Rifletto G. Sacino 5a Domenica di Quaresima

lunedì 26 marzo 2012

Amare è facile; è bello.
Rimanere fedele all'amato, quando la monotonia del quotidiano spegne ogni entusiasmo, è difficile, molto difficile. Continuare ad amare l'amato che tradisce è difficile, ma è possibile.
Amare sempre e comunque è divino.
Solo la grazia sostiene nell'amare così, perchè solo con l'aiuto di Dio si è capaci di mettere se stessi da parte (odiare la propria vita dice il Vangelo) e continuare ad amare.
Gesù ama così.
Mette da parte - odia se stesso - i suoi diritti di Figlio di Dio per rimanere fedele all'uomo che pecca, che si ribella, che muore.
E come il chicco di frumento in terra, muore Egli stesso, perchè l'uomo sia salvato, e una nuova eterna alleanza d'amore sia scritta tra Dio e l'uomo e tra l'uomo e Dio.
Noi siamo consapevoli di questa alleanza, noi siamo i fruitori di questo amore fedele. Ma non basta saperlo e goderne. Come gli apostoli di ogni tempo dobbiamo impegnarci perchè tutti incontrino Gesù.
Offriamo a Dio tutte le nostre sofferenze e quelle del mondo intero perchè unite a quelle di Gesù, siano semi di salvezza per l'uomo d'oggi.



Prego
Tu Signore sei il seme che muore sottoterra
tutti pensano al frutto, nessuno al "seme".
Tu sei la radice nascosta
tutti ammiriamo il fiore, nessuno la radice.
Tutti guardano la luce della stella
nessuno pensa alla stella che muore.
Tu sei quel seme, Signore.
Tu sei la radice del mondo migliore.
Tu sei la luce.
   Fa che abbia il coraggio di seguirTi
fin dove Tu sei,
senza calcoli
contento solo di essere con Te.
Al Padre, il giudizio d'amore.
Amen.