Carlo Maria Martini

martedì 19 giugno 2012



Dal Vangelo secondo Luca: "Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dello Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere alla Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio."
Il Cardinale spiega così bene in uno dei suoi libri, Itinerario di preghiera, la bellezza di questo incontro. Dice:

"Cerchiamo prima di tutto, di capire l'umanità di questo incontro.
E' la scena di un vecchio che abbraccia un bambino, di due generazioni che - in qualche maniera - si passano la fiaccola. Il vecchio abbraccia il bambino, e abbracciando il bambino sa di abbracciare il proprio futuro. E' contento di questa visuale che tra le sue braccia gli rappresenta la continuità della sua vita. Lui ha sperato, ha creduto: ora la sua speranza è qui, piccola come un bambino, ma piena di vitalità e di avvenire.
L'episodio ha in sè qualcosa di profondamente umano: l'uomo che gioisce che altri continuino la propria opera; l'uomo che gioisce del fatto che, pure nella propria decadenza, vi sia un risveglio, un rinnovamento, qualcosa che vada avanti.
Se il brano ci insegnasse anche soltanto questo, sarebbe già molto valido per la vita. Non è facile infatti che il vecchio che è in noi accolga il bambino, il nuovo. C'è piuttosto il timore che il bambino non potrà continuare, che non vorrà seguire lo stesso ideale, che tradirà e, addirittura, che prenderà il posto mettendo da parte il vecchio.
Il vecchio Simeone abbraccia un bambino è una cosa grande, è una cosa importante perchè rappresenta ciascuno di noi di fronte alla novità di Dio.
La novità di Dio si presenta come un bambino e noi, con tutte le nostre abitudini, paure, timori, invidie, preoccupazioni, siamo di fronte a questo bambino, alla novità di Dio. Lo abbracceremo, lo accoglieremo, gli faremo spazio? Questa novità entrerà davvero nella nostra vita o cercheremo di mettere insieme vecchio e nuovo cercando di lasciarci disturbare il meno possibile dalla presenza di Dio?"

E' un primo momento di preghiera: Signore fa' che Ti accolga sempre, ogni giorno, ogni istante nella mia vita come se fosse il primo momento. Che non abbia paura di Te, che non Ti misuri con i miei schemi e che mi lasci trasformare dalla novità della Tua presenza.
Fa', o Signore, che, come Simeone, io Ti accolga in ogni cosa che è attorno a me, perchè vera, nuova e buona. Che io ti accolga in tutti i bambini di questo mondo, in ogni vita, in ogni fermento di novità che Tu metti intorno a noi, nella nostra società, nel mio cuore