Risvegli di G. Ungaretti

mercoledì 29 febbraio 2012



Ogni mio momento
io l'ho vissuto
un'altra volta
in un'epoca fonda
fuori di me
Sono lontano colla mia memoria
dietro a quelle vite perse
Mi desto in un bagno
di care cosa consuete
sorpreso
e raddolcito
Rincorro le nuvole
che si sciolgono dolcemente
cogli occhi attenti
e mi rammento
di qualche amico
morto
Ma Dio cos'è?
E la creatura
atterrita
sbarra gli occhi
e accoglie
gocciole di stelle
e la pianura muta
E si sente
riavere

Silenzio del silenzio di Renzo Barsacchi

lunedì 27 febbraio 2012



Non nel tacere Dio parla
ma nel silenzio del silenzio, quando
non sbatte l'ali l'anima ma plana
abbandonata nel suo indicibile spazio.

Ogni luce raccogli alla Sua ombra,
fatti attesa continua finchè un passo
giunga dal vuoto dell'inevidenza.

E prega senza più parole: prega
respirando soltanto, come il fiore,
senza vederlo, il sole. Offri l'inquieta
necessità d'essere amato amando
alla tenebra ardente del Suo Amore.

Rifletto di G. Sacino

sabato 25 febbraio 2012




L'alleanza di Dio con Noè (1a lettura) era preparazione alla definitiva alleanza che lo stesso Dio avrebbe realizzato nel Suo Figlio con l'intera umanità e che ha realizzato e realizza con noi col Sacramento del battesimo (2a lettura).
Dio si è alleato con noi, noi siamo alleati con Dio: questa è la certezza, questa è gioia.
E' un'alleanza d'amore, un matrimonio d'amore.
A questo riferimento S. Marco (Vangelo), raccontando che lo Spirito spinse Gesù nel deserto, luogo in cui - come insegna il profeta Osea - Dio parla al cuore del suo popolo e il popolo rinnova il suo abbandonarsi in Dio.
Le tentazioni sono legate all'essere innamorati: Gesù è tentato di vivere la sua missione di amore e di salvezza, secondo i modi di un messianismo politico e forse immediatamente vincente, ma egli vince la tentazione rimanendo fedele al progetto del Padre che lo vuole Messia umile e servo obbediente.
Il deserto è anche il luogo dell'amore di Israele per il suo Dio; luogo del nostro amore.
Il nostro amore per il Signore Dio, è un amore fedele, generoso, totale?
Lasciamoci illuminare dalla Parola di Dio, confrontiamoci con essa e convertiamoci generosamente alla volontà di Dio su di noi, rinnovando l'offerta dei nostri propositi e invocando l'aiuto di Dio per poterli mettere in pratica.

Domenica delle tentazioni

Signore Dio, Padre di ogni uomo,
Ti rendo grazie
perchè Gesù,
uomo come noi,
ha scelto di essere fedele a Te
e alla Tua Parola.
Ti dico grazie
perchè nell' obbedienza di Gesù,
ho ritrovato la dignità di figlia del Tuo Amore.

Tu, o Padre,
hai donato a me e a tutti gli uomini,
la libertà di sceglierTi come
guida al nostro cammino.

Donami, o Signore,
la forza e la gioia
di scegliere ogni giorno
di fare la Tua volontà
rispondendo così all'Amore di cui
mi circondi.

Mercoledì delle Ceneri: Rifletto di G. Sacino

mercoledì 22 febbraio 2012



L'invito che oggi ci viene proposto: Convertitevi e credete al Vangelo non significa altro che Convertitevi e credete all'Amore. L'amore pazzo di Dio, in Cristo, per tutti e per ciascuno. L'amore di ciascuno per Cristo, sposo.
La carità, esperienza dell'amore; la preghiera, colloquio d'amore; il digiuno, condivisione d'amore queste sono le vesti di cui dobbiamo rivestirci interiormente per andare incontro a Cristo sposo.
I nostri propositi siano come promessa d'amore per vivere intensamente e interiormente il cammino quaresimale, mentre ringraziamo il Padre che amandoci di amore inesauribile ancora una volta ci dona il tempo favorevole del perdono e della salvezza.
Il tempo dell'AMORE CHE SALVA.

