Ricordo Giovanni Testori in "Tracce"

martedì 10 aprile 2012


Non sbaglierà, nonostante tutti gli errori,
chi avrà voluto bene alla realtà, ossia alla
Creazione. Se vuoi bene alla Creazione,
puoi anche scrivere o dipingere le cose più tremende:
esse sono già salvate dal Creatore fatto carne.

Giovanni Testori, scrittore, poeta, drammaturgo è stato uno dei più grandi e controversi intellettuali italiani del Novecento. Tenuto alla larga dai salotti culturali, estromesso dalle antologie scolastiche, ignorato dalle università per le sue posizioni estremiste, anarchico, omosessuale per pubblica ammissione, Testori è stato il maggior drammaturgo italiano del dopoguerra e uno dei più importanti critici d'arte: a lui si deve la rivalutazione critica della pittura lombarda del Cinque-Seicento, oggi universalmente ammirata.
Nel 1978, il più grande statista italiano,Aldo Moro, si trovava prigioniero delle Brigate Rosse, Testori dalle pagine dei giornali osava parlare di Dolore e di Perdono! E questo affascinava il pensiero di tante persone cattoliche. Io mi sono commossa leggendo "Interrogatorio a Maria" recitato dal Teatro dell'Arca di Forlì che rappresentò l'opera a Novara nella Cattedrale di San Gaudenzio.
C'è una frase di San Paolo che dice "Vagliate tutto e trattenete ciò che vale"
Giovanni Testori è morto nel 1993, il 16 marzo, le sue opere resteranno a testimonianza di una vita ricca di passioni culturali.