Luce e nostalgia

martedì 13 novembre 2012



Ho sentito, alcuni giorni fa, al telegiornale, che avrebbero diminuito la luce dei lampioni che illuminano le nostre strade e con nostalgia ho pensato alla mia Milano di tanto tempo fa, alla nebbia e ai "fanali gialli" della Brunella Gasperini. Ho pensato all'inverno come un abisso di luce e di buio e di silenzio. Un silenzio fatto di passi frettolosi per arrivare in fretta a casa dove una stufa borbotta, dove i gatti fanno le fusa al caldo di un cuscino, dove una polenta grande come una luna è pronta sulla tavola.
Ricordo un gioco che facevo, appunto d'inverno, con la mia sorellina Elena: un gioco semplice inventato da me, in cui noi ridevamo molto: ci mettevamo in ginocchio e, una in senso contrario all'altra,  girevamo intorno al tavolo, quando c'incontravamo, ci davamo la mano e, ridendo, ci dicevamo "buongiorno signora" e riprendevamo  il cammino.Tutto quà. Non avevamo giochi ma fantasia sì!
Provavo, facendo quel gioco, una sensazione di sicurezza totale davvero stupefacente. Mi piace, oggi, l'idea di rifugiarmi e trovar felicità in Dio, in una preghiera fatta in ginocchio nello stesso fiducioso modo!