Il Libro di G. Pascoli

venerdì 6 luglio 2012


Sopra il leggìo di quercia è nell'altana,
aperto, il libro. Quella quercia ancora,
esercitata dalla tramontana,
viveva nella sua selva sonora;
e quel libro era antico. Eccolo: aperto,
sembra che ascolti il tarlo che lavora.
E sembra ch'uno (donde mai? non, certo,
dal tremulo uscio, cui tentenna il vento
delle montagne e il vento del deserto,
sorti d'un tratto...) sia venuto, e lento
sfogli - se n'ode il crepitar leggiero -
le carte. E l'uomo non vedo io: lo sento,
invisibile, là, come il pensiero...
Un uomo è là, che sfoglia dalla prima
carta all'estrema, rapido, e pian piano
va, dall'estrema, a ritrovar la prima.
E poi nell'ira del cercar suo vano
volta i fragili fogli a venti, a trenta,
a cento, con l'impazïente mano.
E poi li volge a uno a uno, lenta-
mente, esitando; ma via via più forte,
più presto, i fogli contro i fogli avventa.
Sosta... Trovò? Non gemono le porte
più, tutto oscilla in un silenzio austero.
Legge?... Un istante; e volta le contorte
pagine, e torna ad inseguire il vero.

Sono due delle tre strofe e si tratta di un componimento  abbastanza noto. "Pascoli sta camminando nel giardino di un amico, a un certo punto nel parco c'è un'altana, su un piccolo ridosso un chiostro tutto aperto e nel chiostro è stato abbandonato un libro, sopra il leggio. Improvvisamente, mentre Pascoli passa vicino a quel chiostro, il vento si alza e urgendo le pagine del libro le fa passare, le alza e poi esse ricadono. E' una banalità, ma è dalla banalità, che diventa segno, che si scopre l'infinitezza dell'uomo. Il poeta scopre in questa piccola banalità un simbolo cosmico: cos'è quel libro? Il libro è la voce del cosmo e del mondo. E che cos'è quel vento che alza le pagine che poi ricadono? Quel vento è il pensiero dell'uomo, è l'indomabile sete di conoscenza che spinge l'uomo a guardare quel libro. Ma il continuo ripetersi delle pagine che s'alzano e delle pagine che ricadono denota non l'irresolutezza, ma bensì l'insolubilità di questo desiderio" (L. Giussani)

Come la poesia anche il commento di Giussani continua ma posterò entrambi in un altro momento.