Volontariato

sabato 14 aprile 2012


Quando i miei nipoti erano ancora nei sogni del Divino, io non ero molto occupata: il catechismo il mercoledì, la casa, il marito non ancora in pensione, Ada e Enrico già impegnati nel lavoro.
Un giorno Ada mi chiese se mi fosse interessato fare volontariato in ospedale. Verso settembre-ottobre si sarebbe tenuto il corso in preparazione. Non ci pensai troppo e mi iscrissi. Il corso durò circa due mesi, se ben ricordo, e alla fine ci fu un piccolo esame. Beh, lo superai e quando mi chiesero in quale reparto preferissi andare, senza esitazione risposi "radioterapia". "Perchè proprio lì?" "Se devo aiutare qualcuno, trovo sia meglio farlo dove è più importante la mia presenza". "Bene!"
Fu così che per cinque anni, ogni martedì pomeriggio dalle tre alle cinque mi recavo al mio appuntamento con il dolore.
Prima di uscire di casa, dicevo una decina di Ave Maria, poi prendevo il pullman e ancora pregavo il mio Angelo Custode perchè mi aiutasse a trovare le parole giuste da dire a chi avrei incontrato.
 Io, in quel reparto, riconoscevo la presenza di Cristo
Vivere quei rapporti, vivere ogni particolare di quelle persone era proprio diventare più coscienti della "grazia" che mi era ed è ,data.
Ascoltando Radio Maria, con alcune pazienti, recitavamo il rosario. Se qualcuna non poteva alzarsi dal letto, mi sorrideva invitandomi a incominciare il Rosario proprio da lei.
La persona che è rimasta la più cara al mio cuore è stata una professoressa d'italiano: ammalata di un tumore alle ossa doveva rimanere sdraiata completamente, senza neanche il cuscino. Sdraiata mangiava, pensate: leggeva e così anche dialogava.
In un giorno d'estate in cui faceva molto caldo, mi guardò e mi chiese:"Perchè lo fa?" Non risposi subito, guardai alla sua compagna di camera che incuriosita, anche lei aspettava una mia risposta.
"Lo faccio perchè in voi io trovo una risposta alla mia fede. Io trovo Gesù."
"Signora", mi disse "faccia la brava, guardi che giornata abbiamo oggi, vada a passeggiare in centro, a vedere le vetrine, a comprarsi un gelato, non venga a perdere il suo bel sorriso proprio qui!".
"Sono io che ho bisogno di voi, per capire il mio dolore (Valeria era già morta e io porto al collo una sua immagine) per far tesoro di ciò che il Signore mi dona tutti i giorni: soprattutto la vita di chi mi sta accanto. Da quest'incontro con voi io ne esco più ricca". Mi stavo commuovendo. Giulia e Maria sorrisero entrambe e a toglierci d'impaccio giunse un'infermiera con il tè che versai nelle loro tazze porgendoglielo.
Ho iniziato a non dare le cose per scontate e capire maggiormente il segno della contemporaneità di Cristo in mezzo a noi. Anche se ogni tanto me ne dimentico!.
Questa è la carità, che non è qualcosa che facciamo noi, ma che riceviamo: "Ti ho amato di un amore eterno e ho avuto pietà del tuo niente" (Ger 31,3)

Il mio "volontariato" si è concluso perchè Ada, che era rimasta incinta, aveva bisogno di me. Sempre.
Questa esperienza mi ha insegnato e segnato. So con sicurezza che se incontro una persona che mi rappresenta quel TU in cui credo, e che ha pietà del mio niente, io sono così commossa che, sotto la pressione di questa commozione, investita da questa presenza, io so di poter trattare tutto e tutti in un modo diverso.

2° Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia


PREGO di G. Sacino

Preghiera per la Chiesa.

E' bello sapere
che sono nato da Te,
o Dio della vita;
sono nato da Te,
perchè credo
che Gesù è il Cristo.
E in Lui, la Sua Chiesa
mia madre, mio tutto;
lei che nei travagli del tempo
ripete: è Risorto
e nel sangue rigenera
figli e fratelli.
Grazie per la Tua Chiesa
Signore Risorto!
Sia per tutti coloro che cercano
il luogo  sicuro
dell'incontro con Te.
Amen.