla scena di questo mondo che passa, ma attraverso di esse rimane nella memoria di quanti su quella scena ancora non hanno finito la loro parte.

Rimane in loro come pietra d’inciampo o come aiuto.

 
Uscire dall'estraneità e tendere verso la prossimità fino all'identificarsi con l'altro, ecco la storia del divenire "la persona".
Ma è questo "l'altro", che ci risveglia, che deve farsi prossimo del primo, di noi. Il buon Samaritano è lui che si è avvicinato all'abbattuto dai ladri, privo di conoscenza; il buon Samaritano si è avvicinato. Chi è il prossimo era la domanda. La risposta data fu: "va e fa anche tu in un modo simile".
 
Ama il prossimo tuo....
 

Santuario di Nostra Signora di Laghet (Nizza)


 
Una delle mie cognate, trascorre le vacanze al mare, dove ha una casa vicino a Nizza. Lo scorso anno ha scoperto questo Santuario, tenuto dai Carmelitani in precedenza e ora dalle suore Benedettine e ne è rimasta affascinata tanto da farlo conoscere anche a me. (in dépliant!)
Qui Maria è venerata fin dal xv secolo.


Nostra Signora di Laghet Maria Madre di Cristo e nostra Madre,
nostra guida e nostro sostegno nel pellegrinaggio della vita,
noi accorriamo con fiducia a implorare il tuo aiuto.
Per la tua intercessione, che tuo Figlio conceda:
ai cristiani l'unità della carità,
ai giusti la perseveranza,
alle anime tristi la consolazione,
ai cuori afflitti il coraggio e la fiducia,
ai malati la salute,
ai peccatori il pentimento e il perdono,
a tutti i defunti la piena purificazione e la risurrezione,
e a tutti noi Madre di ogni grazia,
la tua materna protezione!
Adesso donaci Gesù
e nell'ora della nostra morte sii nostra avvocata presso di lui.
Al cielo noi di diremo eternamente la nostra riconoscenza
Amen

Ultimi giorni d'agosto

mercoledì 28 agosto 2013




 Dopo aver cenato e riordinato la cucina, mi sono rimessa nel letto.
Questi ultimi giorni d'agosto sono faticosi. La mia testa è come se fosse vuota e molto pesante.
Sto prendendo delle medicine...
Al capolinea arrivano gli audaci del sorriso...dove mi fermerò oggi che sorrido a fatica?
Dalla solita finestra aperta sta scendendo la sera.
Guardo il signore dell'ultimo piano che, solo, sta fumando una sigaretta.
Le luci nelle case cominciano ad accendersi. Entrano sbuffi di aria fresca e io medito in questa quiete irreale.
Di colpo ho paura. La Siria. La guerra. Come posso credere che tutto ciò di cui si parla, possa accadere?
Come posso pensare alle case in polvere, ai vetri sbriciolati? Come potrebbe la luce non accendersi più?
Qui, no.
Non posso, non voglio pensarci.
Il mio scenario è troppo pieno di pace, anche se i toni delle voci del televisore sono agitati.
Ora sono immersa nella contemplazione del mio angolo di mondo che Lui mi ha donato.
Fuori c'è Lui.
L'ultima ombra d'angoscia fugge via.
Ora è il momento della preghiera.
Maria, Madre tenerissima donaci la speranza di un mondo di pace.

