Prima neve 2012

venerdì 14 dicembre 2012

 
 
 
Ecco arrivata la prima neve! Dalla finestra della mia camera i rami della piccola quercia sono ormai privi di foglie ma un tenero, soffice, manto bianco li ricopre dando loro un aspetto magico!
Penso allora ad un bimbo che vede la neve per la prima volta e stupito da tutto quel candore non osa muovere un passo per paura di "rovinare" quella meraviglia! E poi si divertirà a giocare con le sue impronte! Ecco la semplice felicità! Anche a me piace la neve. Mi piace il silenzio che avvolge tutte le cose. E' un silenzio fatto di Dio. Ho cercato nel mio cuore parole che parlassero di gioia e di neve, ma in questi giorni pieni di pensieri, non trovo quelle giuste e allora:          

"Quando sei li, alla finestra, e cominci ad osservare lo scenario che hai dinnanzi ai tuoi occhi:
tutto diventa rallentato, leggero, pulito, fermo, immacolato.
Avverti quanto sia caldo il tuo repiro
Senti chiaramente il battito del tuo cuore
Nessun rumore.
I tuoi occhi seguono il movimento di un fiocco più grande degli altri.
Ti domandi come sia stato quel volo,
rifletti sulla sua piccola, fredda, intensa, vita.
Senti l’importanza di un forte abbraccio.
Noti la concentrazione di tutti i colori in uno:
Il Bianco.” ANTON VAULIGT

Più silenzio, più preghiera. Continua a cadere la neve fatta di vita e di germogli che dormono. I miei gatti s'infilano sotto i piumini e sognano tanti teneri fili d'erba con cui giocheranno appena torna l'amata stagione del tepore.

 

 


Come un filo di paglia di B. Ferrero

 
L'AMORE DI DIO NON SI PUO' SPEZZARE
 
 
 
I pastori che erano stati alla stalla di Betlemme a onorare il Bambino Gesù tornavano a casa. Erano arrivati tutti con le braccia cariche di doni, e ora, se ne partivano a mani vuote, ma con tanta gioia nel cuore.
Ma un pastore giovane giovane aveva portato via qualcosa dalla stalla santa di Betlemme. Una cosa che teneva stretta nel pugno. Gli altri, lì per lì non ci avevano fatto caso, finchè uno di essi disse:"Che cos'hai in mano?".
"Un filo di paglia" rispose il giovane "un filo di paglia della mangiatoia in cui dormiva il Bambino".
"E' solo spazzatura" risero gli altri "buttalo via"!.
"No" disse "Lo conservo. Per me è un segno del Bambino. Quando tengo questa pagliuzza nelle mie mani, mi ricordo di Lui e quindi anche di quello che hanno detto gli Angeli di Lui".
Il giorno dopo e gli altri ancora il giovane mentre lavorava ogni tanto guardava quella pagliuzza. I suoi compagni lo deridevano ma lui sempre rispondeva che era il ricordo del Bambino e che aveva un grande valore.
"Avete torto" rispondeva loro"Su questa paglia era adagiato il Bambino, su che altro poteva stare il Bambino povero com'era? Il Figlio di Dio ha avuto bisogno di un po' di paglia! Questo mi insegna che Dio ha bisogno dei piccoli, dei senzavalore, di noi che sappiamo poco".
Ed era felice nel suo cuore, di sapere, che Dio amava tanto gli uomini da farsi piccolo come loro.
Un giorno, uno dei suoi compagni, gli portò via il filo di paglia dalle mani, lo stropicciò e lo gettò nella polvere.
Il giovane rimase calmo, raccolse il suo filo di paglia, lo lisciò e lo accarezzò con la mani e guardando l'altro disse: "Vedi è rimasto come prima. Pensa a questo filo e pensa al Bambino: perchè Dio ci ha mandato un bambino, mentre ci serviva un salvatore forte e battagliero? Questo bambino diventerà un uomo che saprà sopportare tutte le rabbie degli uomini, me l'hanno detto gli angeli quella notte, rimanendo quello che è: Il Salvatore di Dio per noi".
Il giovane sorrise, con gli occhi luminosi. "No. L'amore di Dio non si può buttare via, anche se sembra fragile e debole come un filo di paglia".