Film: Il cammino per Santiago

lunedì 25 giugno 2012


Leggo su Tracce.
Era dai tempi de "La Via Lattea di Bunuel" che un regista non approfittava del Camino de Santiago per farci un film: il merito questa volta va a Emilio Estevez, che usa il proprio padre come protagonista di un triste pellegrinaggio: il suo personaggio, Tom, è un medico americano benestante che viene a sapere che il figlio Daniel, con cui i rapporti si erano interrotti da anni, è morto sulla via che porta a Compostela. Non essendo un uomo religioso e accortosi di non conoscere le motivazioni che avevano spinto il figlio, decide di terminare quel che Daniel aveva iniziato, nella speranza di capire e di accettare una morte per lui straziante.
Con uno zaino in spalla che contiene anche la scatola con le ceneri del figlio, si mette in cammino per percorrere i settecento e passa chilometri che lo separano dalla cattedrale di Santiago. Nonostante il suo carattere burbero e asociale, intorno a lui si catalizza un gruppetto di bizzarri viandanti dalle motivazioni più disparate, lontane da ogni tipo di religiosità: chi vuole smettere di fumare, chi dimagrire, chi scrivere un libro. Il viaggio è lungo come il tempo passato insieme, anche se ognuno sa che in fondo cammina da solo. Incontri, fatiche e qualche disavventura ammorbidiranno il carattere di Tom e il suo rapporto con i suoi casuali compagni di strada. Poco alla volta, e non senza fatica, ogni personaggio sarà portato a rivelare il motivo profondo del proprio camminare, una richiesta che vorrebbero fosse udita, anche se non sanno da chi. Ma sotto la volta della chiesa e sulle rive dell'Oceano, dove le ceneri verranno infine disperse, il tempo passato camminando acquisterà per tutti un significato più profondo e più vero.