Emergenza uomo: John Waters sul tema del Meeting

martedì 20 agosto 2013



 
Senza riscoprire il rapporto con il Mistero la vita diventa insopportabile
“Mi sento amato da Cristo. Senza questo amore, la vita sarebbe insopportabile”. John Waters racconta la sua esperienza, paragonandola con il titolo del 34° Meeting per l’amicizia fra i popoli: ‘Emergenza uomo’. Racconta la vita, la sofferenza, la dipendenza dall’alcool e il riscatto, nella riscoperta della bellezza della realtà nel rapporto con il Mistero.
John Waters parla di un’umanità che ha rinunciato a Dio, nella presunzione di poter fare tutto da sola. Ricorda che papa Benedetto XVI, ospite a Berlino del Bundestag, ha parlato del “bunker che l'uomo ha costruito per se stesso per viverci”. “Un bunker senza finestre – afferma Waters – che funziona secondo la logica del positivismo. Ogni cosa dev’essere dimostrabile, verificabile. Non c’è spazio per il mistero”. Questo bunker esiste nella quotidianità, nell’educazione, nella politica, nella cultura popolare, nel mito. Nel bunker l’uomo si sente al sicuro. “Il bunker elimina la sorpresa – continua il relatore - chiudendo fuori i misteri incomodi dell'esistenza. Siamo convinti di essere i padroni delle nostre esistenze e dei nostri destini. Nel bunker l'uomo finge di non essere una creatura ma il padrone di se stesso”.
La storia dell’umanità, però, mostra che la vita per sostenersi necessita di più di quanto l'umanità sia capace di immaginare o generare. C’è nel cuore dell’uomo il bisogno di mantenere uno sguardo sull’infinito, sull’eterno. Tutto ciò che l'uomo può creare sono false speranze che lo sostengono per un istante per poi dissolversi, lasciandolo a cercare di afferrare affannosamente la prossima speranza. Per questa ragione, per raggiungere il dominio sulla realtà, l'uomo moderno ha cercato di soffocare il suo stesso spirito.
“Immaginiamo che la distruzione del sacro nella nostra cultura sia una funzione del cammino del tempo – sostiene Waters –ma il problema della fede nella cultura moderna non è dovuto ad una mancanza di evidenza ragionevole, ma all’incapacità di usare i fatti disponibili per rafforzare al massimo la ragione e la distruzione della religione". Perciò è molto più seria della distruzione di un’impalcatura morale o identità culturale. Equivale alla perdita della capacità di vivere con misteriosità, di guardare al mondo con stupore, “ma soprattutto di mantenere la visione che permette alla persona umana di vivere pienamente, di sperare e desiderare ardentemente il destino umano totale”.
Ecco che cos’è l’emergenza uomo che il Meeting pone al centro della riflessione e del confronto: “L’uomo ha pigramente parcheggiato Dio in un angolo - dice Waters - lo ha banalizzato. E così facendo mettiamo da parte la domanda sul nostro destino”. La questione di Dio sembra non importare più perché non riguarda la vita reale. Invece, l’esperienza del giornalista e scrittore è diversa: “La dipendenza dall’alcol e lo sforzo per uscirne mi ha reso consapevole del fatto che io ero creato, che io ero dipendente, che io non mi ero fatto da me. Che io ero mortale, ma infinito nel mio desiderio. E ho incontrato delle persone che avevano fatto un viaggio simile e che mi hanno detto: la risposta alla tua domanda è Dio”.
L’uomo deve imparare a uscire dal bunker, ma soprattutto deve sperimentare nella vita di ogni giorno, nell’istante, la familiarità con Cristo nell’amore a se stesso e agli altri. Deve tornare ad avere una fame inesauribile per la vita e per il vivere. “Solo per il fatto di essere qui, in qualche modo, mi sento amato – confessa Waters - Io ho avuto questa sensazione per tutta la mia vita, ma non ero consapevole di esserlo fino a poco tempo fa. Lo davo per scontato o trattavo questa sensazione di serenità e di pace che mi veniva data, come un fenomeno naturalistico. Avevo una comprensione dell’amore di Dio, ma come qualcosa di astratto, distante. Senza questo senso di amore di cui parlo la vita sarebbe insopportabile e niente nel bunker sarebbe capace di proteggermi”.

Donare un sorriso! di Faber

sabato 17 agosto 2013




Per me è il più bel sorriso che mi sia stato donato!

 

Donare un sorriso
Rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve

Senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
Da poterne fare a meno
Né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
Da sostegno nel lavoro
Ed segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
Rinnova il coraggio nelle prove,
E nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
Sii generoso e porgigli il tuo:
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come colui che non sa darlo.

