Pensieri durante la partita di calcio

giovedì 28 giugno 2012



Signore, fa caldo in questa sera d'estate. L'eco della partita di calcio rimbalza da una finestra all'altra, ma io non mi appassiono a questo sport. Parlo con Te.
La mia sorellina è in grande pena per una delle sue figlie che è in depressione. E io ho il cuore colmo di tristezza, non c'è posto neanche per una briciola di felicità. La sto cercando in Te. Sono un CD a cui devi alzare il tono e il volume perchè si possa sentire il richiamo della musica che voglio farTi sentire. E' una musica dolce, un po' malinconica ma perfettamente comprensibile. Ho idee arruffate che ritornano ai ricordi d'infanzia e vorrei che invece fossero idee ordinate come un filo di seta che esce dal bozzolo dorato. Le grida gioiose dei tifosi contrastano col mio camminare china, preoccupata di come sarà il domani di Rossana. Pensaci Tu, tienila stretta a Te che senta il Tuo abbraccio e la carezza che darai al suo viso per la buonanotte. E' tardi. Una sentinella che non esiste dice che tutto va bene. Buonanotte Signore.

Canto notturno di un pastore errante dell'Asia






Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
5Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
10La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore;
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
15Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
20Il tuo corso immortale?


Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
25Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
30Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
35Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
È la vita mortale.

(1a parte)

Giacomo Leopardi