Auguri di un sereno 2012

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E così lascio qui per chi passerà i miei più sinceri auguri di un sereno Anno Nuovo!


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Amicizia

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L'amore dell'amicizia! E' un tipo di amore che porta alla luce, alla gioia profonda. Se è vera amicizia non delude mai, lascia l'altro libero.
Ho un grande amico e mi aiuta a credere nell'uomo: voglio farvelo conoscere anche se lui non lo saprà mai. Si chiama Roberto. Non parla molto, ma in tempi passati mi apriva il suo cuore e io lo ascoltavo. Avevamo un'amica in comune, che ci ha lasciati, ora lui mi parla con gli occhi. Sempre, qualche giorno prima del Santo Natale, arriva e mi regala uno stupendo mazzo di fiori che appendo, in cima, là sulla porta della cucina, e resterà appeso fino al Natale successivo, momento in cui arriveranno dei fiori nuovi.
Roberto non crede. Quando dona la sua amicizia lo fa per sempre. Per lui è importante vivere bene l'oggi.
Non condivido le sue idee ma gli voglio bene e questo basta. Vorrei che fosse catturato dalla meraviglia per tuttociò che lo circonda, dagli affetti al lavoro, dalla natura all'uccellino che canta nel cielo, ma lui sorride, mi dice:"Ma va là..." e ritorna serio. Io so che se scoprisse che Dio abita in lui, il suo sguardo cambierebbe e, sotto gli occhiali, perennemente sulla punta del naso, spunterebbe un sorriso rinnovandogli il cuore.
Ciao Roby ti auguro un sereno anno nuovo!

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Il dono misterioso di B. Ferrero

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Era l'alba a Betlemme. L'ultimo pellegrino se n'era andato e la stella scomparsa. La Vergine Maria guardava dolcemente il Bambino che si era addormentato. Lentamente e cigolando, si aprì la vecchia porta della stalla. Sembrava spinta da un soffio di vento più che da una mano. Sulla soglia comparve una donna anziana, coperta di stracci. Maria sussultò, come se avesse visto una fata cattiva. Gesù continuava a dormire. L'asino e il bue strappavano bocconi di fieno e paglia da un mucchio che avevano davanti al muso e non degnarono di uno sguardo la nuova venuta.
Maria la seguiva con lo sguardo. Ogni passo della sconosciuta sembrava lungo come dei secoli. La vecchia continuava ad avanzare, finchè fu accanto alla mangiatoia.
Gesù Bambino spalancò gli occhi di colpo e Maria si meravigliò vedendo brillare negli occhi del Bambino e della donna la medesima luce di speranza.
La vecchia si chinò sul Bambino. Maria trattenne il fiato. La vecchia frugò nei suoi abiti stracciati, cercando qualcosa. Parve impiegare dei secoli a trovarla. Maria continuava a guardarla con inquietudine. Finalmente, dopo un tempo lunghissimo, la vecchia estrasse dai suoi stracci un oggetto, che rimase però nascosto nella sua mano, e lo affidò al bambino.
Maria vedeva solo la schiena della vecchia curva sull'improvvisata culla di Gesù.
Poi la vecchia si drizzò, come se si fosse liberata di un peso infinito che la tirava verso terra.
Le sue spalle si sollevarono, il suo capo si elevò e quasi toccava il soffitto, il suo viso ritrovò miracolosamente la giovinezza, i suoi capelli ridivennero morbidi e lucenti come seta. Quando si allontanò dalla mangiatoia, per scomparire nell'oscurità da cui era venuta, Maria potè finalmente vedere il dono misterioso.
Nelle piccole mani di Gesù, brillava una  mela rossa.
Quella donna era Eva, la prima donna, madre dei viventi, che aveva consegnato al Messia il frutto del primo peccato.
Perchè ora, con Gesù, era nata una Creazione nuova.
E tutto poteva ricominciare.
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Prego di G. Sacino

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Anche io, Divino Bambino
vengo davanti a Te, come i pastori di Betlem;
vengo per portarTi i miei piccoli doni:
una volontà rinnovata nel bene
una coscienza purificata dal Tuo perdono,
una capacità nuova,
almeno lo spero,
di aprirmi ai piccoli e ai bisognosi.
Proprio come i pastori che Ti portarono i loro doni,
poche cose, ma date con amore.
Ti adoro, divino Bambino e
Ti riconosco come il mio Salvatore
come l'unico Signore della mia vita;
un Signore che non comanda ma chiede
non domina ma serve,
non trattiene per sè, ma invia in tutto il mondo
a raccontare le Tue meraviglie.