Palio dell'Assunta

venerdì 16 agosto 2013


 
 
Oggi si è corso il Palio dell'ASSUNTA (a Siena)
La corsa del Palio prende il nome, e non solo a Siena, dal premio: il Palio, dal latino pallium (mantello di lana), era in genere un drappo di stoffa molto pregiata che veniva utilizzato per gli scopi più svariati.
A Siena, in genere, era destinato alla chiesa del rione vincitore. Poteva essere utilizzato sia come arredo per la chiesa stessa, o per altri scopi analoghi. Un pallium cinquecentesco sembra abbia decorato fino a non moltissimi anni fa l'altare della Chiesa di San Giuseppe, della Contrada Capitana dell'Onda. Questo avveniva perché, ai loro albori, le Contrade si appoggiavano per le loro riunioni alle Parrocchie o alle compagnie laicali che sostenevano e supportavano gli ordini monastici.
È comprensibile come, in caso di vittoria, il premio venisse regalato alla Chiesa del rione, sia per riconoscenza sia per devozione.
Circa una settimana prima del Palio viene presentato il Drappellone che il Comune ha commissionato ad un artista locale (nel caso del Palio di luglio) o di fama internazionale (nel caso del Palio di agosto o di uno straordinario).
L'iter che un artista deve seguire nella realizzazione del Palio è rigido: si deve rispettare una precisa iconografia che prevede alcuni simboli sacri, in quanto il Palio di luglio è dedicato alla Madonna di Provenzano e quello di agosto all'Assunta.

una giornata particolare

giovedì 15 agosto 2013

 anniversario di Alessandro

 Paolo bagna le piante da Valeria

 Valeria, ci aspetta sempre!

Ma noi che abbiamo bisogno di sì grandi Misteri - quante volte da lutto sboccia un progresso beato -: potremmo mai essere, noi, senza i morti? ( Rainer Maria Rilke)
 
 
Oggi che festa sarebbe se non mi fossi ricordata di loro? Manca la fotografia della tomba del piccolo Luca, ma proprio in quel momento la macchina fotogr.  si è inceppata. Il nostro cuore è stato anche con lui! 
 
 
 
Io sono un vaso
nata per contenere
e più trabocco d'amore
più divento capace
ma un vaso a che serve
se non per dare?
 
Sul tuo corpo giovane sono impressi anni
di cure, di offerte, di sorrisi
su di te è incisa la mia vita:
occhi che vegliano e rassicurano
mani che lavano
mani che accarezzano
mani che ti hanno levigato
con l'amore.
 
Effatà!
Soffio di vento?
Talita Kum!
Rombo di tuono?
Abbà!
Balbettio di bambino?
 
Non piangere!
Niente è perduto per il Dio dei viventi.
Di vita in vita!
E nessuno è mai solo.
 
Mio Signore amante della vita!
Forte e vicino come madre a bambino!
(Marina Marcolini)

A Maria SS. di Marina Marcolini

mercoledì 14 agosto 2013

 
Maria, terreno sorgivo dell'essere, salute a Te!
Benedetta Tu fra tutte le donne
e benedette tutte le donne fra le quali Tu sei!
Donna è il nome della creatura nuova
che apre gli occhi allo stupore
di una vergine alba di marzo
e comincia col sorriso a conoscere il mondo.
Limpidezza di bambina negli occhi grandi
nelle braccia spalancate a raccogliere il sole
nel corpo nudo baciato dalla terra e dal cielo.
Donna, strada e letto e grembo
vuoto e pienezza di chi è aperto per ricevere e dare
di chi non cammina solo
ma sui suoi piedi pesa per due
e vivo vive di due vite
con un frammento di cielo annidato
dentro la carne.
Dolce carne fatta Cielo
da amare
e dare vita a Dio!
 
 
 
A volte faccio fatica a comprendere quanto Maria sia grande! La sera quando il sonno cerca di chiudere i miei occhi penso a Lei e Le chiedo riparo sotto il Suo manto! Di cullarmi in quelle Sante braccia che hanno cullato Gesù. Lei, l'Avvocata nostra, che protegge i miseri, consola gli afflitti ed è rifugio dei peccatori è la nostra strada verso Gesù.  Buona festa Madre nostra amata!