Compleanno Enrico: 20 febbraio

lunedì 20 febbraio 2012





L'Amore è una luce che viene dal Cielo. Ecco cosa penso quando guardo i miei figli e anche i miei nipoti!
Nel 1969, di mercoledì, nacque Enrico: il mio terzo figlio. Ada aveva da poco compiuto i tre anni e Valeria, piccina, aveva sedici mesi!
Appena nato, me lo appoggiarono sul cuore perchè io potessi vederlo e così abbracciarlo forte forte e poi baciarlo come avevo fatto con le sue sorelline.
Ricordo di aver pensato alla vita come ad una musica che nasce dentro al cuore.
Ecco il mio nuovo bimbo nato per l'eternità.
Ancora oggi, quando lo guardo non posso fare a meno di stupirmi dell'amore che Dio ha avuto per me nel donarmelo così sensibile e dolce!
Pensandoci oggi posso dire di aver sperimentato la dolcezza di Dio e che tuttociò che viviamo sia nel dolore come nella felicità, è così perchè non siamo soli, perchè il nostro vivere non è infruttuoso. Che il Signore è vicinissimo a noi e giorno dopo giorno impariamo a sentire la Sua presenza.
Una Presenza che ci sorprende sempre perchè nella vita ci capita di camminare sotto la pioggia, nella polvere, in una strada con molti sassi e anche con molto sole.
Una strada tanto più faticosa quanto più Lui ci ama.

Pietra di Carità di G. Testori

venerdì 17 febbraio 2012


E quando
scenderà
dei rischi che verranno
la paura
stringiTi in noi
e stringi noi in Te;
facci realtà santa,
realtà paziente,
realtà sicura;
e fa' che noi
 si sia
pietra di carità
che oltre morte
dura.

Ricordo



Silenziosa
è scesa la notte
portando con sè
il profumo dei ricordi.
Le lacrime
non fanno rumore.

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang da Tracce di gennaio (riassunto da me)

mercoledì 15 febbraio 2012



Non solo i "cieli", ma tutto parla del Creatore. Alla domanda "Chi è Dio per te? Marco Bersanelli (astrofisico che ha collaborato a Planck un satellite messo in orbita dall'Agenzia Spaziale Europea il 14 maggio 2009) chiama in causa tutta la sua vita: la famiglia, le amicizie, i desideri, il lavoro.
"Proverò a rispondere a questa domanda partendo proprio dal mio lavoro.
Mi occupo di ricerca scientifica nel campo della cosmologia, la scienza che studia la struttura e l'evoluzione dell'universo nel suo insieme. Da 20 anni circa, sono impegnato nel più ambizioso progetto in questo settore, il satellite Planck e che ora si trova in orbita a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra. Così oggi, davanti a imprese così importanti, non posso non chiedermi chi è Dio in questo universo immenso? Rispondo con le parole del Salmo 8:
Se guardo il Tuo cielo,
opera delle Tue dita, 
la luna e le stelle che
Tu hai fissate, che cosa
è l'uomo perchè Te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perchè Te ne curi?
Che cos'è l'uomo, chi siamo noi in questa "smisurata stanza" della creazione? Grani di polvere. Ma il Salmo 8 dice inoltre: "Eppure l'hai fatto poco meno
degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato. "
E' impressionante pensare alla piccolezza dell'uomo e al tempo stesso alla grandezza della sua natura, commensurabile solo con l'infinito. L'uomo è l'autocoscienza del cosmo.
Quando penso alla grandezza di Dio mi vengono in mente quei passi dell'Antico Testamento nei quali la sproporzione tra Dio e l'uomo viene usata come emblema della Sua misericordia infinita:
"Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le
vostre vie, i miei pensieri sovrastano
i vostri pensieri" (Is 55,9)
E' il pensare che quando hai a che fare con la famiglia,con gli amici,con il lavoro, hai a che fare con Cristo. Questa è una frase che mi disse Giussani una volta che lo incontrai. Poi guardò sulla scrivania e raccolse alcuni grani di polvere e aggiunse: Anche loro, vengono da Lui.
Tutto viene da Lui. La realtà non si fa da sè, ogni cosa è data, è creata, ora. Cogliere questo fa la differenza.
Benedetto XVI  ai seminaristi il 18 ottobre 2010 disse:"Per noi Dio non è un'ipotesi distante, non è uno sconosciuto che si è ritirato dopo il Big Bang. Dio si è mostrato in Cristo Gesù. Nel Suo volto  e nelle Sue parole sentiamo Dio stesso parlare con noi".

Intervento alla XXV Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici su "la questione di Dio oggi" Roma 25 novembre 2011.

Il forestiero 1970


Ecco l'unica canzone che salvo della partecipazione del Sig. Celentano al Festival di Sanremo

Prego di G. Sacino (SPIRTO GENTIL)

lunedì 13 febbraio 2012



Per amare davvero

C'è ancora il peccato, Signore?
E che cosa è un peccato?
Sì, lo so bene, l'ho imparato al catechismo:
è violazione volontaria della Tua legge.
Allora sorge una domanda:
forse osservano tutti la Tua legge
visto che nessuno più chiede
il Sacramento del Perdono?
E il problema si sposta più a monte:
anche se l'uomo crede in Te,
Ti ama?
Questa è la domanda vera:
il peccato è il Tuo amore tradito, rifiutato, rigettato.
Peccato è non amarTi e
non amare i fratelli in Te.
Non c'è crisi di peccato
purtroppo sono tante le offese alla vita
alla verità, alla dignità dell'uomo,
alla giustizia, alla sacralità del corpo
oggi c'è crisi del vero amore in Te.
Amiamo più noi stessi che Te,
amiamo più il denaro che Te,
amiamo più il mondo che Te.
Mandaci uomini e donne
che Ti amino davvero,
che ci  scuotano dal nostro errore,
che ci sconvolgano
col loro esempio di una vita
vissuta per Te.
Ritorneremo al Tuo amore
e Ti chiederemo perdono
per aver peccato
per non averTi amato
davvero.E sempre.
Amen.

