Bimbi

mercoledì 18 aprile 2012


La sola cosa necessaria per la tranquillità del mondo, è che ogni bambino possa crescere felice.

Orso in piedi

"Da il senso della nascita" di Testori e Giussani

Don Giussani: (sta dialogando con Testori)
Perchè l'attesa della speranza umana in te ha già avuto una grossa storia e allora, secondo me, conosci bene le sue urgenze e le sue impotenze; perciò è tutta tesa al vagito, anche solo al vagito della risposta, quello che cristianamente si chiama l'annuncio. L'annuncio di un fatto che, trapassando tutte le nostre debolezze, piccolezze e meschinità, si presenta come un abbraccio ricostitutivo, vale a dire l'abbraccio della nuova nascita, un abbraccio che provoca come una palingenesi totale. Insomma è una carne marcia che fiorisce; secondo il senso delle parole dette da Gesù a Nicodemo.

Testori:
A proposito di lei, la speranza, che è il destino dell'uomo, il suo cammino che nasce, anche fisicamente, anche cellularmente; che nasce, dicevo, da uno stato di dolore e nello stesso tempo da uno stato di felicità, perchè è conoscenza della ragione dell'essere ma è anche il dolore, proprio il dolore della nascita che ha già in sè il dolore della croce... Ora ogni uomo, io credo, ha la sua croce; sia che la riconosca, sia che non la riconosca; piccola e indegna di fronte alla Croce delle croci, però immensa, perchè ogni uomo è una creazione di Dio, quindi la croce di ogni uomo è immensa anche nella sua meschinità, nelle sue titubanze, nelle sue vergogne e nei suoi tradimenti. L'uomo è un evento immenso. Ogni uomo, quindi tutti gli uomini, tutta la storia di tutti gli uomini è un'immensità moltiplicata all'infinito. Al centro di questa immensità c'è una speranza che nasce e che è legata al dolore. Guai, secondo me, ad aver paura del dolore e del dolore che deriva dalla nascita. Perchè significherebbe vietare quasi tutto lo sviluppo dell'uomo verso la speranza, quasi tutto lo sviluppo dell'uomo dentro il disegno di Dio e dentro il sangue di Cristo per arrivare a Chi esiste veramente, al tempo che non è più tempo, allo spazio che non è più spazio, in cui però tutto il nostro tempo e tutto il nostro spazio possono trovare la loro consacrazione eterna, totale. Per questo credo che la realtà enorme del cristianesimo sia la risurrezione dei morti; il cosmo che sarà abitato, non da idee, non da ipotesi, non da memorie, ma da corpi risorti nella partecipazione della carità o nell'esclusione dalla carità. Io credo che proprio perchè avvenga questa risurrezione dei morti, questa risurrezione dei corpi, perchè il cosmo sia sempre abitato da corpi cioè dai Figli di Dio e dai fratelli di Cristo; ecco, io credo che non si possa fare a meno del dolore; della croce.