Il momento della Festa.

lunedì 12 agosto 2013

 
Nei giorni scorsi, sfogliando una delle mie agende, ho trovato questa fotografia di Valeria nel giorno della sua Prima Comunione.
Il mio cuore è lieto perché ti ho vicino.
 
 
Domenica: il giorno della Festa.
La Festa che nasce dall'Amore perchè
chi è capace di amare, generalmente ha il cuore in festa.
 Fare festa per me vuol dire pensare 
all'incontro con Dio, con Gesù Eucarestia.
 So che mi preparerò in fretta per non fare tardi, sapendo che il Signore mi aspetta.
Lui veramente mi aspetta tutti i giorni. Io però non esco volentieri, ora per il caldo...poi...ci sarà una ragione nuova, ma la domenica, la domenica è la felicità.
A pranzo ci siamo tutti, grandi e piccoli, e questa è una parte della gioia, poi appunto la Messa con l'Eucarestia:
il fondamento e il culmine di tutta la vita.

 
O Gesù, ricordo di dolcezza
Sorgente di forza vera al cuore
Ma sopra ogni dolcezza
Dolcezza è la Sua Presenza.


Nulla si canta di più soave
Nulla si ode di più giocondo
Nulla di più dolce si pensa
Che Gesù, Figlio di Dio.


Gesù, speranza di chi ritorna al bene
Quanto sei pietoso verso chi Ti desidera
Quanto sei buono verso chi ti cerca
Ma che sarai per chi ti trova?

Gesù, dolcezza del cuore
Fonte viva, luce della mente
Al di là di qualsiasi gioia
E qualsiasi desiderio.


La bocca non sa dire
La parola non sa esprimere
Solo chi lo prova può credere
Ciò che sia amare Gesù.


Gesù Re ammirabile
E nobile trionfatore,
Dolcezza ineffabile,
Totalmente desiderabile!


Rimani con noi Signore
E illuminaci con la Tua luce,
Dissipa l’oscurità della mente;
Reso puro, riempimi di dolcezza!

Quando visiti il nostro cuore,
Allora brilla su di esso la verità,
Perde valore la vanità del mondo
E dentro arde la Carità.


Riconoscete tutti Gesù,
Chiedete il Suo amore,
Cercate ardentemente Gesù,
Infiammatevi nel cercarLo!


Gesù fiore di Madre Vergine,
Amore della nostra dolcezza:
A Te la lode e l’onore della potenza
E il Regno della beatitudine.


Gesù, suprema bontà,
Gioia straordinaria del cuore,
E insieme tenera benevolenza:
La Tua Carità mi strugge.


Vedo già ciò che ho cercato
Possiedo ciò che ho desiderato;
Languo d’amore, Gesù,
E ardo tutto in cuore.


O Gesù mio dolcissimo
Speranza dell’anima che sospira
Ti cercano le lacrime pietose
E il grido del profondo dell’animo.


Sii, o Gesù, la nostra gioia,
Tu che sarai l’eterno premio;
In te sia la nostra gloria
Per ogni tempo.

Amen.
 


Vocazione da: "Il Tempo e il Tempio di L. Giussani-

sabato 10 agosto 2013

 

 
L'Amore non è un'avventura.
Ha il sapore di tutto l'uomo.
Ha il suo peso specifico.
E' il peso del suo Destino.
Non può durare un solo attimo.
L'eternità dell'uomo passa attraverso l'Amore.
Si trova perciò nelle dimensioni di Dio.
Soltanto Lui è infatti Eternità.
(Carol Wojtyla)



