Rilke "Il libro d'ore"

martedì 20 novembre 2012

 
 
 
Ho fede in tutto ciò che mai è stato detto.
Ciò che più devotamente sento, voglio liberarlo.
Ciò che nessuno ancora osò volere
senza che lo voglia mi potrà accadere.
 
Se ciò è avventato, mio Dio, Tu perdona.
Ma voglio in questo modo dirTi solamente:
la mia migliore forza dovrà farsi come un tendere
                                         istintivo,
e dunque senza astio nè incertezza;
è così che i bimbi sanno amarTi.
 
Con questi rivoli che scendono, con queste bocche
in larghe braccia dentro il mare aperto,
con un ritorno -questo - che è una crescita,
Te io voglio riconoscere, Te voglio annunciare
come nessuno fino ad ora.
 
Se son superbo, lascia che superbamente esista
nella mia preghiera,
che così fiera e sola
sta di fronte alla Tua fronte annuvolata.