Diario - Etty Hillesum 1942

lunedì 3 settembre 2012




 
 
« Trovo bella la vita, e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave. Dobbiamo prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e “lavorare sé stessi” non è proprio una forma di d'individualismo malaticcio.

Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. E' l'unica soluzione possibile. E così potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d'eternità che ci portiamo dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo anno di guerra. »

Un orizzonte infinito di Card. E. Antonelli

 
Come potrei conoscere un'isola in quanto tale
se non sullo sfondo dell'oceano?
Come potrei accorgermi
che la mia barca si muove sul fiume
se non la confrontassi con le rive immobili?
Come potrei percepire
che i beni di questo mondo sono tutti limitati
se non sullo sfondo del bene infinito?
Come potrei percepire il divenire delle cose
e lo scorrere del tempo
se non in riferimento all'Eterno?
Ciò significa
che siamo aperti su un orizzonte infinito:
che siamo polarizzati al bene infinito
che chiamiamo Dio.
E' Lui che stiamo cercando
attraverso e oltre le realtà terrene,
che sono altrettanti echi e riflessi
della Sua realtà, bontà e bellezza.
Ed è Lui che ci attrae a sè attraverso le creature,
con la Sua presenza velata e implicita.