 
Vocazione è innanzitutto la vita dell'uomo che è colpito dall'iniziativa di un Altro, e dunque la vocazione è la vita che diventa risposta all'iniziativa di un Altro, che entra nella vita in un incontro storico e che si rivela attraverso circostanze di spazio e di tempo, con una pretesa di significato e con una promessa di felicità e di pienezza per la vita dell'uomo toccato.Il coinvolgimento di Dio con la vita dell'uomo si attua sempre in un punto preciso, carnale, nel tempo e nello spazio. Un punto carnale in cui il Mistero irrompe, di cui il Mistero è Signore: questo è il Tempio. Il primo Tempio di carne che Dio si è scelto è stata la Madonna. Poi, Dio ha scelto quel flusso di uomini che è nato da quei primi dodici e che ha investito la storia di generazione in generazione, e che acquista un nome, un volto: la Chiesa. Ma il Tempio acquista una capillarità ancora più grande. I terminali capillari di questo luogo sono la famiglia, il convento, il monastero, la casa. Luoghi fisici, definiti dal tempo e dallo spazio, in cui chi vive è chiamato a essere profeta .
 È vivendo in questo luogo, è accettando una forma fisica definita da particolari, da circostanze di spazio e di tempo, che la vita dell'uomo preso da Cristo, diventa strumento e segno della Sua presenza
 Perchè facciamo così fatica a vivere? Facciamo fatica a vivere perché la realtà non è nostra, la fatica è semplicemente il segno che la realtà non è tua, perché se fosse tua non faresti fatica, faresti quello che ti pare. Invece non è tua, è di un Altro.
 Allora, bisogna guardare a questo Altro, soprattutto quando questo Altro viene incontro, e bisogna guardare le cose stesse attraverso questo Altro.
 "Quando guardi la tua ragazza, al fondo della tua ragazza che cosa c'è? Di che cos'è fatta?"
Al fondo di tutte le cose, c'è il Signore. Se vuoi stare insieme alla tua ragazza, devi guardarla così, altrimenti non resisti.  Infatti, la gente non riesce più a stare insieme, arriva ad un punto tale che qualsiasi parola che si dice è un pretesto per litigare.
La vita ci è data per essere vissuta, può essere piena di senso e di gusto..S.Tommaso dice: "La vita dell'uomo consiste nell'affetto che principalmente lo sostiene, e nel quale trova la sua più grande soddisfazione".
Quindi, per capire che tipo di popolo siamo sono da fissare e da scoprire le cose che amiamo e come le amiamo. Questo è il criterio che definisce un popolo: un uomo e una donna che si sposano, una famiglia, un convento di frati, un monastero di monaci, un popolo come quello medievale, o un popolo come quello del Quattrocento, del Cinquecento, del Seicento, dell'Ottocento, del Novecento, un popolo come quello del Duemila, che è scristianizzato come quando Cristo venne. Come quando Cristo venne: noi siamo al livello dello stupore di Andrea e Giovanni, l'inizio.

 



Filigrana

mercoledì 7 agosto 2013

 
E' una giornata in cui non si vede il sole, ma lo si sente.
Sto aspettando la pioggia. Ho persino pregato per qualche goccia che ci rinfreschi il viso. Mi hanno detto che non è peccato pregare per avere un po' di pioggia! Speriamo sia vero.
Sono sotto al portone di casa: aspetto Francesca: mi dovrebbe aiutare a riordinare la casa di Ada intanto che lei è al mare.
Una sorpresa, speriamo!
Sono attirata da un foglio di carta appallottolato. Lo raccolgo incuriosita e vado verso il bidone della carta.
Lo distendo: niente. Un foglio bianco. Lo riaccartoccio...un improvviso riflesso di luce mi fa intravvedere qualchecosa. Alzo il foglio verso il cielo. Lo tengo disteso. Nel foglio bianco compare uno stupendo volto di Cristo: una filigrana.
E..,. adesso? Intanto è arrivata Francesca. Le mostro il foglio.
Lei non vede niente! Ma come? Adesso andiamo in casa e lo stiriamo.
Le faccio perdere un po' di tempo.  Pazienza, poi sarà contenta!
Intanto penso che anche per tutti noi è così. Se guardi a fondo la persona che hai vicino, su di ogni viso compare lo stupendo volto di Cristo.
 
L'uomo. Ogni uomo, è una filigrana preziosa!
 