Ti adoro e Ti chiedo:
aiuta anche me a conservare nel cuore
come Tua Madre,
la meraviglia della fede;
l'abitudine e lo scontato non spengano
la gioia del credere in Te
e sarà Natale ogni giorno,
anche per me.
Amen.
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Natale: pensieri

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Natale: ecco la notte della più grande esaltazione dell'uomo: in essa egli trova la sua nascita.
La mangiatoia: il primo luogo dell'incontro tra Dio e gli uomini.
Colui che è nato in tutta la debolezza dell'uomo è nato per aiutarmi ad essere persona, pienamente cosciente di essere figlio di Dio poichè il Figlio di Dio si è fatto uomo.
Non tutti sono felici in questa ricorrenza del Natale: c'è chi è disperato dentro, chi si sente solo, lontano dalla vita. Gesù, il bambino che giace nella mangiatoia è già una promessa: nel cuore stesso di chi non ha emozioni può germogliare una briciola di speranza, nel cuore delle tenebre può risplendere una luce se noi, poveri in spirito, se le nostre mani, normalmente vuote, diventano incontro donando speranza.
In questi momenti di perenne confusione cerchiamo il silenzio e la pace delle nostre chiese e preghiamo che Dio si manifesti principalmente nei nostri cuori.
Buon Natale a tutti.

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La Storia più bella di C. Bianchi (1°)

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Dall'alto del cielo immenso e stellato
Dio misterioso che tutto ha creato,
chiama a gran voce la stella più bella,
la più lucente, sì proprio quella:
"Vola a Betlemme, o bella cometa
ad indicare a tutti la meta:
presto fra gli uomini verrà un piccolino,
il Salvatore, Gesù Bambino".
La stella cometa comincia il suo viaggio
portando nel cielo il lieto messaggio.
La voce rimbomba fin su in Paradiso
e gli angeli sveglia così all'improvviso:
"Che c'è, che succede?", ripeton tra loro
e Dio misterioso risponde a quel coro:
"Andate angioletti laggiù tra i pastori
cantate con gioia, apritegli i cuori,
a loro annunciate che nasce un bambino
che viene per tutti, che è un dono divino!".
E gli angeli presto si mettono in volo
e "Gloria a Dio" cantano in coro.
A quel bambinello che presto verrà
di notte dal gelo chi lo scalderà?
Pensa e ripensa Dio misterioso
mentre il creato attende gioioso:
"Oh tu Madre terra che accogli ogni seme,
proteggi, riscalda il bimbo che viene!".
Ed ecco una grotta è pronta laggiù
e lì nascerà il Bimbo Gesù.
Però anche Gesù che nasce piccino,
come ogni bambino vorrà il suo lettino:
con un sussurro, chiamando pian piano
Dio misterioso risveglia anche il grano:
"Tu che agli uomini il pane sai dare
con le tue spighe una culla puoi fare!
Il Salvatore si accontenterà
di quello che ognuno donare potrà!".
Ed ecco di paglia è pronto il lettino
e lì dormirà Gesù Bambino.
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La notte più bella (2)

