noi, poveri dentro.

mercoledì 17 ottobre 2012


 
In ogni uomo, diceva Platone, c'è una particella d'infinito, ma egli è libero, quindi può aderire o no a questa libertà. Se noi ci ribelliamo al nostro destino che tende al cielo, tradiamo il nostro "deserto", la nostra immensa povertà. Infatti solo il raggiungimento completo di uno spirito di povertà ci permetterà di farci ricchi e forti in Dio. Il Signore si è fatto uomo, cioè poverissimo, per insegnarci fino in fondo questa grande verità. "L'uomo raggiunto dalla grazia di Dio è l'assolutamente povero" per cui la povertà non è una virtù a parte, ma necessaria per capire veramente una vita cristiana.
La povertà "è il punto in cui il cielo e la terra si rovesciano", là soltanto Dio si avvicina agli uomini e gli uomini si avvicinano a Dio.
S. Agostino diceva:"Il mio cuore è inquieto, finchè non riposa in Te o mio Dio".
Noi siamo stati plasmati per l'infinito e solo l'infinito potrà saziarci.