Gioia piena

mercoledì 30 maggio 2012




C'è un libro che parla mirabilmente della "gioia piena" è di Henry J. M. Nouwen, un sacerdote olandese che ha vissuto in un monastero trappista ed ha raccontato la sua esperienza in un "diario". A pagina 156 c'è scritto:
"Questa mattina ho fatto visita a Fra' Elias in compagnia di Jay. E' stato bello. Alle 7,15 ci siamo inoltrati nei boschi verso l'eremo. La natura si stava svegliando. Le nuvole erano grevi e i sentieri coperti di foglie colorate, strappate dai rami dalla pioggia violenta.
"Elias ci ha dato il benvenuto allegramente, con una sorta di eccitazione divina. Dopo una breve preghiera silenziosa davanti all'altare della cappella, abbiamo conversato. Gli occhi di Elias erano tanto radiosi per l'esperienza di cui parlava che Jay ed io abbiamo avuto la netta sensazione di trovarci alla presenza di un santo. "Il Signore è tanto, tanto buono con me" ha ripetuto più volte. Poi ha parlato del sole, delle nuvole, delle piogge e dei venti, del grano e delle erbacce, del caldo e del freddo, come di doni di Dio, elargiti tutti per condurre Elias ad una maggiore intimità con il Signore.
"Sorrisi e risate, tenerezza e coinvolgimento, osservazioni pratiche e slanci estatici, tutto fluiva da lui con grande naturalezza, rivelandoci però i contorni di un altro mondo.
""Non è bella la pioggia?" ha detto "Perchè dovremmo avere qualcosa contro la pioggia? Perchè vogliamo solo il sole, mentre dovremmo desiderare che la pioggia ci inzuppi? Il Signore vuole inzupparci di grazia e d'amore. Non è meraviglioso poter sentire il Signore in tanti modi e conoscerlo sempre meglio? Lui ci fa sentire la Sua presenza anche adesso, in tutto quanto ci circonda. Immaginate come sarà quando lo vedremo faccia a faccia!"
"Jay fissava Elias con un sorriso. Sentiva che Elias non solo parlava del Signore, ma lo rivelava. Ogni volta che pronunciava la parola "Signore", tutto il corpo gli vibrava di gioia e irradiava una beatitudine celeste.
"Abbiamo parlato di molte cose...ma era come se parlassimo di una sola: della bontà del Signore".

Terremoto



Signore è terminato un giorno faticoso. Due forti scosse di terremoto mi hanno spaventata. Ho pensato a chi ora cerca di dormire in una tenda, o in macchina perchè ha paura. Ho pensato a quegli operai che sono "andati via". Insegnami ad accettare che le persone possono prendere una strada che non è quella che li porta alla loro casa e che i loro cari non li abbracceranno più. Tu lo sai quanto è difficile salutare quando si ama molto e chiudere gli occhi per rivedere i loro volti. Aiuta tutti noi a portare questo fardello!Nel silenzio della notte mi chiedo cosa posso fare io, non voglio una coscienza tranquilla mentre in paesi vicino al mio si piange. Ti prego, Signore, per tutti quelli a cui, in questo giorno, l'orologio del cuore si è fermato.Vienigli incontro ed apri le Tue braccia perchè saranno stanchi e fa che da lassù possano consolare chi hanno lasciato su questa terra.