 

Nettezza Urbana Riflessione

martedì 6 agosto 2013


Novara pulita! Siamo bravi: il 75% della raccolta differenziata fa della nostra città, una delle più pulite.
Alle sei del mattino il rumore dei camion della N.U. ci sveglia. Sono già al lavoro: per tutti noi. I furgoni del Comune sono tanti e sono sempre ricolmi. Come i bidoni che sono stati messi nei nostri cortili. Bottiglie d'acqua minerale, scatole di cioccolatini, cartoni della pizza e innumerevoli resti di pranzi e di cene. Ogni rifiuto ha il suo bidone. Attenti a non sbagliare!
E i furgoni del Comune ci incrociano sempre più ricolmi.
Quante merendine, quanti gelati, e poi ci sarà il pranzo, la merenda, la cena!
In mezzo alla strada c'è un tubetto di Alka Seltzer. Sta proprio male.  Raccogliamolo e buttiamolo nell'apposito bidone.
Sul giornale avevo letto che oggi due uomini su tre, come del resto tutti gli altri giorni, hanno mangiato poco o niente. Il terzo ha preso l'Alka Seltzer!
 
 

Disattenzione

lunedì 5 agosto 2013

 
Signore il caldo mette a dura prova la mia attenzione. Il Sacerdote predica, ma la mia mente è altrove.
Allora Ti osservo: com'è triste il Tuo sguardo, com'è stanca la Tua testa reclinata, com'è freddo il Tuo corpo ferito. Io guardo Te che sei proprio lì,  vicino all'ambone, da dove si sta predicando.
Io ascolto e non ascolto. Mi pare di vederTi sorridere dolcemente di fronte alle divagazioni inutili che questo pover'uomo è capace di raccontarci sulla Tua vita terrena. Io mi agito, vorrei intervenire, ma Ti guardo e mi sembra che Tu mi voglia dire di essere meno intransigente. Forse avrà caldo anche lui, con tutti quei Paramenti!
Verrà il tempo in cui ogni cosa sarà rimessa per sempre al suo posto. E il giorno in cui apparirà la parola fine, tutto comincerà finalmente nel modo giusto. Il Tuo viso, triste, i Tuoi occhi chiusi per secoli si scioglieranno, aprendosi in una fresca risata e allora mi spiegherai il motivo vero per cui hai voluto da me un tentativo di pazienza o meglio ogni cosa sarà subito chiara e rideremo insieme di me. Intanto però puoi aiutarmi a sorbirmi la predica santamente? (E' proprio predica non omelia!)

Venga il Tuo regno, Sia fatta la Tua volontà.

domenica 4 agosto 2013

 
Signore,
Tu non cerchi un regno per Te;
Tu non hai una volontà per Te;
la Tua volontà è solo per noi.
Tu vuoi che si sappia
che Tu sei Padre, perché noi diventiamo fratelli, vincendo le barriere dell'egoismo, della prepotenza, del "ma Lei non sa chi sono io?".
Tu vuoi che il Tuo regno di pace si instauri tra noi.
Nei palazzi dei potenti, nel Parlamento, nelle strade...
Tu vuoi che il Tuo regno conquisti le fabbriche dove il proprietario vuol licenziare e l'operaio non può farsi mettere fuori...perché l'operaio ha bisogno del suo lavoro, altrimenti che ne sarà della sua famiglia, del suo domani? Tu non vuoi che il Tuo regno diventi un ospizio dove ricoverare i genitori che non servono più...
Tu vuoi che il Tuo Regno si veda tra noi in famiglia, per strada... in tutti quei posti dove le persone s'incontrano, anche qui nei blog! Signore oggi questa è la nostra preghiera!

Una scelta senza ritorno

venerdì 2 agosto 2013


 
Senza sosta, o Cristo, mi interpelli e mi domandi:"Tu, chi dici che io sia?"
 
Tu sei Colui che mi ama fino alla vita che non finisce.
 
Il no che è in me, Tu lo trasformi ogni giorno in un sì. Tu da me non vuoi le briciole, ma l'intero pane.
 
Tu sei Colui che ogni mattino, quando i miei occhi ancora non vedono la Bellezza in cui vivo, mi mette l'anello del Figliol prodigo, l'anello della festa. E mi dici "seguimi".
 
E tuttavia senza averTi veduto ti amo.

Agosto

giovedì 1 agosto 2013



A tutti l'augurio di trascorrere felicemente questo nuovo mese d'agosto!