Il dono misterioso di B. Ferrero

martedì 27 dicembre 2011



Era l'alba a Betlemme. L'ultimo pellegrino se n'era andato e la stella scomparsa. La Vergine Maria guardava dolcemente il Bambino che si era addormentato. Lentamente e cigolando, si aprì la vecchia porta della stalla. Sembrava spinta da un soffio di vento più che da una mano. Sulla soglia comparve una donna anziana, coperta di stracci. Maria sussultò, come se avesse visto una fata cattiva. Gesù continuava a dormire. L'asino e il bue strappavano bocconi di fieno e paglia da un mucchio che avevano davanti al muso e non degnarono di uno sguardo la nuova venuta.
Maria la seguiva con lo sguardo. Ogni passo della sconosciuta sembrava lungo come dei secoli. La vecchia continuava ad avanzare, finchè fu accanto alla mangiatoia.
Gesù Bambino spalancò gli occhi di colpo e Maria si meravigliò vedendo brillare negli occhi del Bambino e della donna la medesima luce di speranza.
La vecchia si chinò sul Bambino. Maria trattenne il fiato. La vecchia frugò nei suoi abiti stracciati, cercando qualcosa. Parve impiegare dei secoli a trovarla. Maria continuava a guardarla con inquietudine. Finalmente, dopo un tempo lunghissimo, la vecchia estrasse dai suoi stracci un oggetto, che rimase però nascosto nella sua mano, e lo affidò al bambino.
Maria vedeva solo la schiena della vecchia curva sull'improvvisata culla di Gesù.
Poi la vecchia si drizzò, come se si fosse liberata di un peso infinito che la tirava verso terra.
Le sue spalle si sollevarono, il suo capo si elevò e quasi toccava il soffitto, il suo viso ritrovò miracolosamente la giovinezza, i suoi capelli ridivennero morbidi e lucenti come seta. Quando si allontanò dalla mangiatoia, per scomparire nell'oscurità da cui era venuta, Maria potè finalmente vedere il dono misterioso.
Nelle piccole mani di Gesù, brillava una  mela rossa.
Quella donna era Eva, la prima donna, madre dei viventi, che aveva consegnato al Messia il frutto del primo peccato.
Perchè ora, con Gesù, era nata una Creazione nuova.
E tutto poteva ricominciare.