Sorridi

lunedì 18 giugno 2012


A volte succede che dopo aver incontrato una persona, dimentichiamo il suo volto, ma non il suo sorriso.
E' nel sorriso che attiviamo la nostra attenzione, che ci viene trasmessa attraverso il vissuto, l'esperienza del momento della persona incontrata. Perchè il sorriso, come la luce degli occhi è il primo comunicarsi dell'esperienza: tanto che in quel momento ci affascina e non lo dimentichiamo. E noi a nostra volta, lo doniamo ad altri. Non occorre fare altro che continuare a vivere un'esperienza in cui tutta la vita, il tuo essere, si comunica attraverso quello che tu sei.
Come viviamo il reale, come ci alziamo il mattino, come affrontiamo i rapporti con le persone: tutto di noi attraverso questa semplice e importate cosa che è un "sorriso" 

Rifletto e Prego di G. Sacino



RIFLETTO
Se c'è un termine che possa riassumere tutta la storia della salvezza da Abramo a noi e fino alla fine dei tempi, questo termine è uno soltanto: amore.
L'amore di Dio per l'umanità, l'amore di Dio per ogni uomo, per ognuno di noi.
La solennità che celebriamo ("Il Sacratissimo Cuore di Gesù") serve proprio a ricordarci questa verità che talvolta diamo per scontata e perciò non ne sappiamo trarre tutte le conseguenze e altre volte neghiamo, soprattutto quando gli avvenimenti della vita non si snodano secondo le nostre attesa.
Preghiamo, perchè rinnovati nel profondo, portiamo a tutti, con la forza dello Spirito Santo, le ricchezze dell'amore che salva.
Offriamo a Gesù il nostro piccolo cuore che vuole amarlo e farlo amare in modo totale.

PREGO
"Dolce cuore del mio Gesù
fa' ch'io T'ami sempre più".
Così mia madre mi insegnava a pregare
quando bambino, mi addormentava sereno.
Sono passati anni,
tanti anni, e io
continuo a pregare così.
L'ho fatto e l'ho detto
centinaia di volte, ma
oggi quelle parole mi ritornano
in tutta la loro bellezza.
"AmarTi sempre di più"
vuol dire
piegarsi su ogni "piccolo", che
deve impare a camminare
sui sentieri del Vangelo;
vuol dire contemplarTi in
un'estasi di preghiera senza
luogo e senza tempo -
l'amore è l'eternità nel tempo -;
vuol dire lasciarsi spaccare il cuore
e continuare a donare "sangue e acqua"
amore, dolcezza, purezza
a tutti.
Sento la mia fragilità
avverto la mia debolezza,
eppure continua a dirTi:
"Dolce cuore del mio Gesù
fa' che T'ami sempre più".
E oggi, come allora,mi
addormento in pace
nelle Tue braccia,
sul Tuo cuore.
Amen.