Maria - poesia di Rilke

venerdì 30 novembre 2012

 
 
Ma come se l'avessero il carico dei frutti
la rovina degli archi e delle colonne,
e il commiato dei canti
poi oppressa,
si trovò la giovinetta in altre ore,
come da qualcosa di più grande già avvinghiata,
a ferite che giungevano
rivolta.
 
Le Sue mani, che senza suono si protendevano,
giacciono svuotate.
Ah, non ancora ha partorito Lei l'Immenso.
E gli angeli, che non rendono conforto,
Le stanno intorno, terribili e ignoti.