Presentazione al Tempio

venerdì 28 dicembre 2012

 
 
 
Dal Vangelo di Luca:
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dello Spirito Santo, si recò al tempio: e mentre i genitori vi portavano il Bambino Gesù per adempiere la Legge, Lo prese tra le braccia e benedisse Dio.
 
Carlo Maria Martini Spiega:
 
"Cerchiamo, prima di tutto, di capire l'umanità di questo incontro.
E' la scena di un vecchio che abbraccia un bambino, di due generazioni - in qualche maniera - che si passano la fiaccola. Il vecchio abbraccia il bambino, e abbracciando il bambino sa di abbracciare il proprio futuro. E' contento di questa visuale che tra le sue braccia gli rappresenta la continuità della sua vita. Lui ha sperato, ha creduto: ora la sua speranza è qui, piccola come un bambino, ma piena di vitalità e di avvenire.
L'episodio ha in sè qualcosa di profondamente umano: l'uomo che gioisce che altri continuino la propria opera; l'uomo che gioisce del fatto che, pure nella propria decadenza, vi sia un risveglio, un rinnovamento, qualcosa che vada avanti.
Se il brano ci insegnasse anche soltanto questo, sarebbe già molto valido per la vita. Non è facile infatti che il vecchio che è in noi accolga il bambino, il nuovo. c'è piuttosto il timore che il bambino non potrà continuare, che non vorrà seguire lo stesso ideale, che tradirà, che addirittura, che prenderà il posto mettendo da parte il vecchio.
Il vecchio Simeone che abbraccia un bambino è una cosa grande, è una cosa importante perchè rappresenta ciascuno di noi di fronte alla novità di Dio.
La novità di Dio si presenta come un bambino e noi, con tutte le nostre abitudini, paure, timori, invidie, preoccupazioni, siamo di fronte a questo bambino, alla novità di Dio. Lo abbracceremo, lo accoglieremo, gli faremo spazio?
Questa novità entrerà davvero nella nostra vita o cercheremo di mettere insieme vecchio e nuovo cercando di lasciarci disturbare il meno possibile dalla presenza di dio?"".
 

Un primo momento di preghiera:"Signore, fa' che Ti accolga come il nuovo della mia vita, che non abbia paura di Te, che non Ti misuri con i miei schemi, che non Ti voglia incasellare nelle miei abitudini mentali; che mi lasci trasformare dalla novità della Tua presenza.

Fa' o Signore, che, come Simeone, io Ti accolga nella Tua novità, in ogni cosa che vibra  intorno a me sia che sia buona, vera e nuova. Che io Ti accolga in tutte le persone di questo mondo, specie nei bambini, in ogni fermento di novità che Tu metti nel mio cuore.

L'immagine del vecchio che abbraccia il bambino mi è particolarmente cara perchè mi ricorda Paolo con Elena prima, e con Giacomo e Francesco poi: li teneva proprio come sono, qualcosa di estremamente fragile e prezioso.

E poi il Dio Bambino mi sembra la più bella delle invenzioni d'amore del Creatore dell'universo.