Ho postato questo pezzo della Favorita (G. Donizzetti) "Spirto gentil, ne' sogni miei, brillasti un dì, ma ti perdei (...) perchè, tempo fa, Giussani aveva raccontato che alla prima nota di questo brano, aveva intuito con struggimento, che quel che si chiama "Dio" - vale a dire il destino inevitabile per cui un uomo nasce - è quella felicità di cui il cuore ha bisogno (...) In quel preciso istante della sua vita, per la prima volta, capì che Dio c'era.
Anch'io ho provato una sensazione di infinita dolcezza e vorrei che lo provaste anche voi!


11 febbraio: Madonna di Lourdes

venerdì 10 febbraio 2012

Papa Paolo VI amava definire i Santuari mariani e in particolare Lourdes "cliniche dell'anima". Il bisogno di essere guariti è la speranza di coloro che soffrono. Dio infatti, facendosi uomo, ha fatto molte guarigioni, non solo del corpo, naturalmente. Quando guariva una persona Egli sapeva benissimo che si sarebbe riammalata, ma lo scopo fondamentale era più profondo: liberare l'uomo da ciò che era nella sua anima cioè il peccato. Ma le persone hanno bisogno di vedere fatti concreti: ecco che Maria è apparsa. Questo è un avvenimento. E' la manifestazione di Dio-Misericordia. Don Giussani in un'intervista all'Oftal ha scritto: "La nostra vita è come un lungo pellegrinaggio, verso una meta certa che non riguarda solo l'aldilà, ma che inizia a realizzarsi ad ogni passo del nostro cammino aumentando il desiderio di quel bel giorno in cui la gloria di Cristo sarà totale." La nostra vita è veramente un pellegrinaggio perchè è un camminare giorno dopo giorno attraverso le cose, le presenze quotidiane, verso ciò che troviamo di bene e di felicità. E Lourdes è una di queste mete.
Andare a Lourdes è l'incontro con la maternità di Maria SS. Maria la Santa Madre di Cristo. E così comprendiamo il legame che Maria ha con l'Eucarestia. Sono stata parecchie volte a Lourdes e, con la preghiera che in quel posto non può mancare per dare al cuore la possibilità di innalzarsi al cielo, percepisci la realtà della croce per tutte le persone malate fisicamente e per me peccatrice. Lì, a Lourdes ho notato come il male, la sofferenza, diventi esso stesso Misericordia.  


E. Morante: La storia. Ed. Einaudi 1974 (brano)

martedì 7 febbraio 2012


C'era una SS che per i suoi delitti orrendi un giorno, sul far dell'alba, veniva portata al patibolo. Gli restavano ancora una cinquantina di passi fino al punto dell'esecuzione, che aveva luogo nello stesso cortile del carcere. In questa traversata l'occhio, per caso, gli si posò sul muro sbrecciato del cortile, dove era sbocciato uno di quei fiori seminati dal vento, che nascono dove capita e si nutrono, sembrerebbe, d'aria e di calcinaccio. Era un fiorellino misero, composto da quattro petali violacei e da un paio di pallide foglioline, ma in quella luce nascente la SS ci vide, con il suo splendore, tutta la bellezza e la felicità dell'universo e pensò: "Se potessi tornare indietro e fermare il tempo sarei pronto a fermare l'intera mia vita nell'adorazione di quel fiorelluccio". Allora, come sdoppiandosi, sentì dentro di sè la sua propria voce, ma gioiosa, limpida, eppure lontana, venuta da chissà dove, che gli gridava:"In verità ti dico: per questo ultimo pensiero che hai fatto sul punto della morte, tu sarai salvo dall'inferno". Tuttociò a raccontarvelo mi ha preso un certo intervallo di tempo, ma là ebbe la durata di mezzo secondo. Fra la SS che passava in mezzo alle guardie e il fiore che si affacciava al muro c'era tuttora più o meno che la stessa distanza iniziale, appena un passo. "No! - gridò fra sè e sè la SS, voltandosi indietro con furia - Non ci casco, no, in certi trucchi!", e siccome aveva le due mani impedite, staccò quel fiorellino coi denti, poi lo buttò per terra, lo pestò sotto i piedi e ci sputò sopra".