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Giuseppe e Maria si mettono in viaggio
fino a Betlemme con grande coraggio:
per il censimento che è stato ordinato
il loro nome va registrato.
Giungon laggiù che si è fatta sera,
è stanca Maria e di un letto già spera,
ma non c'è posto nelle locande
e la tristezza or si fa grande.
Ma Dio che tutto ha già predisposto
dentro la grotta gli fa trovar posto
e per scaldar dal gelo quei due
vi mette lì anche un asino e un bue.
E in questa notte che è la più bella
sopra la grotta si posa la stella,
il cielo scuro si tinge ora d'oro,
giungono gli Angeli e cantano in coro:
"A Dio sia Gloria! E agli uomini pace!".
e mentre intorno ogni cosa tace
sopra la paglia, nella Sua culla
nasce Gesù, così...senza nulla!
Ma quale dono è più prezioso
di quel che ci ha fatto Dio misterioso!
Sulle colline, là in mezzo ai prati,
alcuni pastori si sono accampati:
"Presto svegliatevi! Seguite la stella!".
annunciano gli Angeli, "Sì, sì, proprio quella!".
Ed i pastori con semplicità
trovan la grotta fuori città,
guardano il Bimbo con grande stupore
e adesso lo sanno: è Lui il Salvatore!
Porgono allora i doni più belli,
latte di pecora, lana ed agnelli.
Maria sorridendo un grazie gli dice
ed ogni pastore ha il cuor più felice.
Son questi i doni del primo Natale
che Dio misterioso ha voluto donare:
la stella, la grotta, la culla e la paglia
il canto degli Angeli e una famiglia,
i cuori stupiti di tanti pastori,
i Magi verranno portando i loro tesori.
Ma un dono anche noi possiamo ora fare
al Bimbo Gesù in questo Natale,
con tanta fede proprio come i pastori
andiamo a guardarlo! Apriamogli i cuori!
Restiamo in ginocchio là nella capanna
e piano cantiamogli una ninna nanna.

E in questa notte che è la più bella
sopra la grotta si posa la stella,
il cielo scuro si tinge ora d'oro,
giungono gli Angeli e cantano in coro:
"A Dio sia Gloria! E agli uomini pace!",
e mentre intorno ogni cosa tace
sopra la paglia, nella Sua culla
nasce Gesù, così...senza nulla!
Ma quale dono è più prezioso
di quel che ci ha fatto Dio misterioso!
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Il Messia promesso - Isaia

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Il popolo che camminava nelle tenebre
vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a Te
come si gioisce quando si miete
e come si gioisce
quando si divide il bottino.
Poichè Tu, come al tempo di Madian,
hai spezzato il giogo che l'opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle
e il bastone dell'aguzzino.
Poichè ogni calzatura di soldato nella mischia
e ogni mantello macchiato di sangue,
sarà bruciato,
sarà esca del fuoco.
Poichè un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il segno della sovranità
ed è chiamato:
"Consigliere ammirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace".
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4° domenica d'Avvento: PREGO

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Non è facile attendere il Natale
quando il cuore si bea
di fiori, luci e canti
carichi di nostalgia e di ricordi.
Questo è il Natale di ieri,
dell'infanzia lontana,
della giovinezza sfiorita.

Il Natale del passato non dice nulla
e persino i bimbi di oggi
finiscono con l'annoiarsi.
Attendere il Natale con TE
è sentire il bisogno inconscio di Dio.

Sentire il bisogno di proclamare la fede
con la vita e la parola,
con la gioia e il canto
di chi sa che nulla è impossibile
a TE, Dio innamorato dell'uomo;
di chi testimonia che fede
in TE è vera libertà.

Questo Natale affascina e sconvolge.
Il mio, il nostro Natale
sia sempre così:
inquieto e inquietante.
E TU SIGNORE, nascerai davvero.
Amen.(G. Sacino)
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Prego (3° domenica d'Avvento)

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Cantare la Tua lode,
cantare e sorridere
e vivere in perenne Alleluja,
anche quando il dolore incombe
e rattrista la mia anima.
Cantare e gioire
per i Tuoi doni,
la Tua presenza, la Tua grazia
e la forza dello Spirito
dovrebbe essere il segreto di chi Ti ha incontrato,
o Signore.
Donaci uomini e donne
innamorati di Te,
pazzi per Te, e, come Francesco d'Assisi
-giullare di Te- e
Giuseppe da Copertino che
al suono del Tuo nome,
ballava di gioia
lanciandosi in voli d'amore...
Donaci un popolo di uomini e donne
capaci di vivere il Magnificat
e il mondo scoprirà
che Tu, solo Tu, sei
la vera gioia;
già da questa terra.
Amen (Giuseppe Sacino)
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Elio e le storie tese: Presepe imminente

