Dolore

martedì 17 luglio 2012




"Vedi è assolutamente necessario che diamo un senso alla nostra vita. Non quello che gli altri vedono e ammirano, ma il tour de force che consiste nell'imprimervi il sigillo dell'Infinito" (forse di Mounier)

Domenica mattina. Appena rientrata dall'aver ascoltato la S. Messa, mi telefona Elena (mia sorella) "siamo a casa solo noi. Vieni a mangiare? Dai che ci fai compagnia!" Anch'io e Paolo siamo soli. "Sì veniamo così poi vado anche dalla mamma, ma tu non dire niente che le faccio una sorpresa!"
Il tempo è bello. Il traffico sull'autostrada intenso anche se scorrevole. Con Paolo, quando viaggiamo, diciamo sempre il rosario.Intanto penso che nessuno è capace di amarci come Dio ci ama. Elena lo sa anche se non pratica la Chiesa. Elena è una persona che dona il suo amore a piene mani.Ha conosciuto suo marito a quattordici anni, il classico primo amore, e sono ancora insieme. Teneramente uniti. Veniamo accolti dall'abbaiare dei cani (quattro: un alano, un bassotto e due terrier) e dal sorriso amoroso di Elena e Pino. Rossana scende dopo un po'. Il viso tirato dimostra di non aver dormito bene. Le porgo un vaso di fiori rosa (sembrano petunie, ma non so bene cosa sono..) Lei sorride e mi dice: "le hai presi per la nonna?" "No, Rossana, sono per te, per vederti sorridere" Lei mi abbraccia commossa. Parliamo scherzosamente con gli occhi sempre attenti a Rossana, sperando di vederla sorridere almeno un po'. Ma è una vana speranza.Vorrei tanto parlarle di Dio che l'ama e che l'aiuta nella sua depressione, ma quando si ha la possibilità con una parola o con un gesto o semplicemente agendo in un certo modo di far intrapprendere a qualcuno una strada invece di un'altra, di far prendere una decisione, di accettare, di scegliere o semplicemente di agire diversamente...bisogna stare attenti alle parole che si dicono. Spesso si può diventare il ponte tra loro e Dio...e a volte invece si può sbagliare! 
Poi Elena mi parla di Vera, una mia carissima amica, a cui è da poco morto il marito. "Sai che Richard (il figlio di Vera) sta male?" "Ci sono poche speranze".
Penso che è difficile il compito dell'accettazione! "Accettare e sopportare" diceva Peguy "essere dentro perchè questo duri e non abbassare la schiena perchè la sofferenza vi passi sopra".
Il dolore, di Elena come della Vera, rinnovato giorno per giorno, istante per istante, è più duro.
Signore, perchè? Il cielo che era così bello e chiaro, per un momento si oscura. Non so cosa dire.
Tornando a casa ridiciamo il rosario. La preghiera ha un nuovo significato.
Signore, che mi doni la speranza anche quando la via sembra senza uscita è allora che mi accorgo che Tu mi sei veramente indispensabile. E la sera, la notte, come adesso, che il silenzio circonda le cose e il mio cuore è appesantito dai dolori che sento più veri e che mi accorgo di essere una piccola cosa è allora che 
devi aiutarmi in modo che io possa vivere meglio e amarTi di più.