Ecco come avviene il nostro vivere. C'è una differenza estrema nel finire la nostra giornata pieni di gratitudine per come si è svolta, anche con il freddo di queste giornate, o arrabbiati per quello che non si è riusciti a fare. Importante è accettare la realtà così com'è: per questo è importante che io sia me stessa, naturale, bisogna attraversare il dolore, la tristezza, l'insoddisfazione della realtà, ma se io sono fedele al mio cuore capisco che non sono queste cose a determinarmi, ma il mio rapporto con il Mistero. Perchè solo il Signore determina la mia vita e il Suo disegno su di me.

lunedì 6 febbraio 2012


L'INCONTRO con Enzo Jannacci: La ferita che ho nel cuore (Tracce di gennaio-riassunto un po' da me)

Una vita passata tra musica e ospedali. E la carriera tra alti e bassi. Il cantante-medico milanese ha incontrato i ragazzi di Portofranco. Raccontandosi, attraverso le sue storie-canzoni. Fatte di volti, marciapiedi, tram. E di carezze. Settantasei anni e qualche acciacco, dopo una vita a visitare pazienti, ma anche a scrivere, suonare, cantare canzoni che ributtavano fuori la sua quotidianità. “Mi piace fare lo stupido. Forse lo sono. Mi viene benissimo”. Ma stupido viene da stupor, stupore.
I ragazzi l'hanno invitato, a Porta Genova, per rivivere la bellezza di una cantata con lui.
“Non immaginavo un posto così adombrato di mistero e di luce. Pieno di umanità. E se non vedo l'umanità negli occhi di una persona, io non capisco.”
Sono così anche le sue canzoni, parlano di gente comune, di fatti vissuti, incrociati o immaginati
E io ho visto un uomo, Giovanni telegrafista, Andava a Rogoredo, Faceva il palo, Il metrò. Vicenzina davanti alla fabbrica.
-Canti cose che non esistono-gli obietta Abdel, uno dei ragazzi di Portofranco. E lui:”Nella vita succedono cose che non si riusciranno mai a spiegare.”
“ Un giorno,di tanti anni fa, su di un tram, vidi un uomo, un operaio, stanco, appisolato, su quelle panche di legno di un tram. E sul suo volto la carezza del Nazzareno”
Sentirlo parlare davanti ai ragazzi, quella carezza è qualcosa che lo ha segnato per sempre. Insieme a una ferita, del cuore. Che non sa di che qualità sia, sa che è grande e non si chiude. E' giusto che quella ferita rimanga lì, che a volte sanguini e altre no. E' la stessa ferita del Nazzareno.
Hanno sessant'anni meno di lui quei ragazzi ma sono lì ad ascoltarlo. Molti non sono neppure italiani, e lui parla in milanese. Eppure sono incantati mentre lui racconta. Come di quel quadro che ha accanto al letto: una rivisitazione della Crocefissione, dove c'è un ragazzo che abbraccia i piedi di Gesù. “Il Nazzareno non può, come allora, dargli una carezza. E' fissato con i chiodi. E mi dà fastidio. Lui si era preparato. Aveva preparato le Sue lacrime per quel ragazzo. E a quel ragazzo sua madre avrà detto :”Ma cosa vai a fare da quello lì. Va' me l'è cunscià”. E lui “Ma Lui salva il mondo...”.
“Ma il ragazzo è lì ai piedi della croce. L'ha fatta Lui la ferita. L'ha scolpita. Ha tramutato in carezza, se stesso, in ferita. Per quel ragazzo...E bisogna voler bene alle ferite.”
Prima di andar via li guarda così, con gli occhi semichiusi.
“Va che sto guardando che scarpe avete, eh. Vi auguro tutta la felicità che ha promesso il Nazzareno attraverso la carezza, e la ferita. La carezza data a quella persona, povera. E poi la ferita. Io ce l'ho da sempre e non mi dispiace averla...” Intona:” Ti te sé no, ma quand mi caressi la tua béla facceta inscì nétta, me par de vèss un sciùr...
“Perchè non abbiate mai a dimenticare che tutto ve l'ha mandato Lui. Non dimenticatelo. Mai.”

Prego di G. Sacino



Per una fede autentica

Non Ti chiedo il dono dei miracoli
anche perchè Tu, potendone compiere
tanti, sei andato via...
per predicare.
Tu vai predicando,
 anche oggi - come ieri e domani -
Donaci l'umiltà della Parola
che come il chicco di grano
lentamente cresca nel cuore della storia.
Donaci una fede paziente,
pura,
monda,
essenziale, come Te crocifisso.
E' questa la fede in Te.
Aiutaci a rimanerTi fedeli
fino alla morte.
Solo allora vedremo perchè Tu sei il Signore.
E saremo felici con Te.
Amen.