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Natale è alle porte

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Ancora pochi giorni è arriva la festa più "cara" dell'anno: il santo Natale. Enzo Bianchi, nel suo libro "il pane di ieri" scrive che il Natale, ormai, è una festa non solo riservata ai cristiani ma sempre più carica di una valenza antropologica. I valori della quotidianità, del tessuto della vita, le relazioni umane, l'amicizia, l'amore, la fraternità sono ormai legati a questo giorno al punto che anche là, dove vi è contrapposizione tra  credenti e non credenti (è sempre Bianchi che scrive) la festa rimane uguale per tutti: magari, invece di "Buon Natale!" i non credenti si augurano un più generico "Buone Feste!", ma il clima dell'incontro, della gioia, dell'intimità è da tutti condiviso.
Il Natale è un'autentica occasione per riaccendere la speranza che riguarda l'umanità intera.
Per questo e per tante altre ragioni che sono fisse nel mio cuore e nella mia memoria, ricopio la poesia di un bambino che ho trovato sfogliando pagine preziose:

Non nacque Gesù in primavera, ma al freddo d'inverno di sera.
Lui re. Lui Signore. Lui tutto: d'amore porgendoci il frutto.
Ad ogni Natale penso con tristezza che non ho conosciuto della cometa la bellezza,
non ho conosciuto il silenzio delle stelle,
quella notte in cui erano tutte belle,
lucide, splendenti, brillanti e incantate,
ad ascoltare degli arcangeli le serenate;
non ho conosciuto lo sguardo di Maria,
il sorriso di Giuseppe in quella notte pia,
non ho conosciuto nulla in quel tempo lontano,
rotola una lacrima sul mio viso e sulla mano,
ma non è tempo di piangere: è nato il mio Signore,
Gesù, mia vita e mio Salvatore.
Gesù, piccolo grande amore, io non ero con Te,
ma da quando sono nato lo so, Tu sei con me.

L'ha scritta un bimbo di 10 anni e mi piacerebbe averla scritta, perchè più che una poesia è una preghiera.


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Festa dell'Immacolata Vergine Maria

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Il DOGMA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE della Vergine Maria fu proclamato da Papa Pio IX l'8 dicembre 1854 nella Basilica di San Pietro.
Il dogma afferma come dottrina rivelata da Dio che la Vergine Madre di Dio nel primo istante della Sua concezione, per grazia singolare e in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore, è stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale.


 



Presso di Te, o Vergine Maria,
veniamo noi a cantare questa sera.
Ti preghiamo per l'umanità intera
di cui Tu sei l'unica speranza.

Nel giorno benedetto dell'"attesa"
molto felice Tu rendi il suo cuore.
E in questo giorno della vita sua
 ricopri col Tuo santo manto. 

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Dicembre

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Inizia il mese di dicembre. In queste giornate fredde la nebbia" la fa da padrona"! Così ci capita di assaporare giornate fredde e umide, tristemente buie dove le basse nuvole gravano su di noi come una cappa oscura. Dalla mia finestra osservo le persone, dai contorni sbiaditi, camminare frettolosamente, attente a dove mettono i piedi e sembra abbiano fretta di rientrare...Una ragazzina porta a spasso il suo cagnolino...Le macchine sembrano frettolose anche loro.
Non ci sono nella mia via e in quelle vicino, negozi.  Sono poco più in là...risplendenti di mille luci e annunciano, a modo loro, che arrivano le feste!  C'è pace intorno il che contrasta con questo formicolio di gente.
Gli alberi, ora spogli, hanno abbandonato la loro livrea rosso-arancio e penso che la loro bellezza sia tutta nascosta...aspettano la primavera, ora si riposano.
Ecco in lontananza il rintocco delle campane della chiesa della mia Parrocchia...è l'ora della Messa Vespertina. Sono i giorni della novena per la festa dell'Immacolata e nel mio cuore nasce una canzone dando anima al mio corpo...
Lui mi aspetta. Dio non è soltanto festivo! E tra pochi giorni si farà "piccolo" perchè possiamo comprendere la Sua infinita grandezza.

 

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