"Un vel s'asconde" tra il cuore e Dio di L.Cioni

lunedì 9 gennaio 2012


Dai versi dell'artista fiorentino emergono tutta la tensione e la contraddizione dell'uomo. Ma anche l'apertura all'unico fatto che risponde al suo bisogno: l'avvento di Gesù.
Quando scrive il sonetto 87, Michelangelo si trova a Roma. E' il 1534; la Chiesa è lacerata dal dibattito teologico e dalla lotta, anche cruenta, tra cattolici e protestanti. Per l'artista sono gli anni del definitivo distacco da Firenze, della relazione con il Cavalieri, al quale, probabilmente, è inviata questa lirica, di una sentita partecipazione alle discussioni religiose, attraverso l'amore per Vittoria Colonna, impegnata con il suo circolo culturale ad avviare un processo di riforma nella stessa Chiesa cattolica.

Vorrei voler, Signor, quel ch'io non voglio:
tra 'l foco e 'cor di ghiaccia un vel s'asconde
che 'l foco ammorza, onde non corrisponde
la penna all'opre, e fa bugiardo 'l foglio.

I' t'amo con la lingua, e poi mi doglio
c'amor non giunge al cor; nè so ben donde
apra l'uscio alla grazia che s'infonde
nel cor; che scacci ogni spietato orgoglio.

Squarcia 'l vel Tu, Signor, rompi quel muro
che con la suo durezza ne ritarda
il sol della tuo luce, al mondo spenta!

Manda 'l preditto lume a noi venturo,
alla tuo bella sposa, acciò ch'io arda
il cor sanz'alcun dubbio, e te sol senta.

Poichè il linguaggio scabro dell'autore non è di immediata comprensione, conviene riassumere il contenuto della lirica, anche se solo l'attenzione al testo può svelarne la ricchezza.

Tra l'amore di cui sono oggetto e la freddezza del mio cuore passa un nascosto velo che smorza il fuoco, tanto che non riesco neppure a scrivere ciò che mi accade: ti amo con le parole e provo dolore per la mia aridità e non so neppure come aprire la mia porta alla tua grazia, affinchè essa mi invada e scacci ogni orgoglio. Squarcia Tu il velo, Signore, rompi il muro che con la sua durezza ritarda il sole della tua luce, ignota al mondo. Manda la luce che sta per venire, affinchè l'anima mia, tua sposa, ti creda e ti ami.
Un tempo si diceva: "L'Epifania tutte le feste le porta via!" Lo si dice anche oggi, ma più propriamente si sa che è la Domenica del Battesimo di Gesù che conclude il periodo più bello dell'anno.
Ogni uomo ha bisogno della grazia di Dio, del Suo aiuto,del Suo perdono, del Suo amore che salva,della Sua Parola che illumina il cammino della vita.
Ecco: anche pochi giorni fa, abbiamo festeggiato Dio che si è fatto nuovamente bambino per farci capire che Lui ama tutti gli uomini e che vorrebbe che imparassimo da Lui ad essere almeno migliori. San Paolo ci ricorda che "non di tutti è la fede", ma è possibile tessere cammini di pace, di giustizia, di perdono, di ascolto reciproco.
Ora con l'inizio dell'anno nuovo e nel ricordo di ciò che ho ricevuto nel mio Battesimo, vorrei dare fondamento alle speranze che ho nel cuore. BUON ANNO A TUTTI